✕

Covid, test solo raccomandati: la mezza misura dell’Ue per chi parte dalla Cina

(fotogramma)
Salta l'obbligo "per il pressing della Germania e dei Paesi del Nord". Sui voli consigliate le mascherine Ffp2. Negli Usa balzo di Gryphon
1 minuti di lettura

Non un obbligo ma un "forte incoraggiamento" a controllare i passeggeri dei voli dalla Cina alla partenza e all'arrivo. Ieri dall'Europa, dopo una riunione fiume dell'Ipcr (il Meccanismo integrato di risposta alla crisi) sono arrivate indicazioni che lasciano margine di decisione agli Stati. Qualcuno quindi potrebbe non fare come Italia, Francia e Spagna che hanno imposto i test. Sarebbe stata la spinta a non adottare provvedimenti troppo stringenti da parte dei Paesi del Nord e della Germania, fin da subito poco propensa a porre limitazioni, a portare al documento finale.

L'Europa, dunque, "incoraggia" gli Stati a fare il tampone molecolare a campione ai passeggeri in arrivo dalla Cina, per sequenziare il virus. Inoltre, di nuovo, li "incoraggia fortemente" a chiedere ai viaggiatori un test, anche antigenico, effettuato almeno 48 ore prima della partenza. Stando così le cose i Paesi potranno decidere cosa fare. Nel documento dell&…

Non un obbligo ma un "forte incoraggiamento" a controllare i passeggeri dei voli dalla Cina alla partenza e all'arrivo. Ieri dall'Europa, dopo una riunione fiume dell'Ipcr (il Meccanismo integrato di risposta alla crisi) sono arrivate indicazioni che lasciano margine di decisione agli Stati. Qualcuno quindi potrebbe non fare come Italia, Francia e Spagna che hanno imposto i test. Sarebbe stata la spinta a non adottare provvedimenti troppo stringenti da parte dei Paesi del Nord e della Germania, fin da subito poco propensa a porre limitazioni, a portare al documento finale.

L'Europa, dunque, "incoraggia" gli Stati a fare il tampone molecolare a campione ai passeggeri in arrivo dalla Cina, per sequenziare il virus. Inoltre, di nuovo, li "incoraggia fortemente" a chiedere ai viaggiatori un test, anche antigenico, effettuato almeno 48 ore prima della partenza. Stando così le cose i Paesi potranno decidere cosa fare. Nel documento dell'Ipcr fatto proprio dalla presidenza svedese del Consiglio europeo, c'è anche il suggerimento di far indossare le mascherine Ffp2 a bordo degli aerei e di fare controlli, sempre per sequenziare eventuali virus, sulle acque reflue dei grandi aeroporti.

Come detto l'Italia, come poi la Francia e la Spagna, ha deciso invece di fare il test a tutti coloro che sbarcano sul nostro territorio e anche a chiedere che i tamponi siano fatti alla partenza. Quindi fa parte dei Paesi che hanno previsto misure più restrittive di quelle indicate dall'Europa.

Prima che Ipcr scrivesse il suo documento, dall'Oms è arrivata l'approvazione delle misure. "Con una circolazione così elevata del virus in Cina - ha detto il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesu - è comprensibile che alcuni paesi stiano adottando misure che ritengono possano proteggere i propri cittadini". A preoccupare è anche la scarsità dei dati comunicati dalle autorità cinesi.

Dopo che la Cina si è lamentata per la previsione dei test in partenza, la Commissione Ue ieri ha spiegato di "non avere una risposta per il ministro degli Esteri cinese" ma che "intende adottare misure giustificate in relazione all'evoluzione della situazione in Cina, in linea con consultazioni avute tra i nostri esperti e scienziati". E dal governo francese hanno fatto sapere che la ripresa dell'epidemia suscita "timori legittimi" e quindi a chi arriva dalla Cina saranno fatti test "senza esitazioni".

E mentre si teme che in Oriente nascano nuove varianti più pericolose, gli Stati Uniti hanno a che fare con la cosiddetta Gryphon (presente anche da noi). In un mese negli Usa è passata da essere responsabile del 4% dei casi al 41%. In certe zone è arrivata addirittura al 75%.