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Autobus (quasi) gratis: la rivoluzione parte da Bari. “In Italia faremo da apripista”

Solo 20 euro l’anno per l’abbonamento grazie ai fondi Ue. Altre città pronte a imitarla 
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BARI - L'Europa chiama, Bari risponde. Il capoluogo pugliese rende quasi gratuiti gli abbonamenti ai bus urbani: quelli annuali costeranno soltanto 20 euro. Per tutti i cittadini, senza limitazioni per reddito o fascia oraria. Ma anche per chi studia o lavora in città. È un unicum in Italia: nessun capoluogo aveva mai osato così tanto prima d'ora per invogliare all'uso del trasporto pubblico locale. Lasciando dunque l'auto a casa e migliorando la qualità dell'aria, oltre che la vivibilità soprattutto nel centro cittadino. Interventi simili, limitati nel tempo e per alcune categorie, sono stati già adottati in altre città italiane, ma Bari supera i confini e segue l'esempio di Spagna, Germania e Lussemburgo, che negli ultimi anni hanno già introdotto sconti e gratuità per salire sui mezzi pubblici. Un modello che potrebbe essere presto esportato anche in altre grandi città italiane, non soltan…

BARI - L'Europa chiama, Bari risponde. Il capoluogo pugliese rende quasi gratuiti gli abbonamenti ai bus urbani: quelli annuali costeranno soltanto 20 euro. Per tutti i cittadini, senza limitazioni per reddito o fascia oraria. Ma anche per chi studia o lavora in città. È un unicum in Italia: nessun capoluogo aveva mai osato così tanto prima d'ora per invogliare all'uso del trasporto pubblico locale. Lasciando dunque l'auto a casa e migliorando la qualità dell'aria, oltre che la vivibilità soprattutto nel centro cittadino. Interventi simili, limitati nel tempo e per alcune categorie, sono stati già adottati in altre città italiane, ma Bari supera i confini e segue l'esempio di Spagna, Germania e Lussemburgo, che negli ultimi anni hanno già introdotto sconti e gratuità per salire sui mezzi pubblici. Un modello che potrebbe essere presto esportato anche in altre grandi città italiane, non soltanto perché sono stati impiegati interamente fondi Pon Metro (quindi europei e destinati alle città metropolitane) per un totale di 5 milioni, ma anche perché ad averlo ideato è il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, sindaco di quella Bari in cui nel corso degli anni ha già introdotto diverse novità a favore della mobilità sostenibile: la nascita di parcheggi di scambio, pedonalizzazioni, piste ciclabili e incentivi economici per l'acquisto e utilizzo di bici, che saranno riconfermati quest'anno. 

Da 250 euro a 20 euro l'anno

"Passando, per il 2023, da un abbonamento annuale dell'Amtab (l'azienda di trasporto pubblico barese) da 250 euro a uno di 20 - una cifra esigua, ma necessaria per evitare che qualcuno possa richiedere l'abbonamento pur non essendo effettivamente interessato al servizio - vogliamo incentivare l'utilizzo dell'autobus e disincentivare quello dell'auto, decongestionando così il traffico. In questo modo, inoltre, andiamo incontro alle famiglie che devono affrontare il caro energetico e al contempo miglioriamo le condizioni ambientali", dice il sindaco dei sindaci. Proprio per questi la questione ambientale si fa sempre più pressante. "Si utilizzano ancora troppo poco i mezzi pubblici e bisogna invertire la tendenza: continuiamo a inquinare, a congestionare le strade. Il traffico è uno dei temi più importanti per noi. Tutti stiamo lavorando su incentivi per la mobilità sostenibile e anche su restrizioni". Il calo dei passeggeri sui mezzi pubblici è stato favorito soprattutto dal Covid: lo scorso anno nel capoluogo pugliese, rispetto al 2019, quindi al pre-pandemia, l'Amtab ha registrato un crollo del 40 per cento. 

Bari apripista

Decaro è convinto che il provvedimento possa fare scuola altrove: "Ci sono altre sperimentazioni che valgono soltanto su alcune linee e su determinate fasce orarie, mentre questo è il primo intervento complessivo sul sistema di trasporto pubblico urbano in una città italiana. E Bari può diventare un'apripista: possono iniziare le città metropolitane che ricevono fondi europei, come sta per fare Reggio Calabria che opterà per un sistema analogo al nostro". A Genova poi, per esempio, per tutto il 2023 gli impianti verticali (ascensori, funicolari e cremagliera) sono gratuiti tutti i giorni della settimana senza limiti di orario, mentre per la metropolitana si viaggia gratis nelle due fasce orarie fuori da quelle pendolari (tutti i giorni dalle 10 alle 16 e dalle 20 alle 22). A Roma invece sono state promosse diverse giornate gratuite per bus e metro, come accaduto a Natale, e che potrebbero essere replicate (anche se aleggia un aumento del costo del biglietto). Ma le iniziative in Italia sono ancora molto circoscritte e limitate. E in Europa, invece, si cerca di accelerare, come confermato dallo stesso Decaro: "Abbiamo ricalcato iniziative realizzate in altre città europee, come avvenuto in Germania e Spagna dove si è andati per una riduzione del costo degli abbonamenti". La Germania, in particolare, in estate aveva introdotto un abbonamento da 9 euro al mese per il trasporto pubblico locale e regionale. E anche la Spagna ha previsto sconti per gli abbonamenti ai trasporti ferroviari locali e sulla media distanza, mentre in Lussemburgo il servizio è gratuito sin dal 2020.