Aifa, il ministero alla Salute "licenzia" Magrini
di Michele Bocci , di Michele BocciIl ministero alla Salute applica lo spoil system per Nicola Magrini, che lascia così la direzione generale dell'agenzia del farmaco. Lunedì è arrivata all'Aifa la lettera che ufficializza la fine dell'incarico al vertice della struttura che, tra l'altro, approva e stabilisce il prezzo dei medicinali che vengono usati nel nostro Paese. La spesa per i medicinali si aggira intorno ai 33 miliardi di euro l'anno (tra farmacie e ospedali) e questo fa comprendere quanto il ruolo sia fondamentale. La sostituzione di Magrini era attesa, del resto quella del dg di Aifa è una delle poche figure sanitarie sottoposte al meccanismo dello spoil system, e il farmacologo bolognese è sempre stato considerato un uomo di sinistra, scelto anche grazie alla spinta di chi ha governato la sua Regione.
Magrini lascerà il 23, cioè 90 giorni dopo l'insediamento del governo. Era stato incaricato dall'ex ministro Roberto Speranza il 2 m…
Il ministero alla Salute applica lo spoil system per Nicola Magrini, che lascia così la direzione generale dell'agenzia del farmaco. Lunedì è arrivata all'Aifa la lettera che ufficializza la fine dell'incarico al vertice della struttura che, tra l'altro, approva e stabilisce il prezzo dei medicinali che vengono usati nel nostro Paese. La spesa per i medicinali si aggira intorno ai 33 miliardi di euro l'anno (tra farmacie e ospedali) e questo fa comprendere quanto il ruolo sia fondamentale. La sostituzione di Magrini era attesa, del resto quella del dg di Aifa è una delle poche figure sanitarie sottoposte al meccanismo dello spoil system, e il farmacologo bolognese è sempre stato considerato un uomo di sinistra, scelto anche grazie alla spinta di chi ha governato la sua Regione.
Magrini lascerà il 23, cioè 90 giorni dopo l'insediamento del governo. Era stato incaricato dall'ex ministro Roberto Speranza il 2 marzo del 2020 e ha quindi attraversato quasi tutta la fase della pandemia, durante la quale Aifa si è mossa quasi sempre al seguito delle decisioni prese dall'agenzia europea, Ema, e da quelle indicate dal governo. Magrini ha perso diverse occasioni, ad esempio quella di essere lui a disegnare la riforma dell'Aifa o comunque a riorganizzare gli uffici. Non ha rinnovato il prontuario farmaceutico ma ha condotto una lunga battaglia con il presidente, il farmacologo Giorgio Palù, che è stato una presenza molto ingombrante. Ora se ne va, lasciando un'agenzia in parte smarrita e in parte desiderosa di abbracciare il cambio di linea che promuoverà il centrodestra. Comunque non migliore di quando è arrivato.
Nei prossimi giorni il ministro alla Salute Orazio Schillaci, sentite le Regioni, indicherà il nome di chi prenderà il suo posto in via temporanea. Verrà probabilmente scelto un commissario esterno, visto che il ruolo di direttore generale è destinato a scomparire. A suon di emendamenti il Parlamento ha disposto una riforma dell'Aifa che non prevede più quella figura ma solo il presidente e il consiglio di amministrazione. Secondo molti osservatori l'agenzia sarà così meno indipendente dalla politica e proprio a questo avrebbe mirato la destra, che ha promosso il cambiamento. Comunque sia, probabilmente sarà scelta una figura che traghetterà Aifa per arrivare al cambiamento, previsto per il primo di marzo, a meno che non ci siano slittamenti, molto probabili secondo alcuni osservatori. Del resto attuare la riforma sarà molto complicato.
Pochi giorni fa, Magrini in un'intervista a Repubblica aveva parlato di "esitazioni o momenti di riflessione" del governo sui vaccini al momento del suo insediamento. Parole che probabilmente non sono piaciute nell'esecutivo, anche se l'intenzione di applicare lo spoil system era nell'aria da tempo. L'uscita del farmacologo emiliano è stata anticipata di almeno un mese, visto che a marzo la direzione generale potrebbe non esistere più.