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La Sardegna in corsa per l'Einstein Telescope, ma due parchi eolici potrebbero mandare in fumo il progetto

Il progetto Einstein Telescope 
L'ex miniera dismessa di Sos Enattos candidata per costruire il mega telescopio capace di captare le onde gravitazionali: il nome del Nobel Parisi in campo per guidarlo. Ma due grandi impianti, che potrebbero sorgere nelle vicinanze, lo minacciano 
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Pale eoliche contro onde gravitazionali. Terreno di scontro la Sardegna, che si candida a ospitare il futuro Einstein Telescope, un mega telescopio di ultimissima generazione, capace di indagare i processi dell'universo. Il progetto rappresenta un'occasione di rilancio irripetibile per l'isola. Il sito prescelto sono le miniere dismesse di Sos Enattos, in provincia di Nuoro. La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha parlato di un'iniziativa "di straordinaria importanza", in grado di  "rafforzare la leadership del nostro Paese nell’ambito delle grandi infrastrutture di ricerca". Sul progetto, già finanziato con 50 milioni del Pnrr dal governo Draghi, l'italia compete con l'Olanda. E a guidare la candidatura italiana c'è il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. Ma c'è un ostacolo: due grandi impianti eolici, destinati a sorgere a ridosso del sito minerario, …

Pale eoliche contro onde gravitazionali. Terreno di scontro la Sardegna, che si candida a ospitare il futuro Einstein Telescope, un mega telescopio di ultimissima generazione, capace di indagare i processi dell'universo. Il progetto rappresenta un'occasione di rilancio irripetibile per l'isola. Il sito prescelto sono le miniere dismesse di Sos Enattos, in provincia di Nuoro. La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha parlato di un'iniziativa "di straordinaria importanza", in grado di  "rafforzare la leadership del nostro Paese nell’ambito delle grandi infrastrutture di ricerca". Sul progetto, già finanziato con 50 milioni del Pnrr dal governo Draghi, l'italia compete con l'Olanda. E a guidare la candidatura italiana c'è il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. Ma c'è un ostacolo: due grandi impianti eolici, destinati a sorgere a ridosso del sito minerario, rischiano di mandare in fumo l'intera operazione. Perché per funzionare il telescopio ha bisogno di assoluto silenzio e assenza di vibrazioni.

La vicenda

La vicenda inizia nel 2018, quando l'Ue cerca un sito adatto a ospitare un modernissimo osservatorio: l'Italia candida la miniera dismessa di Sos Enattos, in provincia di Nuoro, Comune di Lula. Entro il 2024 sarà fatta la scelta, nel 2025 inizieranno i lavori di realizzazione del mega telescopio.

Per gli scienziati italiani, gli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), i colleghi dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), dell'Università degli Studi di Sassari e di Napoli, la miniera e le sue lunghe gallerie rappresentano il luogo perfetto per "ascoltare" i movimenti cosmici, perché scarsamente abitato, geologicamente stabile, naturalmente silenzioso. Ci credono a tal punto da costituire un Consorzio (l'Etic, Einstein Telescope Infrastructure Consortium), finanziato con 50 milioni di euro del Pnrr, per la preparazione e la realizzazione (entro i prossimi 30 mesi) dello studio di fattibilità a Sos Enattos in Sardegna. "È di fondamentale importanza per l'Italia prepararsi al meglio per la sfida scientifica e tecnologica rappresentata dalla realizzazione dell'Einstein Telescope" ha detto Michele Punturo, ricercatore della sezione di Perugia dell'Infn e coordinatore scientifico di Etic.

Agli amministratori del territorio - sono circa 40 i Comuni interessati - non è sembrato vero che, per una volta, spopolamento e assenza di attività possano rappresentare un'opportunità di sviluppo e di rilancio. "È un'occasione che non possiamo perdere - commenta Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti - e dobbiamo farci trovare pronti con gli interventi di infrastrutturazione necessari per ospitare l'Et".

I numeri dell'operazione

I numeri dell'operazione Et sono di tutto rispetto: 6 miliardi di euro di investimenti per infrastrutture, 9 anni di realizzazione, 36mila posti di lavoro preventivati. Per ora risorse europee, ma anche la Regione Sardegna è pronta a mettere sul tavolo 350 milioni per infrastrutture e per rendere 'appetibile' la scelta di Sos Enattos rispetto al principale - e unico per ora - competitor, il sito di Limburg, tra Belgio, Germania e Olanda. Le caratteristiche sono simili a quelle dell'ex miniera vicino a Lula, ma la candidatura del sito olandese è convintamente sostenuta da tre Paesi di peso dell'Unione europea. 

