✕

Me Too, Letizia Lamartire: "Nei miei film su Netflix corsi e un numero ad hoc per i molestatori"

La regista Letizia Lamartire (Youtube) 
La regista di "Baby" e "Il divin codino": "La casa di produzione mette in atto dure politiche contro le discriminazioni di genere. Esprimo il mio pieno sostegno a chi denuncia"
1 minuti di lettura

Le denunce di molestie sessuali ed esercizi di potere nello spettacolo hanno riaperto la questione del Me Too, almeno in Italia, attraverso le pagine di Repubblica. Cose che "non accadono sul mio set", dice Letizia Lamartire, regista di Baby e Il divin codino, biopic su Roberto Baggio (sta per uscire quello sulla prima avvocata d'Italia, Lidia Poet). Merito anche delle pratiche delle piattaforme, vigili sulle questioni politiche. E altrove? "Il problema è generale e culturale: è giusto denunciare".

I suoi set sono quindi spazi sicuri?
"Non voglio darmi la pacca sulla spalla e dire che è solo merito mio, che faccio attenzione a come mi rivolgo agli attori e se intercetto discriminazioni scateno una guerra: c'entra anche che lavoro per Netflix, dove esistono dure politiche contro le discriminazioni".

In che senso?
"L'attenzione verso le diversità emerge dai contenuti. Ma, a livello interno, la società pr…

Le denunce di molestie sessuali ed esercizi di potere nello spettacolo hanno riaperto la questione del Me Too, almeno in Italia, attraverso le pagine di Repubblica. Cose che "non accadono sul mio set", dice Letizia Lamartire, regista di Baby e Il divin codino, biopic su Roberto Baggio (sta per uscire quello sulla prima avvocata d'Italia, Lidia Poet). Merito anche delle pratiche delle piattaforme, vigili sulle questioni politiche. E altrove? "Il problema è generale e culturale: è giusto denunciare".

I suoi set sono quindi spazi sicuri?
"Non voglio darmi la pacca sulla spalla e dire che è solo merito mio, che faccio attenzione a come mi rivolgo agli attori e se intercetto discriminazioni scateno una guerra: c'entra anche che lavoro per Netflix, dove esistono dure politiche contro le discriminazioni".

In che senso?
"L'attenzione verso le diversità emerge dai contenuti. Ma, a livello interno, la società previene gli abusi di potere, per esempio, con corsi obbligatori nei quali viene spiegato cosa è una molestia o come non esprimersi in modo discriminatorio. Viene messo anche a disposizione un contatto per denunciare abusi e discriminazioni sul set".

Nel frattempo cosa accade negli altri set?
"Il fatto che se ne stia parlando, ci dice che c'è un problema. Ma non sono dinamiche presenti nel solo ambito dello spettacolo. Sebbene con molte difficoltà voglio essere positiva: qualcosa sta cambiando".

Una donna regista non determina in sé un cambiamento?
"Abbiamo più spazi. Io sono qui grazie a donne che hanno lottato prima di me, ma siamo ancora nel mezzo di una manovra che ci porterà a un cambiamento reale. Intanto è giusto denunciare, il mio pieno sostegno va a chi denuncia nonostante le complessità cui purtroppo si va incontro".