Maturità 2023, il ministro Valditara ripristina l'esame con due scritti e i commissari esterni
a cura della redazione Cronaca , a cura della redazione CronacaRoma - Al ministero dell'Istruzione e del Merito si è già iniziato a lavorare sull'esame di Maturità. Le certezze, per ora, sono tre. Saranno due le prove scritte, italiano e seconda materia curricolare. Il colloquio orale, come ha accennato il ministro Giuseppe Valditara a La Stampa, sarà costruito sui collegamenti tra le diverse discipline. E, infine, le commissioni saranno questa volta paritarie: tre membri interni e tre membri esterni, più un presidente esterno. Immediata la reazione contraria degli studenti, mentre i presidi approvano al scelta.
Il ministro parla di un ritorno a un esame classico, alla legislazione del 2017 - ministra Valeria Fedeli e govenro Gentiloni - con la prima prova per tutti di italiano e una seconda materia curriculare che è il latino o il greco al calssico e matematica allo scientifico. Con il ministro leghista Marco Bussetti la seconda prova diventa doppia nel 2019: al liceo classico la versione era si…
Roma - Al ministero dell'Istruzione e del Merito si è già iniziato a lavorare sull'esame di Maturità. Le certezze, per ora, sono tre. Saranno due le prove scritte, italiano e seconda materia curricolare. Il colloquio orale, come ha accennato il ministro Giuseppe Valditara a La Stampa, sarà costruito sui collegamenti tra le diverse discipline. E, infine, le commissioni saranno questa volta paritarie: tre membri interni e tre membri esterni, più un presidente esterno. Immediata la reazione contraria degli studenti, mentre i presidi approvano al scelta.
Il ministro parla di un ritorno a un esame classico, alla legislazione del 2017 - ministra Valeria Fedeli e govenro Gentiloni - con la prima prova per tutti di italiano e una seconda materia curriculare che è il latino o il greco al calssico e matematica allo scientifico. Con il ministro leghista Marco Bussetti la seconda prova diventa doppia nel 2019: al liceo classico la versione era sia in Latino che in Greco, allo scientifico l'elaborato di Matematica conteneva quesiti di Fisica. Con queste affermazioni il ministro Valditara sembra seppellire questa sperimentazione che chiedeva agli esaminandi una capacità multidisciplinare scritta.
Durante la pandemia per gli esami 2020/2021 sono state abolite le prove scritte e si è tutto concentrato su una lunga prova orale. Nel giugno scorso, invece, il ministro Patrizio Bianchi a sorpresa ha ripristinato sia il tema di italiano, sulle tracce scelte a livlelo nazionale, che il secondo testo scritto, prova scelta però in ogni istituto per tenere contro dei programmi diversamente svolti a casua della pandemia.
Come di consueto, il format della maturità si scoprirà entro il 30 gennaio, con la chiusura dei primi quadrimestri scolastici. Da sempre gli studenti hanno mostrato di gradire la costruzione di un elaborato precedente, la cosiddetta tesina allargata su più materie. Le parole del ministro Valditara, che chiede collegamenti agli esaminandi per la prova orale, fanno pensare che la tesina potrebbe essere riproposta. "Una circolare indicherà come sarà l'orale, avverte il ministro, colloquio che deve "valorizzare le competenze e verificare la capacità di fare collegamenti tra le materie".
Invalsi sì, Pcto no
Ci saranno anche le prove Invalsi nella maturità 2023, ma questa volta saranno diverse, per il ministero Valditara "non saranno una "valutazione delle competenze" ai fini del giudizio, ma una racconta di dati utili a fini statistici, "per comprendere le competenze acquisite dalla comunità scolastica, non dai singoli". I Pcto, la cosiddetta alternanza scuola-lavoro, non faranno parte dell'esame: "Non perché ci sia ostilità nei loro confronti: soprattutto per gli indirizzi tecnico-professionali sono fondamentali". L'eccezione, spiega Valditara, "è dovuta al fatto che la normativa prevede un monte ore che purtroppo per il Covid molti non hanno potuto rispettare. Sarebbero stati penalizzati gli studenti che non hanno potuto completare i percorsi".
Gli studenti: "Pronti a mobilitarci"
"Ritengo condivisibile questa scelta perché effettivamente dopo tutti questi anni passati a combattere con il Covid, tutti noi respiriamo una aria di maggiore normalità. Fatto salvo le notizie che arrivano dalla Cina: speriamo davvero di non dovere fare i conti con una nuova recrudescenza della pandemia ma se tutto andrà come deve si ritornerà alla normalità antecovid" afferma Antonello Giannelli, presidente di Anp. Valditara viene invece bocciato dagli studenti. "Quattro anni dopo l'esame torna lo stesso: un inaccettabile ritorno al passato che dimostra l'incapacità del Ministero di costruire la Scuola del futuro" contesta la Rete degli studenti medi.
Per il coordinatore Paolo Notarnicola "si ripropone ancora un'altra volta un esame che non è espressione del percorso dello studente. Non si riesce a comprendere come estrarre a sorte una busta possa essere il fondamento per una valutazione finale. Dopo due anni di pandemia sarebbe stato possibile e necessario ripensare sistematicamente i metodi scolastici: superare la didattica frontale, superare la valutazione numerica, superare la bocciatura. Superare quindi anche un esame di maturità antiquato, incapace di stimolare la crescita degli studenti. La Rete contesta una scelta fatta senza il coinvolgimento degli studenti. "Si tratta di una scelta presa nel silenzio delle stanze del ministero - continua Notarnicola - Non c'è stata possibilità di discussione sul tema, il ministro continua ad affermare di voler questa grande alleanza tra studenti, docenti, genitori e Ministero, ma fino ad ora è sola retorica. Gli studenti non starano zitti sotto l'ennessima decisione caduta dall'alto, saremo pronti a mobilitarci nelle piazze e nelle scuole di questo Paese!".