Università, il ministero: "Così cambieremo il numero chiuso per entrare a Medicina"
a cura della redazione Cronaca , a cura della redazione CronacaRivedere le regole per entrare a Medicina, ribaltando il metodo di accesso e superando anche il numero chiuso, almeno nel modo in cui è strutturato oggi. Una commissione appena istituita dalla ministra dell'Università Anna Maria Bernini è al lavoro per studiare le modifica dell'accesso programmato alla facoltà che forma i camici bianchi. La struttura dovrà fornire proposte al ministro entro la primavera. Intanto quest'anno l'accesso avverrà con il nuovo Tolc previsto dalla riforma dell'ex ministra Cristina Messa: a partire dal 13 di aprile potranno misurarsi con i test gli studenti del quarto e del quinto anno delle scuole secondarie.
"Non più una selezione destinata a condizionare le scelte di una vita, ma un percorso di orientamento consapevole, maturo e motivato. Anche questo vuol dire difendere il diritto allo studio: offrire ai ragazzi occasioni per mettersi alla prova, superando lo scoglio di un'unica…
Rivedere le regole per entrare a Medicina, ribaltando il metodo di accesso e superando anche il numero chiuso, almeno nel modo in cui è strutturato oggi. Una commissione appena istituita dalla ministra dell'Università Anna Maria Bernini è al lavoro per studiare le modifica dell'accesso programmato alla facoltà che forma i camici bianchi. La struttura dovrà fornire proposte al ministro entro la primavera. Intanto quest'anno l'accesso avverrà con il nuovo Tolc previsto dalla riforma dell'ex ministra Cristina Messa: a partire dal 13 di aprile potranno misurarsi con i test gli studenti del quarto e del quinto anno delle scuole secondarie.
"Non più una selezione destinata a condizionare le scelte di una vita, ma un percorso di orientamento consapevole, maturo e motivato. Anche questo vuol dire difendere il diritto allo studio: offrire ai ragazzi occasioni per mettersi alla prova, superando lo scoglio di un'unica opportunità d'accesso. Un positivo inizio che affronta un aspetto delle criticità in ingresso alla facoltà di Medicina, ma di certo non risolve il tema dei temi: il numero chiuso", ha spiegato la neo ministra in una lettera al Corriere della Sera.
La commissione Bernini è per questo chiamata a "esaminare ed approfondire le criticità afferenti alla carenza di medici e professionisti sanitari nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, a misurare l'entità del fenomeno e a individuare le cause e le possibili soluzioni, con particolare riferimento alla necessità di garantire un acceso sostenibile alle professioni sanitarie". L'idea è quella dunque di partire dalla domanda di medici negli ospedali, negli studi e negli ambulatori e su questa modulare l'offerta dei laureati e degli specializzati.
"Mancano i medici, manca il personale sanitario come la pandemia ha evidenziato. Eppure - scrive Bernini- non possiamo aprire in automatico le porte delle università a tutti". Ma "oggi - prosegue il ministro - abbiamo la necessità di capovolgere il meccanismo: partendo dal nuovo fabbisogno effettivo di medici e sanitari, dobbiamo adeguare le capacità e l'offerta potenziale del sistema universitario. È con questo approccio che abbiamo istituito al ministero dell'Università e della Ricerca un gruppo di lavoro con tutti gli attori in campo, dal mondo accademico, al ministero della Salute, alla Conferenza delle Regioni che, insieme agli ordini professionali, definiscono il fabbisogno di medici".
Presieduta da Eugenio Gaudio, ex rettore all'Università La Sapienza di Roma, la struttura è composta da Massimo Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; Salvatore Cuzzocrea, presidente della Crui; Carlo Della Rocca, presidente della Conferenza Permanente delle Facoltà e Scuole di Medicina e Chirurgia; Gianluca Cerracchio, direttore della Direzione Generale degli Ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio del ministero dell'Università e della Ricerca; Rossana Ugenti, direttore della Direzione Generale e dell'Ufficio delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute.
"Siamo partiti con un obiettivo chiaro: individuare un 'accesso sostenibile' a Medicina - prosegue la ministra - Che sia una risposta alla richiesta attuale di professionisti da parte del servizio sanitario e del mondo produttivo, compresa l'industria farmaceutica, biomedicale, delle scienze della vita, e che al tempo stesso consideri la capacità di risposta dei nostri atenei. Lo stesso deve ovviamente valere per le scuole di specializzazione, il cui ingresso va organizzato sul fabbisogno del Paese. Con la collaborazione di tutti vogliamo, entro il primo trimestre di quest'anno, offrire una prima risposta per definire un programma di accesso alla facoltà di Medicina ragionato ed efficace".