Alluvione di Ischia, oggi sessanta sfollati rientrano nelle loro case
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Sessanta sfollati, oggi, potranno tornare a casa. E trascorrere Capodanno in un alloggio, di proprietà, considerato dalle autorità sicuro. Ieri notte il commissario alla ricostruzione di Ischia, Giovanni Legnini, insediato dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e chiamato a interventi contro il dissesto idrogeologico successivo alla frana attivata nella notte tra il 25 e il 26 novembre scorsi, ha consegnato alla commissaria prefettizia del Comune di Casamicciola l'ordinanza che consente a un gruppo di famiglie di rientrare nella zona gialla, quella colpita dalla frana staccatasi dal Monte Epomeo ma allocata nella parte bassa dell'isola. È la zona attorno a Piazza Bagni di Gurgitello, dove il fango nelle prime ore della tragedia aveva raggiunto i due metri d'altezza.
Gli studiosi delle uni…
ROMA - Sessanta sfollati, oggi, potranno tornare a casa. E trascorrere Capodanno in un alloggio, di proprietà, considerato dalle autorità sicuro. Ieri notte il commissario alla ricostruzione di Ischia, Giovanni Legnini, insediato dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e chiamato a interventi contro il dissesto idrogeologico successivo alla frana attivata nella notte tra il 25 e il 26 novembre scorsi, ha consegnato alla commissaria prefettizia del Comune di Casamicciola l'ordinanza che consente a un gruppo di famiglie di rientrare nella zona gialla, quella colpita dalla frana staccatasi dal Monte Epomeo ma allocata nella parte bassa dell'isola. È la zona attorno a Piazza Bagni di Gurgitello, dove il fango nelle prime ore della tragedia aveva raggiunto i due metri d'altezza.
Gli studiosi delle università campame e dell'Ateneo di Firenze al lavoro dopo l'alluvione hanno scoperto, nel corso dei sopralluoghi durati venti giorni, che le frane che si sono attivate quella notte sono partite, in verità, da quattro punti diversi della montagna e dall'alto sono scese quasi simultaneamente verso il Comune di Casamicciola. Causando dodici morti. In tutto, in quei giorni di pioggia, gli smottamenti sono stati ventitré.
La situazione sfollati sull'Isola di Ischia è complessa. Il primo censimento realizzato dai vigili del fuoco ha evidenziato 50 "aggregati urbani" danneggiati e 33 distrutti. Sono un centinaio, di fatto, gli edifici inagibili, che in larga parte dovranno essere demoliti. Per altri 40 sono ancora in corso i controlli. Bene, dalle quattro zone in cui è stato diviso il Comune di Casamicciola avrebbero dovuto allontanarsi mille persone: la zona A, quella più in alto, a 35 giorni dalla frana è ancora inaccessibile. Quando la struttura del commissario di governo, però, ha verificato gli ingressi in albergo, questi sono risultati soltanto 440. Altre 200 persone, nell'ultimo mese, hanno ottenuto il Contributo di autonoma sistemazione (Cas). Sono almeno 350, quindi, i cittadini che non si sono allontanati dalle loro abitazioni considerate a rischio, e questo nonostante la commissaria prefettizia per l'emergenza, Simonetta Calcaterra, abbia personalmente consegnato i decreti di allontanamento ricordando che non ottemperarli avrebbe rappresentato una violazione penale.
La situazione nella parte bassa dell'isola si è relativamente normalizzata e oggi, nei territori B e C, si potrà rientrare (e chi non si è allontanato nei giorni del rischio tornerà in regola). Non possono ancora rientrare a casa soltanto i residenti della zona A, in alto, segnatamente A1 (anche lì, Via Celario, in alcune strade laterali diverse famiglie non si sono mai allontanate dalle abitazioni). In quel perimetro largo ci sono tonnellate di fango, case colpite oppure irraggiungibili per le strade spaccate o, ancora, inabitabili per la mancanza di energia elettrica e acqua potabile. In Via della Misericordia e dintorni ci sono ancora torrenti tombati, quindi potenzialmente pericolosi, dove si sospetta possano essere tuttora seppellite le auto trascinate dall'alluvione del 2009.