✕

Papa Francesco e la settimana di passione: “False notizie e tradimenti, ora silenzio”

(ansa)

Ascolta l'audio

Il giorno dopo i funerali di Ratzinger il Pontefice risponde indirettamente agli attacchi di Gänswein, braccio destro del predecessore. E annuncia subito la riforma della diocesi di Roma: ridimensionato il ruolo del vicario, più vigilanza su finanze e abusi
2 minuti di lettura

Città del Vaticano - In un mondo abituato ai messaggi obliqui, dove le battaglie si rivestono di termini spirituali, alla lettura dei testi si accompagna quella dei sottotesti. La scomparsa di Benedetto XVI ha riacceso la disputa ecclesiale che la sua rinuncia, e l'elezione di Francesco, avevano innescato sottotraccia dieci anni fa. Ha dato il via monsignor Georg Gänswein, segretario particolare di Joseph Ratzinger, con una serie di dichiarazioni incendiarie nei confronti del Papa, beninteso con la scusa di voler evangelicamente dire "Niente altro che la verità", come recita un libro per Piemme anticipato ancor prima dei funerali di Benedetto. Testi bellicosi, sottotesti destabilizzanti. Perché contrapporre il defunto Papa emerito al Papa regnante colpisce l'unità della Chiesa, tenta di ipotecare il futuro, e di intralciare l'azione di governo di Francesco.

Jorge Mario Bergoglio lascia che questi attacchi passino. Alla messa per …

Città del Vaticano - In un mondo abituato ai messaggi obliqui, dove le battaglie si rivestono di termini spirituali, alla lettura dei testi si accompagna quella dei sottotesti. La scomparsa di Benedetto XVI ha riacceso la disputa ecclesiale che la sua rinuncia, e l'elezione di Francesco, avevano innescato sottotraccia dieci anni fa. Ha dato il via monsignor Georg Gänswein, segretario particolare di Joseph Ratzinger, con una serie di dichiarazioni incendiarie nei confronti del Papa, beninteso con la scusa di voler evangelicamente dire "Niente altro che la verità", come recita un libro per Piemme anticipato ancor prima dei funerali di Benedetto. Testi bellicosi, sottotesti destabilizzanti. Perché contrapporre il defunto Papa emerito al Papa regnante colpisce l'unità della Chiesa, tenta di ipotecare il futuro, e di intralciare l'azione di governo di Francesco.

Jorge Mario Bergoglio lascia che questi attacchi passino. Alla messa per l'Epifania in San Pietro, ieri, ha ricordato l'adorazione dei Re Magi per esortare il credente di oggi a osare di più: "Adoriamo Dio e non il nostro io; adoriamo Dio e non i falsi idoli che ci seducono col fascino del prestigio e del potere, con il fascino - ha aggiunto, alzando lo sguardo dai fogli - delle false notizie... adoriamo Dio per non inchinarci davanti alle cose che passano e alle logiche seducenti ma vuote del male".

Francesco ha indicato a modello l'inquietudine dei Magi: "In questi momenti si levano dal nostro cuore quelle domande insopprimibili, che ci aprono alla ricerca di Dio", ha detto: "Dov'è per me la felicità? Dov'è la vita piena a cui aspiro? Dov'è quell'amore che non passa, che non tramonta, che non si spezza neanche dinanzi alle fragilità, ai fallimenti e ai tradimenti? Quali sono le opportunità nascoste dentro le mie crisi e le mie sofferenze?".

Tradimenti, false notizie... sottotesto riferito all'attualità di queste ore? Bergoglio, di certo, il giorno dopo il lutto ha ripreso a lavorare. Pur anziano, governa risolutamente. E - sottotesto - procede senza esitazione nella riforma avviata dieci anni fa, rivoltando con una nuova costituzione apostolica - il testo - la diocesi di Roma. "La Chiesa perde la sua credibilità quando viene riempita da ciò che non è essenziale alla sua missione - scrive il Papa - O, peggio, quando i suoi membri, talvolta anche coloro che sono investiti di autorità ministeriale, sono motivo di scandalo con i loro comportamenti infedeli al Vangelo".

Quella che entra in vigore a fine mese è una costituzione che completa la riforma della Curia romana promulgata la scorsa primavera. Il cardinale vicario, attualmente Angelo De Donatis, rimane, ma per la prima volta è definito "ausiliare" del Papa, che è vescovo di Roma, e "non intraprenderà iniziative importanti o eccedenti l'ordinaria amministrazione" senza avergli prima riferito. Dall'alto, il Pontefice sarà molto più presente nella sua diocesi, in ogni decisione pastorale, amministrativa ed economica di rilievo. Dal basso, viene introdotta una maggiore collegialità: aumenta il peso del "consiglio episcopale", presieduto dal Papa, e in particolare del vicegerente, da ieri monsignor Baldassarre Reina. Se all'epoca del cardinale Camillo Ruini il vicario era una sorta di "vice Papa" per Roma, da ora avrà un profilo più defilato.

Nascono, poi, nuovi organismi di vigilanza su finanze e abusi. Segno che negli anni ci sono stati ammanchi, poca trasparenza, scarsa attenzione sul problema. Dei candidati a diventare parroco, "debbono essere valutate anche le caratteristiche spirituali, psicologiche, intellettuali, pastorali". La diocesi di Roma, cuore della cattolicità, deve testimoniare fede e carità - questo il testo della costituzione - "in modo esemplare". E il suo supremo pastore, questo il sottotesto, è saldamente in sella.