Migranti, più di 3.600 arrivi da inizio anno. La presidenza svedese Ue: "Nessuna iniziativa sui ricollocamenti"
Il giorno record è stato il 3 gennaio: ben 1192 migranti sbarcati in 24 ore. Numeri assolutamente insoliti per i mesi invernali, un trend in crescita confermato in tutta la prima settimana dell'anno tanto da portare già a 3.673 le persone sbarcate in Italia nei primi nove giorni dell'anno secondo i dati del Viminale. Una cifra che è di dieci volte superiore a quella registrata nello stesso periodo del 2022, quando gli arrivi furono 378.
I soccorsi delle navi umanitarie, che il Viminale da un mese a questa parte è riuscito a ridurre all'osso con la strategia del mordi e fuggi (porto subito con poche decine di migranti a bordo e lunghi giorni di viaggio per raggiungere la meta assegnata), non c'entrano. A favorire le partenze è stato sicuramente il meteo, condizioni del mare e del tempo assai più stabili della media del periodo, ma anche le ripetute partenze di grossi barconi con 5-700 persone a bordo dalla Cirenaica e l…
Il giorno record è stato il 3 gennaio: ben 1192 migranti sbarcati in 24 ore. Numeri assolutamente insoliti per i mesi invernali, un trend in crescita confermato in tutta la prima settimana dell'anno tanto da portare già a 3.673 le persone sbarcate in Italia nei primi nove giorni dell'anno secondo i dati del Viminale. Una cifra che è di dieci volte superiore a quella registrata nello stesso periodo del 2022, quando gli arrivi furono 378.
I soccorsi delle navi umanitarie, che il Viminale da un mese a questa parte è riuscito a ridurre all'osso con la strategia del mordi e fuggi (porto subito con poche decine di migranti a bordo e lunghi giorni di viaggio per raggiungere la meta assegnata), non c'entrano. A favorire le partenze è stato sicuramente il meteo, condizioni del mare e del tempo assai più stabili della media del periodo, ma anche le ripetute partenze di grossi barconi con 5-700 persone a bordo dalla Cirenaica e l'aumento dei viaggi di piccole imbarcazioni sulla rotta tunisina. Oltre alla ripresa dei viaggi da Grecia e Turchia con approdi, anche questi più numerosi del solito per il periodo, sulle coste ioniche.
I soccorsi dei barconi in partenza dalla Cirenaica continuano ad avvenire, nel silenzio mediatico, da parte dei mezzi della Guardia costiera e della Guardia di finanza che raggiungono i pescherecci segnalati che riescono ad arrivare in zona Sar italiana, prendono le persone a bordo e le portano a terra in due o tre gruppi destinandoli ai porti siciliani in modo da "mimetizzare" gli arrivi e rendere più gestibili le operazioni di prima accoglienza in porti che sono comunque attrezzati a ricevere grossi numeri.
L'altra rotta, ed è quella che in questo momento preoccupa di più e a cui oggi è dedicato il comitato straordinario ordine e sicurezza che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Lamberto Giannini presiedono ad Agrigento, è quella che sta portando dalla Tunisia a Lampedusa un numero sensibilmente più alto di barchini in condizioni estremamente precarie su cui, anche su una rotta più breve e di solito più sicura come quella dalla Tunisia, stanno perdendo la vita decine di migranti.
In affanno anche i porti calabresi, da Roccella Jonica a Crotone più di uno sbarco al giorno in questi primi giorni dell'anno con numeri in grado di mettere in difficoltà la prima accoglienza. È la collaudata rotta dalla Turchia e dalla Grecia su cui i trafficanti fanno arrivare in Italia prevalentemente afghani, iracheni, siriani e nelle ultime settimane molti iraniani.
Numeri, quelli degli arrivi della prima settimana dell'anno, che per il governo italiano sono la conferma dell'urgenza di un patto europeo o quantomeno di un meccanismo automatico di redistribuzione. Temi al centro dell'incontro odierno tra la premier Meloni e Ursula von der Leyen oggi in visita a Roma. Ma dalla presidenza svedese della Ue, che già nei giorni scorsi aveva frenato sui lavori per il nuovo Patto Asilo e Immigrazione prevedendone l'approvazione non prima del 2024, oggi arriva un altro brusco stop alle speranze italiane: "Da parte nostra non prenderemo alcuna iniziativa sulla questione ricollocamenti", ha sottolineato - se ce ne fosse ancora bisogno - l'ambasciatore svedese Lars Danielsson presentando alla stampa le priorità della presidenza semestrale Ue guidata da Stoccolma. Il diplomatico non ha escluso che il capitolo della redistribuzione sia comunque sul tavolo del Consiglio europeo del 9 e 10 febbraio. "Oggi nell'Ue c'è maggior consapevolezza che c'è un interesse comune ma serve una chiara base legale che sia compresa da tutti i membri" per un accordo sulla dimensione interna del dossier migranti.