Covid, anche la Germania e altri quattro Paesi chiedono test negativi alla partenza dalla Cina. La Ue a Pechino: "Trasparenza sulla situazione"
L'Europa segue la strada aperta dall'Italia e dopo l'invito dell'Ipcr (l'organismo tecnico della sanità) a prevedere tamponi negativi per chi arriva dalla Cina oggi altri cinque Paesi hanno annunciato la richiesta di test. A cominciare dalla Germania che, nei giorni scorsi, era stato uno dei Paesi più restii a prevedere nuove restrizioni per far fronte alla crescita dei contagi in Cina.
Occorrerà dunque un test negativo effettuato non oltre 48 ore prima della partenza anche per entrare in Germania, Austria, Svezia, Belgio e Grecia. Tutti i paesi europei hanno poi sposato l'invito ad indossare mascherine Ffp2 a bordo dei voli.
La Ue a Pechino: "Trasparenza sulla situazione effettiva"
Dalla commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides è partito un nuovo invito a Pechino "a condividere in modo trasparente i dati sulla sua situazione attuale. Possiamo affrontare la pandemia solo se lavoriamo a stret…
L'Europa segue la strada aperta dall'Italia e dopo l'invito dell'Ipcr (l'organismo tecnico della sanità) a prevedere tamponi negativi per chi arriva dalla Cina oggi altri cinque Paesi hanno annunciato la richiesta di test. A cominciare dalla Germania che, nei giorni scorsi, era stato uno dei Paesi più restii a prevedere nuove restrizioni per far fronte alla crescita dei contagi in Cina.
Occorrerà dunque un test negativo effettuato non oltre 48 ore prima della partenza anche per entrare in Germania, Austria, Svezia, Belgio e Grecia. Tutti i paesi europei hanno poi sposato l'invito ad indossare mascherine Ffp2 a bordo dei voli.
La Ue a Pechino: "Trasparenza sulla situazione effettiva"
Dalla commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides è partito un nuovo invito a Pechino "a condividere in modo trasparente i dati sulla sua situazione attuale. Possiamo affrontare la pandemia solo se lavoriamo a stretto contatto a livello di Ue e del mondo. Accolgo con favore l'accordo degli Stati membri su una risposta coordinata Ue alla situazione del Covid19 in Cina durante la riunione dell'Ipcr ieri", ha aggiunto. La Commissione europea ammette, per altro, che "mancano dati affidabili sulla situazione in rapida evoluzione del Covid-19 in Cina".
"Il numero di casi di Covid-19 ha raggiunto livelli record nella Cina continentale. Continuano a esserci dati limitati su casi di Covid, su ricoveri ospedalieri, decessi, nonchè capacità e occupazione delle unità di terapia intensiva in Cina. Si prevedono alti livelli di infezioni da Sars-CoV-2 e una maggiore pressione sui servizi sanitari in Cina a causa della bassa immunità della popolazione e dell'allentamento degli interventi non farmaceutici - si legge nel parere dato - Secondo il briefing quotidiano del sito web China Cdc del 3 gennaio 2023, sono stati segnalati 5.258 decessi correlati a Covid-19 per la Cina continentale. Questi numeri potrebbero non riflettere la reale situazione legata al cambiamento nella strategia di risposta cinese all'inizio di dicembre. Le informazioni sulle unità di terapia intensiva non sono disponibili", scrivono ancora i tecnici del comitato Ue.
Preoccupazioni condivise anche dall'Organizzazione mondiale della Sanità che stima fortemente al ribasso i numeri su contagi e morti che arrivano dalla Cina. Ma Pechino risponde: "La Cina spera che la segreteria dell'Oms mantenga una posizione scientifica, obiettiva e imparziale e si impegni a svolgere un ruolo attivo nella risposta globale alla sfida dell'epidemia di Covid-19. Attualmente la situazione epidemica in Cina è sotto controllo", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, aggiungendo che "da quando è scoppiata l'epidemia di coronavirus la Cina ha condiviso informazioni e dati rilevanti con la comunità internazionale in modo aperto e trasparente, condividendo la sequenza genetica del virus nel più breve tempo possibile e dando importanti contributi allo sviluppo di vaccini e farmaci pertinenti in vari Paesi".
Preoccupazione anche per la nuova variante in Usa
Il ministro della Sanità tedesco Karl Lauterbach si è detto preoccupato da una nuova variante del coronavirus, una mutazione di Omicron che si sta diffondendo rapidamente negli Usa. Secondo l'Oms, si tratta della variante più contagiosa registrata fino a oggi anche se, al momento, non ci sono prove che causi malattie più gravi rispetto ad altre varianti del virus. La nuova sottovariante di Omicron, chiamata XBB.1.5, si sta diffondendo nel nord-est degli Stati Uniti dove sempre più persone devono essere curate in ospedale. "Monitoriamo se e quanto è forte XBB.1.5 e se si verifica in Germania", ha scritto Lauterbach su Twitter. "Speriamo di poter superare l'inverno prima che una tale variante possa diffondersi a noi", ha aggiunto.