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Funerali di Benedetto XVI, Meloni vedrà prima i leader sovranisti e poi Scholz

(ansa)
Gli incontri della premier a margine delle esequie, da Viktor Orban a Mateusz Morawiecki
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ROMA - Tecnicamente, i leader sovranisti saranno presenti solo a titolo personale. Il protocollo della Santa Sede non prevede infatti per i funerali del Papa emerito un elenco ufficiale dei capi di Stato e di governo ammessi a partecipare, ad eccezione delle delegazioni italiana e tedesca. Ma accadrà comunque che Giorgia Meloni, il premier ungherese Viktor Orban e quello polacco Mateusz Morawiecki si ritroveranno insieme, nel ricordo di Benedetto XVI. Un Pontefice spesso strattonato dalla destra cattolica. E indicato, suo malgrado, come modello di una Chiesa conservatrice e in opposizione a quella di Francesco.

Si ritroveranno, si saluteranno e si parleranno, perché si conoscono bene. In realtà Meloni non ha in agenda incontri ufficiali con i due leader della destra dell'Europa orientale. Ma ci parlerà, se come sembra ormai certo saranno presenti alle esequie del Pontefice che lasciò la guida della Chiesa nel 2013. E d'altra parte, anche le …

ROMA - Tecnicamente, i leader sovranisti saranno presenti solo a titolo personale. Il protocollo della Santa Sede non prevede infatti per i funerali del Papa emerito un elenco ufficiale dei capi di Stato e di governo ammessi a partecipare, ad eccezione delle delegazioni italiana e tedesca. Ma accadrà comunque che Giorgia Meloni, il premier ungherese Viktor Orban e quello polacco Mateusz Morawiecki si ritroveranno insieme, nel ricordo di Benedetto XVI. Un Pontefice spesso strattonato dalla destra cattolica. E indicato, suo malgrado, come modello di una Chiesa conservatrice e in opposizione a quella di Francesco.

Si ritroveranno, si saluteranno e si parleranno, perché si conoscono bene. In realtà Meloni non ha in agenda incontri ufficiali con i due leader della destra dell'Europa orientale. Ma ci parlerà, se come sembra ormai certo saranno presenti alle esequie del Pontefice che lasciò la guida della Chiesa nel 2013. E d'altra parte, anche le sfumature nella selezione dei rappresentanti nazionali alle esequie diventano scelte politiche, adesioni ideali, segnali. Orban, ad esempio, ha voluto partecipare di persona, è stato tra i primi a giungere nella Capitale, ha già reso omaggio al Papa emerito visitando la camera ardente e sarà oggi in piazza San Pietro.

La stessa scelta dei polacchi, guidati oltreché da Morawiecki anche dal presidente Andrzej Duda. Diverso invece l'atteggiamento di due esponenti liberal del calibro di Joe Biden ed Emmanuel Macron, entrambi tra l'altro in rapporti ottimi con Papa Francesco: il governo degli Stati Uniti - guidato dal secondo Presidente cattolico della storia, dopo John Fitzgerald Kennedy - sarà rappresentato dall'ambasciatore americano presso la Santa Sede, il Presidente francese dal ministro dell'Interno. Non certo un atto che segnala scarsa attenzione all'evento, semmai volto a rispettare il desiderio della Santa Sede di funerali solenni, ma sobri.

Resta il fatto che sarà giornata anche di leader sovranisti. Orbàn è amico personale della premier italiana. Ospite della festa di Atreju nel 2019, fu celebrato sulle note di "Avanti ragazzi di Buda". Quanto a Morawiecki, è uno dei premier su cui punta Meloni per bilanciare a Bruxelles la forza dell'asse franco-tedesco.

Ma non è finita qui. Perché Meloni avrà oggi - incastri d'agenda permettendo - un incontro di massimo livello: quello con Olaf Scholz, che compone la delegazione ufficiale tedesca assieme al presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier. Ci lavorano le diplomazie e non sarà un incontro banale (neanche il primo, si erano già parlati il 6 dicembre). L'intenzione di Meloni è insistere soprattutto sull'idea di fare dell'Italia l'hub energetico d'Europa. Lo snodo ideale per convogliare l'energia in arrivo dal Nord Africa - al riparo dalle influenze russe - in modo da liberare l'Unione dal ricatto di Mosca.