Cronaca

Numero 1500 per il Covid, retromarcia del ministero: "Proviamo a farlo ripartire"

Numero 1500 per il Covid, retromarcia del ministero: "Proviamo a farlo ripartire"
(ansa)
Intanto però il servizio è bloccato. In un incontro i tecnici della Salute hanno promesso ai sindacati che verranno fatti i bandi per riavviarlo e usarlo per dare informazioni sulla sanità. I sindacati chiedevano rassicurazioni per le 500 persone rimaste senza lavoro. La Cgil: "Falliti i tentativi di inserire la proroga in un decreto. A questo punto ci vorrà molto tempo per risolvere la questione".
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Il ministero alla Salute ha tentato di prorogare l'operatività del numero di pubblica utilità 1500 ma non è riuscito a far passare un emendamento in uno degli ultimi decreti del 2022. E' quanto hanno spiegato gli stessi tecnici del ministero questa mattina ai sindacati che protestano per la chiusura del servizio e per le oltre 500 persone che dal primo gennaio sono in cassa integrazione a zero ore. "Ci hanno ribadito la volontà di riorganizzare le attività legate al numero, puntando sull'evoluzione del servizio e creando così un numero di pubblica utilità che consenta ai cittadini di rivolgersi al ministero della Salute", dicono dalle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl telecomunicazioni.

"Comunque ci vorrà tempo - spiega Daniele Carchidi di Cgil - Visto che adesso il numero è bloccato bisognerà aspettare il bando, che tra l'altro non permetterà di salvare tutti i lavoratori". I call center sono a Palermo, il più grosso, Catania, Rende, Milano e Napoli. I sindacati si dicono perplessi proprio perché il progetto non ha tempistiche certe. L'11 gennaio si svolgerà un incontro anche con il ministero del Lavoro e quello delle Imprese e Made in Italy. "Chiediamo però che a questi appuntamenti partecipi anche il datore di lavoro privato, Almaviva Contact".

I tecnici del ministero alla Salute hanno ammesso, dicono i sindacati, di aver provato a prorogare il servizio, che comunque può essere ancora utile, anche se i numeri non sono quelli di un tempo. Via via che vengono presi provvedimenti, come di recente l'abolizione del tampone di fine isolamento, crescono le richieste di informazioni dei cittadini. "Il Ministero della salute ha dichiarato di aver ricercato, a partire dal 25 novembre, attraverso la presentazione di ben 3 emendamenti, sia alla legge Finanziaria che al decreto Milleproroghe un veicolo normativo per poter dare risposte alle lavoratrici ed ai lavoratori interessati. In ultimo ha chiesto la proroga del regime emergenziale per poter permettere una prosecuzione del servizio di pubblica utilità legato al numero verde per l’emergenza Covid", spiegano sempre i sindacati. Evidentemente però i vari tentativi non sono andati a buon fine e oltre ad essersi concluso un servizio ci sono persone che stanno perdendo il lavoro.