Vaticano, entro il primo febbraio padre Georg dovrà lasciare il monastero Mater Ecclesiae, dove viveva con Benedetto XVI
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziIl previsto trasloco di monsignor Georg Gaenswein dal monastero Mater Ecclesiae, dove ha vissuto con Benedetto XVI dalla sua rinuncia nel 2013 insieme alle consacrate laiche che li assistevano, avverrà entro il prossimo primo febbraio. A riferirlo è il settimanale tedesco Die Zeit.
L'edificio, in uno dei punti più alti dei giardini vaticani, inizialmente a disposizione della gendarmeria vaticana, fu destinato per volontà di Giovanni Paolo II ad ospitare una comunità monastica femminile contemplativa. Intitolato a Maria madre della Chiesa, fu ristrutturato nel novembre 2012. Di lì a poco, nel febbraio 2013, Benedetto XVI annunciò la sua rinuncia, e, dopo un primo periodo a Castel Gandolfo, vi si ritirò nella sua nuova veste di "Papa emerito", insieme ai suoi più stretti collaboratori. Con la morte di Joseph Ratzinger, lo scorso 31 dicembre, era scontato che Gaenswein e le "Memores Domini&q…
Il previsto trasloco di monsignor Georg Gaenswein dal monastero Mater Ecclesiae, dove ha vissuto con Benedetto XVI dalla sua rinuncia nel 2013 insieme alle consacrate laiche che li assistevano, avverrà entro il prossimo primo febbraio. A riferirlo è il settimanale tedesco Die Zeit.
L'edificio, in uno dei punti più alti dei giardini vaticani, inizialmente a disposizione della gendarmeria vaticana, fu destinato per volontà di Giovanni Paolo II ad ospitare una comunità monastica femminile contemplativa. Intitolato a Maria madre della Chiesa, fu ristrutturato nel novembre 2012. Di lì a poco, nel febbraio 2013, Benedetto XVI annunciò la sua rinuncia, e, dopo un primo periodo a Castel Gandolfo, vi si ritirò nella sua nuova veste di "Papa emerito", insieme ai suoi più stretti collaboratori. Con la morte di Joseph Ratzinger, lo scorso 31 dicembre, era scontato che Gaenswein e le "Memores Domini" lasciassero il monastero. Ora c'è pure la data.
L'appartamento di Viganò
Nei giorni scorsi l'arcivescovo tedesco, al centro delle polemiche per una raffica di dichiarazioni, è stato convocato da Papa Francesco. Ufficialmente è ancora prefetto della Casa pontificia, ruolo dal quale però il Papa lo aveva sospeso anni fa per permettergli di assistere a tempo pieno Benedetto XVI. Non è noto quale sarà la sua prossima destinazione ma è probabile che rimarrà a Roma. Per lui sarebbe già pronto un alloggio nel cosiddetto Ospizio Santa Marta, tra l'aula delle udienze e l'albergo dove abita Papa Francesco, Casa Santa Marta, e si tratterebbe dell'appartamento occupato in passato da monsignor Carlo Maria Viganò.
Un'altra testata tedesca, da sempre vicina a monsignor Gaenswein, la Tagespost, scrive che l'arcivescovo tedesco avrebbe tentato di fermare a posteriori, senza successo, la pubblicazione del libro "Niente altro che la verità", che proprio oggi esce in libreria con Piemme, arrivando a contattare i vertici della casa editrice. Nel libro il segretario di Ratzinger racconta di alcuni attriti con Papa Francesco e critica anche altri personaggi, come il cardinale Tarcisio Bertone. "Profondamente colpito dall'accusa-menzogna a cui era stato esposto il vecchio Papa tedesco dopo il clamore sulla denuncia degli abusi di Monaco, il suo segretario particolare voleva semplicemente dire la verità, e non solo su quella denuncia ma anche su molte altre leggende improprie su Joseph Ratzinger/Benedetto XVI", scrive la Tagespost. La quale però è stata la prima, nei giorni scorsi, a pubblicare un'intervista nella quale don Georg criticava apertamente il Papa, affermando che aveva "spezzato il cuore" a Benedetto con la sua decisione sulla cosiddetta messa in latino.