Ratzinger, il cardinale Kasper: "Con la rinuncia ha reso il suo pontificato più umano"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziWalter Kasper è stato a lungo "l'altro tedesco" del Vaticano. Teologo come Joseph Ratzinger, ma di tendenza meno conservatrice, ha intessuto però con il Papa emerito un rapporto di lealtà e collaborazione. Vescovo di Stoccarda, a Roma a capo del dicastero che si occupa dei rapporti ecumenici dal 2001 al 2010, molto stimato da Francesco, Kasper, 89 anni, ritiene che Benedetto XVI abbia lasciato "una grande eredità teologica e spirituale" e sottolinea che con la rinuncia, che ha mostrato la sua "grandezza", Ratzinger ha reso il suo pontificato "più umile e umano".
"Conoscevo il Papa emerito da 60 anni. L'ho incontrato la prima volta a Stoccarda nel 1963, poi siamo stati colleghi nella facoltà teologica di Muenster, poi l'ho incontrato di nuovo nelle università di Ratisbona, di Monaco, e alla fine ci siamo ritrovati qui a Roma. Lui era prefetto della congregazione per la Dottrina de…
Walter Kasper è stato a lungo "l'altro tedesco" del Vaticano. Teologo come Joseph Ratzinger, ma di tendenza meno conservatrice, ha intessuto però con il Papa emerito un rapporto di lealtà e collaborazione. Vescovo di Stoccarda, a Roma a capo del dicastero che si occupa dei rapporti ecumenici dal 2001 al 2010, molto stimato da Francesco, Kasper, 89 anni, ritiene che Benedetto XVI abbia lasciato "una grande eredità teologica e spirituale" e sottolinea che con la rinuncia, che ha mostrato la sua "grandezza", Ratzinger ha reso il suo pontificato "più umile e umano".
"Conoscevo il Papa emerito da 60 anni. L'ho incontrato la prima volta a Stoccarda nel 1963, poi siamo stati colleghi nella facoltà teologica di Muenster, poi l'ho incontrato di nuovo nelle università di Ratisbona, di Monaco, e alla fine ci siamo ritrovati qui a Roma. Lui era prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, io responsabile del pontificio consiglio per l'Unità dei cristiani. Abbiamo collaborato sempre. Naturalmente, come è uso tra teologi, ci sono state anche discussioni, dibattiti, che non hanno però mai creato inimicizia tra noi. Possiamo dire che avevamo accenti diversi, ma siamo stati d'accordo sul fondamento ecclesiale e teologico. A volte c'erano incomprensioni, ma siamo stati sempre in grado sempre di risolverle. Abbiamo parlato in amicizia, fiducia, e rispetto l'uno dell'altro. E durante il suo pontificato, nelle numerose occasioni di incontro che abbiamo avuto, per me è stato molto importante essere leale con il Papa".
Come sono stati i rapporti con le altre Chiese cristiane nel corso del pontificato di Benedetto XVI?
"Papa Benedetto era aperto all'ecumenismo. Ci sono molte strade dell'ecumenismo, si deve sempre parlare, discutere, ma era desideroso di avanzare, e io ho agito sempre in unità con lui. Benedetto aveva ottimi rapporti cona alcuni patriarchi della chiesa ortodossa, con il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, e ha fatto ciò poteva fare. Lui era particolarmente impegnato nel rapporto con l'ortodossia, io un po' più con le Chiese protestanti, che sono molto importanti in Germania, ma sono due strade dell'ecumenismo che vanno insieme".
Quale eredità lascia il Papa emerito?
"Penso che lascia una grande eredità, teologica e spirituale. Certamente c'è stata qualche debolezza nel pontificato, ma questo non è un aspetto per questi giorni. Ora dobbiamo essere grati cha abbiamo avuto questo Papa, che ci ha ricordato sempre che la fede è l'orientamento che guida la nostra vita. Ci ha anche lasciato tre volumi sulla cristologia che rappresentano un aiuto per molti".
Qual è il significato più profondo della rinuncia al pontificato? Qualcuno ha ipotizzato che ci fossero spiegazioni rimaste nascoste... quale conseguenze ha la sua decisione per la storia della Chiesa e del papato?
"Non sono informato di persone dietro la sua decisione, che è stata una decisione libera e chiara, comunicata ai cardinali. La sua rinuncia ha mostrato che ha sofferto, ed ha anche mostrato la sua grandezza. Si è reso conto che non era più in grado di rispondere a tutte le sfide e i problemi del pontificato e ha rinunciato. E' una grandezza perché mostra che non era attaccato al potere, ha lasciato. La sua decisione lascia anche tracce nella storia dei papi. E ha reso il suo pontificato più umile e più umano"
Qual è il vero rapporto che il Papa emerito aveva con il Papa regnante, Francesco?
"E' chiaro che sono personalità molto diverse, Papa Francesco e il Papa emerito Benedetto, ma non di meno hanno avuto rapporti molto amichevoli. Papa Francesco è molto più vicino alla teologia di Benedetto su diversi punti. Penso che è un rapporto esemplare quello che hanno avuto. E alla fine penso che tra loro si sia stabilita anche una certa amicizia"
Dopo Benedetto, anche Francesco, a suo avviso, si dimetterà?
"Papa Francesco ha problemi con le gambe, non ha problemi con la testa, e, come lui ha detto, si governa con la testa, non con il ginocchio. Ha coraggio e vuole andare avanti. Quando venisse il momento in cui non si ritenesse più possibile continuare a governare, anche lui potrebbe rinunciare, ma al momento non c'è discussione su questo".