Città a 30 all'ora, a Parigi un anno fa il limite. Ma è stato solo un maquillage
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - La Ville Lumière si è convertita al ritmo lento da quasi un anno e mezzo ma la rivoluzione slow sul boulevard Beaumarchais, verso place de la Bastille, non si vede. Nei giorni infrasettimanali si avanzava già prima a passo d'uomo, con maxi-ingorghi per l'effetto combinato dell'aumento di ciclabili e zone pedonali. E così pure sul lungo Senna verso l'Hotel de Ville o intorno alla gare du Nord dove i "bouchons", i tappi di macchine, si fluidificano solo nel weekend.
Più controlli
Da settembre 2021 la velocità massima consentita sulle strade parigine è stata fissata a trenta chilometri orari. Era un punto del programma con cui la sindaca Anne Hidalgo è stata rieletta per un secondo mandato tre anni fa. La capitale aveva già il 60 per cento delle strade limitate a 30 chilometri orari, e la velocità media del traffico era di 16 chilometri orari. Cos'è cambiato? Poco, a part…
PARIGI - La Ville Lumière si è convertita al ritmo lento da quasi un anno e mezzo ma la rivoluzione slow sul boulevard Beaumarchais, verso place de la Bastille, non si vede. Nei giorni infrasettimanali si avanzava già prima a passo d'uomo, con maxi-ingorghi per l'effetto combinato dell'aumento di ciclabili e zone pedonali. E così pure sul lungo Senna verso l'Hotel de Ville o intorno alla gare du Nord dove i "bouchons", i tappi di macchine, si fluidificano solo nel weekend.
Più controlli
Da settembre 2021 la velocità massima consentita sulle strade parigine è stata fissata a trenta chilometri orari. Era un punto del programma con cui la sindaca Anne Hidalgo è stata rieletta per un secondo mandato tre anni fa. La capitale aveva già il 60 per cento delle strade limitate a 30 chilometri orari, e la velocità media del traffico era di 16 chilometri orari. Cos'è cambiato? Poco, a parte la segnaletica stradale per avvertire gli automobilisti. Le prime rilevazioni mostrano un calo della velocità media di solo un chilometro orario. Solo quattro autovelox - notava Le Parisien in un articolo uscito qualche giorno fa - sono stati installati in tutta la capitale per sorvegliare gli automobilisti. La Prefettura ha detto ai cronisti del quotidiano parigino che controllare la direttiva del comune "non è una priorità" e che dovrebbe essere la polizia municipale ad occuparsene. Cinquecento agenti municipali sono stati assunti appena un anno fa - prima non esistevano - ma non hanno gli strumenti adatti per misurare eventuali infrazioni.
Una vittoria culturale
Il limite comunque resta un simbolo a cui il comune non rinuncia. Unica concessione che ha dovuto fare Hidalgo dopo agguerriti negoziati con la Prefettura: la velocità sul raccordo Périphérique non è stata diminuita a 50 chilometri orari ma rimane agli attuali 70 chilometri orari. Alcune associazioni hanno presentato ricorso contro la decisione del comune. Invano. Con una recente sentenza il Tar ha riconosciuto che "l'abbassamento del limite di velocità nelle strade della capitale è in grado di ridurre drasticamente il rischio di incidenti gravi o addirittura mortali per i pedoni". Gli ecologisti nella giunta parigina continuano a parlare di "una grande vittoria culturale".
Sicurezza e inquinamento acustico
L'obiettivo, sostengono i fautori della riforma, non era tanto ridurre traffico ed emissioni di Co2 ma l'inquinamento acustico, oltre che garantire maggiore sicurezza per pedoni, in particolare bambini e anziani, e per tutti i nuovi adepti della "mobilità dolce", dai ciclisti agli utilizzatori di monopattini. "Il rischio di morire è nove volte più basso a 30 chilometri orari che a 50 chilometri orari e le ferite sono molto meno gravi" ha spiegato David Béliard, l'assessore dei Verdi secondo cui la città è già riuscita a dimezzare il rumore (-3 decibel) nelle strade.