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Benedetto XVI, critiche e pregiudizi sull'omelia di Francesco ai funerali

(afp)
Bergoglio ha scelto un taglio spirituale, scambiato dai suoi detrattori per volontà di sminuire il momento. Le quattro citazioni di Ratzinger, le letture scelte dal predecessore, il riconoscimento del suo profilo pastorale e non solo teologico
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Mettere in luce la "sapienza, delicatezza e dedizione" di Benedetto XVI, sottolineare il legame che lui, spesso dipinto come un teologo altero, aveva in realtà con il "popolo di Dio", farsi quasi da parte, per lasciare spazio al suo predecessore: Papa Francesco ha optato per un'omelia dal taglio fortemente spirituale per i funerali di Joseph Ratzinger. A riprova delle implicazioni politiche di questo frangente, però, e delle polemiche che agitano il campo conservatore della Chiesa, anche queste parole di Bergoglio sono state bersagliate dalle critiche.

Sui social e nella blogsfera di tendenza tradizionalista, il fatto che il Papa abbia menzionato una volta sola il nome "Benedetto", che non abbia ripercorso la vita del Papa emerito, che abbia pronunciato un testo di non immediata leggibilità, è sembrata la conferma di una volontà di sminuire il momento. E, del resto, non è vero che i funerali sono stati meno s…

Mettere in luce la "sapienza, delicatezza e dedizione" di Benedetto XVI, sottolineare il legame che lui, spesso dipinto come un teologo altero, aveva in realtà con il "popolo di Dio", farsi quasi da parte, per lasciare spazio al suo predecessore: Papa Francesco ha optato per un'omelia dal taglio fortemente spirituale per i funerali di Joseph Ratzinger. A riprova delle implicazioni politiche di questo frangente, però, e delle polemiche che agitano il campo conservatore della Chiesa, anche queste parole di Bergoglio sono state bersagliate dalle critiche.

Sui social e nella blogsfera di tendenza tradizionalista, il fatto che il Papa abbia menzionato una volta sola il nome "Benedetto", che non abbia ripercorso la vita del Papa emerito, che abbia pronunciato un testo di non immediata leggibilità, è sembrata la conferma di una volontà di sminuire il momento. E, del resto, non è vero che i funerali sono stati meno solenni che se fosse morto un Pontefice regnante? Non è vero che in Vaticano oggi non era giorno festivo? Non è vero che Francesco ha proseguito il suoi appuntamenti, da ultimo l'udienza generale del mercoledì, mentre i fedeli sfilavano davanti alla salma di Benedetto XVI esposta in basilica?

Sobrietà e understatement

Se è indubbio che la settimana di lutto è stata improntata alla sobrietà e a un certo understatement, però, questi interrogativi hanno una risposta molto più semplice. Benedetto XVI da dieci anni non era più Papa, viveva ritirato nel monastero Mater Ecclesiae, e lui stesso ha lasciato intendere di volere delle esequie semplici. Per l'ennesima volta, i ratzingeriani più oltranzisti sono smentiti dallo stesso Ratzinger. Francesco, da parte sua, accusato dai suoi detrattori di eccessivo protagonismo, è sembrato quasi mettersi da parte, osservatore dell'ultimo commiato del gregge dall'uomo che è stato per otto anni suo pastore.

Quanto all'omelia della messa, Francesco ha citato quattro volte Benedetto - l'enciclica Deus Caritas est, l'omelia della messa crismale e quella della messa di inizio pontificato - senza bisogno di esplicitare il riferimento. E ha costruito l'omelia, scritta di suo pugno, prendendo spunto dalle letture scelte dallo stesso Benedetto.

Un profilo spirituale

Jorge Mario Bergoglio ha optato per un testo che ha tracciato il profilo di Joseph Ratzinger a partire dalla somiglianza del "pastore" a Gesù, il "maestro", e rilevando, quasi da osservatore discreto, il legame del "pastore" con il "popolo fedele di Dio" che da lui si è accomiatato. Omaggio al teologo, ma anche - sottolineatura poco scontata - al pastore, consapevole, ha detto Francesco, che "non può portare da solo quello che, in realtà, mai potrebbe sostenere da solo e, perciò, sa abbandonarsi alla preghiera e alla cura del popolo che gli è stato affidato. È il Popolo fedele di Dio che, riunito, accompagna e affida la vita di chi è stato suo pastore. Come le donne del Vangelo al sepolcro, siamo qui con il profumo della gratitudine e l'unguento della speranza per dimostrargli, ancora una volta, l'amore che non si perde; vogliamo farlo con la stessa unzione, sapienza, delicatezza e dedizione che egli ha saputo elargire nel corso degli anni. Vogliamo dire insieme: "Padre, nelle tue mani consegniamo il suo spirito". Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell'udire definitivamente e per sempre la sua voce".

In filigrana, nell'omelia del Papa, anche i travagli che Benedetto ha dovuto affrontare nel corso del suo pontificato, ma filtrati dal linguaggio evangelico. Un ministero affrontato da Benedetto con una "devozione orante", ha detto Francesco, "che si plasma e si affina silenziosamente tra i crocevia e le contraddizioni che il pastore deve affrontare e l'invito fiducioso a pascere il gregge. Come il Maestro, porta sulle spalle la stanchezza dell'intercessione e il logoramento dell'unzione per il suo popolo, specialmente là dove la bontà deve lottare e i fratelli vedono minacciata la loro dignità". Linguaggio squisitamente bergogliano che riconosce a Ratzinger la tempra del grande pastore.