Valvasone, negozio Cospalat chiude: "Manca personale con voglia di lavorare". Scoppia la polemica
di Luana de Francisco , di Luana de FranciscoHa chiuso bottega e, invece di piangersi addosso e rassegnarsi a perdere uno dei punti vendita sparsi in regione, ha affisso un cartello vicino alle serrande abbassate. "Con grande rammarico ci troviamo obbligati a comunicare che a far data dal 2 gennaio 2023 la Cospalat sospende l'attività nello spaccio di Valvasone per mancanza di personale che abbia un minimo di voglia di lavorare". Un messaggio forte e chiaro quello che Renato Zampa, consigliere appunto di Cospalat Friuli Venezia Giulia, consorzio di agricoltori che tra Udine, Pordenone e Gorizia conta sette negozi di prodotti alimentari, per un totale di 26 dipendenti, ha voluto accompagnare alla decisione, evidentemente forzata e sofferta, di inaugurare l'anno con uno spaccio in meno.
La polemica sui social
La reazione non si è fatta attendere e la nota di biasimo con cui il sindaco di Valvasone Arzene (in provincia di Pordenone), Markus Maurmair, ha stigmatizzato l'iniziativa attraverso i s…
Ha chiuso bottega e, invece di piangersi addosso e rassegnarsi a perdere uno dei punti vendita sparsi in regione, ha affisso un cartello vicino alle serrande abbassate. "Con grande rammarico ci troviamo obbligati a comunicare che a far data dal 2 gennaio 2023 la Cospalat sospende l'attività nello spaccio di Valvasone per mancanza di personale che abbia un minimo di voglia di lavorare". Un messaggio forte e chiaro quello che Renato Zampa, consigliere appunto di Cospalat Friuli Venezia Giulia, consorzio di agricoltori che tra Udine, Pordenone e Gorizia conta sette negozi di prodotti alimentari, per un totale di 26 dipendenti, ha voluto accompagnare alla decisione, evidentemente forzata e sofferta, di inaugurare l'anno con uno spaccio in meno.
La polemica sui social
La reazione non si è fatta attendere e la nota di biasimo con cui il sindaco di Valvasone Arzene (in provincia di Pordenone), Markus Maurmair, ha stigmatizzato l'iniziativa attraverso i social ne è la prova. Ma Zampa, che della provocazione rivendica fieramente la paternità, ammette di averlo fatto proprio per stimolare un dibattito sul problema. "Questo Paese sta regredendo e bisogna fare qualcosa per cambiare la mentalità delle persone - spiega - . Basta assistenzialismo. E' tempo di tornare alla cultura del dovere, del sacrificio e della responsabilità". La criticità è esplosa nella settimana di Natale. "La più impegnativa - osserva - . Ci siamo trovati con diverse persone malate e non siamo riusciti a garantire un servizio all'altezza delle aspettative. La carenza di personale riguarda un po' tutti i punti vendita. Anche questa volta ce la siamo cavati grazie alla buona volontà di ragazze brave, che hanno colmato i buchi. Ma questo sforzo doveva essere l'eccezione e non la normalità". E così, Cospalat ha cercato di reclutare nuovi lavoratori. Senza trovarne, ovviamente.
Troppi paletti
"Per mantenere l'attività servono due persone, ma i candidati accampano sempre tutta una serie di paletti - dice Zampa - . C'è chi non lavora il sabato, chi trova che iniziare alle 8 sia troppo presto, chi non se la sente di fare spostamenti lunghi da casa. Eppure, noi offriamo sia posti part time, sia full time e turnazioni: un impiego di commesso, dietro al banco, con tanto di formazione garantita. Ai colloqui, peraltro, si presenta soprattutto gente dai 50 anni in su". Da quando è comparso il cartello, a fine dicembre, in effetti qualche manifestazione di interesse è arrivata. "Peccato che nulla sia comunque cambiato. Pensi che c'è stato anche chi, nonostante avesse preso appuntamento, non si è presentato e non ha neppure avvertito che non sarebbe venuto", conclude amareggiato Zampa.
Il sindaco: "Dipendenti pagati poco"
Intanto, però, nel borgo medievale la polemica divampa. Il sindaco Maurmair l'ha scritto in un post su Facebook e continua a ribadirlo a chiunque lo interpelli. "Trovo che quel cartello sia stata una mossa per nulla elegante e, soprattutto - ci dice al telefono - , poco rispettosa nei confronti di chi, fino a sabato scorso, ha lavorato in quel punto vendita, oltre che poco corretta verso il territorio, dove la cultura del lavoro è esemplare". Nel farsi portavoce del pensiero delle tante persone incontrate e sentite sul punto nelle ultime ore - compreso l'anonimo autore di un foglio con sopra scritto "Vergognatevi" comparso a pochi metri da quello di Zampa - , il primo cittadino ritiene non meno decisivo ricordare "le condizioni difficili" in cui le dipendenti hanno lavorato nello spaccio del suo comune. "Le ho viste io stesse indossare i guanti, perché i locali non erano riscaldati - afferma - . Per non dire delle rapine a mano armata che il punto vendita ha subito: la prima nel 2014 e l'altra la sera del 31 dicembre 2021. Prima di criticare, allora, chiediamoci cosa si dà e cosa si paga, a fronte di ciò che si chiede. Cospalat è una realtà molto aggressiva sul piano della concorrenza - aggiunge - e una delle leve per fare quadrare i bilanci potrebbe essere non pagare molto il personale. Ma queste sono solo mie supposizioni".
I dipendenti al sindaco: "Illazioni pretestuose"
Zampa incassa e - "onde evitare di alimentare a mia volta la polemica", spiega - , dopo avere mandato al sindaco un whatsapp nel quale lo invitava a "informarsi prima di parlare", preferisce lasciare che a rispondere, e "dare così l'esatta rappresentazione dei fatti", siano le parole con cui i suoi stessi collaboratori hanno rispedito al mittente le critiche. "Quanto da lei sostenuto è alquanto fuori luogo e pretestuoso - ha scritto un gruppo di dipendenti a Maurmair - . Noi non abbiamo nulla da recriminare in fatto di stipendi, temperature dei locali o balle varie. Piuttosto vogliamo esprimere rabbia per il poco senso di responsabilità e certi modi di agire che ci sono stati negli anni da parte di talune persone e che ci hanno costrette a sobbarcarci, con non pochi sacrifici, il funzionamento del punto vendita, creando non pochi disagi organizzativi negli altri nostri negozi. Compito di un amministratore - concludono - sarebbe esprimere preoccupazione e solidarietà per la chiusura di un'attività che impoverisce il proprio territorio comunale e non dar adito a insinuazioni da quattro soldi". L'anonimo, che come il sindaco non la pensa così, ha augurato a tutti "buon 2023".