Il problema degli impianti eolici

Per funzionare a dovere, però, il telescopio ha bisogno di assoluto silenzio e assenza di vibrazioni. Per questo, il vero ostacolo alla scelta di Sos Enattos è rappresentato da due grandi impianti eolici, destinati a sorgere a ridosso del sito minerario, definiti "una sciagura" dall'associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico. "Uno è il progetto Siemens Gamesa Renewable Energy Italy, a Gomoretta, tra i Comuni di Orune, Bitti, e Buddusò  - spiega Stefano Deliperi, portavoce dell'associazione -, tredici aereogeneratori da 3,465 Mw ciascuno (potenza complessiva 45,045 Mw) che sorgerebbero su un'area di valore ambientale a economia agro-pastorale, in buona parte boscata e tutelata con vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico e poco distante dal parco naturale regionale di Tepilora". Il secondo mega impianto si chiama Onanie: sei aerogeneratori della potenza di 5,6 Mw ciascuna, ricade sui territori di Onanì, Bitti, Buddusò, ad un tiro di schioppo da Lula e da Sos Enattos. Il letto di pale eoliche di oltre 230 metri di altezza è della Sardaeolica srl, Gruppo Saras, di casa in Sardegna.

Le criticità

"Sono progetti che presentano pesanti criticità ambientali e paesaggistiche - denuncia ancora Deliperi -, oltre all'evidente danno all'Et. E infatti il procedimento di Valutazione di impatto ambientale per Mogoretta ha avuto un parere negativo a maggio del 2020 dalla Commissione tecnica del ministero". Stesso destino per il secondo progetto, bocciato dagli uffici del ministero della Transizione ecologica. Però lo scorso ottobre "accade un fatto decisamente schizofrenico", sostengono ancora dal Grig. "Avvalendosi dell'articolo 7 del decreto legge Aiuti, che attribuisce alle delibere del Consiglio dei ministri il valore di provvedimento conclusivo del procedimento di Via di competenza nazionale, il Governo Draghi ha deliberato l'approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale per tre progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili fra cui l'impianto eolico di Gomoretta".

Altra immane quantità di energia potenzialmente producibile in Sardegna, "che non potrà essere utilizzata nell'isola, né trasferita nella Penisola, né conservata - attacca ancora Deliperi -, ma è destinata ad andare sprecata e pagata dal gestore unico della Rete alle società energetiche, le uniche a guadagnarci.

Ma stavolta oltre all'ambiente si rischia di perdere anche un investimento di oltre 6 miliardi di euro per l'Einstein Telescope". Altrettanto netto il no agli impianti del primo cittadino bittese, Giuseppe Ciccolini, "perché ciò che viene proposto, nello specifico per l'altopiano di Bitti ,non è una pianificazione sullo sviluppo delle energie rinnovabili, che sarebbe auspicabile, ma un vero e proprio assalto ad aree di grande pregio naturalistico, con progetti che si sovrappongono e che si danneggiano vicendevolmente. Le comunità del centro Sardegna non si oppongono alle energie rinnovabili, ma ad una occupazione che porta loro pochi benefici e che rappresenta l'ennesima imposizione di servitù che non hanno alcune relazione con il paesaggio e con l'economia locale.

Una battaglia bipartisan

All'indomani del voto sul Dpcm che sblocca l'eolico, in Sardegna è scattata la mobilitazione, con i sindaci del territorio in prima linea. I parlamentari sardi hanno fatto quadrato: Francesca Ghirra (Alleanza Verdi Sinistra) ha presentato un emendamento al Bilancio (per ora sospeso), sottoscritto dal suo gruppo, dai deputati del M5s e del Pd, a sostegno dell'Et a Sos Enattos e chiedendo lo stop agli impianti in Barbagia. Salvatore Deidda, di Fratelli d'Italia, ha proposto una mozione alla maggioranza, "di sicuro - afferma - presenteremo un ordine del giorno dopo l'approvazione del Bilancio e chiederemo che siano rimossi tutti gli ostacoli, di ogni genere, che possa compromettere l'aggiudicazione alla Sardegna, e quindi all'Italia, dell'Einstein Telescope". In Sardegna la battaglia va avanti, unitaria e bipartisan, mentre si attendono segnali chiari da Roma: per Stefano Deliperi (Grig) "la Presidenza del Consiglio dei ministri deve revocare l'assurda delibera di ottobre, che contrasta con gli interessi ambientali e compromette la candidatura per l'Einstein Telescope. Una candidatura che è dell'Italia intera e non della sola Sardegna".