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Covid, la contraddizione del tampone: test di fine isolamento obbligatorio per chi viene dalla Cina, per gli altri no

(agf)

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Due norme di segno opposto licenziate nelle stesse ore. Secondo l'ordinanza del ministro Schillaci chi arriva dalla Cina dovrà fare un esame antigenico e molecolare anche dopo 5 giorni dalla posività. Secondo il decreto del governo in approvazione per gli altri residenti o viaggiatori si torna in comunità senza verifiche
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Una regola per gli italiani e una regola per i cinesi (o meglio: per chi è arrivato dalla Cina). Di segno opposto. L'una contenuta in un decreto del governo Meloni a un passo dall'approvazione, l'altra firmata a meno di 12 ore di distanza da un ministro dello stesso governo, quello della Salute Orazio Schillaci. Ed ecco che la normalizzazione del Covid-19 portata avanti dall'esecutivo in carica si scontra già con la realtà.

Vediamo cosa dicono i documenti. Nel cosiddetto decreto rave, diventato in realtà un calderone di fine anno da licenziare obbligatoriamente entro il 30 dicembre pena la sua decadenza, sono contenute anche alcune norme sani…

Una regola per gli italiani e una regola per i cinesi (o meglio: per chi è arrivato dalla Cina). Di segno opposto. L'una contenuta in un decreto del governo Meloni a un passo dall'approvazione, l'altra firmata a meno di 12 ore di distanza da un ministro dello stesso governo, quello della Salute Orazio Schillaci. Ed ecco che la normalizzazione del Covid-19 portata avanti dall'esecutivo in carica si scontra già con la realtà.

Vediamo cosa dicono i documenti. Nel cosiddetto decreto rave, diventato in realtà un calderone di fine anno da licenziare obbligatoriamente entro il 30 dicembre pena la sua decadenza, sono contenute anche alcune norme sanitarie. In particolare all'articolo 7-quater vengono introdotte delle modifiche alle precedenti regole fissate da un decreto dell'aprile 2021 in materia di autosorveglianza. Quello che il testo in approvazione sopprime è, come noto, l'obbligo di eseguire un test antigenico rapido o molecolare per porre fine al periodo di isolamento minimo di 5 giorni per chi si è scoperto positivo al Covid. In sostanza in Italia, salvo restrizioni per categorie speciali applicabili ad esempio al personale sanitario come annunciato dal ministro Schillaci, si potrà rientrare in comunità dopo 5 giorni senza alcun tampone, a patto di non avere più sintomi.

Vale per tutti i positivi, italiani e altri stranieri, tranne che per i cinesi. Perché proprio mentre la maggioranza si accinge a dare il via libera definitivo al decreto, il ministro Schillaci è stato costretto dalla minaccia della nuova ondata Covid proveniente da Oriente a firmare una ordinanza per chi arriva in Italia dalla Cina. E in quella ordinanza all'articolo 1, comma d, c'è scritto che "per tutti i soggetti in ingresso dalla Cina si applica l'obbligo di effettuare un ulteriore test antigenico o molecolare con esito negativo per porre termine al periodo di isolamento".

Una misura ad hoc, dunque, che al momento non sarebbe giustificata nemmeno dal rilevamento di nuove varianti sconosciute in Europa visto che nell'informativa al Senato è lo stesso ministro Schillaci a dire che "le poche informazioni che arrivano dalla Cina indicano che le varianti che stanno alimentando questa nuova imponente ondata di contagi sono le stesse che già circolano da tempo a livello globale, ancora quindi all'interno delle sottovarianti di Omicron".

È vero che, una volta approvato il decreto, si attende dal responsabile della Salute una circolare che ne delimiti il perimetro e specifichi i contenuti, ma è difficile anzi impossibile che quella circolare annulli il provvedimento votato a maggioranza. Due popoli, due norme.