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Migranti, rapporto Frontex: 330mila arrivi nella Ue nel 2022, il numero più alto dal 2016

Aumento del 64% rispetto al 2021. Secondo anno di incremento degli ingressi irregolari, soprattutto sulla rotta Balcanica. La metà vengono da Siria, Afghanistan e Tunisia
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Nel 2022 trecentotrentamila persone sono state costrette ad attraversare illegalmente i confini dell'Unione ruropea. Sono solo lo 0,07 di tutti gli abitanti Ue. Numeri risibili rispetto ai "10 milioni di cittadini ucraini in uscita" dalle frontiere di Ucraina e Moldavia, "non contabilizzati in questo rapporto", ma a Frontex basta per lanciare l'allarme e chiedere agli Stati membri maggiore collaborazione.  E "una guardia di frontiera e costiera europea forte ed efficace".

L'agenzia finita mesi fa nell'occhio del ciclone per il coinvolgimento in una serie di respingimenti illegali sulla rotta greca del suo ex direttore, Fabrice Leggeri, per questo rapidamente costretto alle dimissioni, presenta i numeri di un anno di attività. "Gli attraversamenti irregolari - si legge nel report - sono il numero più alto dal 2016 e in aumento del 64% rispetto all'anno precedente".

A dispetto di quanto prospettato dal gove…

Nel 2022 trecentotrentamila persone sono state costrette ad attraversare illegalmente i confini dell'Unione ruropea. Sono solo lo 0,07 di tutti gli abitanti Ue. Numeri risibili rispetto ai "10 milioni di cittadini ucraini in uscita" dalle frontiere di Ucraina e Moldavia, "non contabilizzati in questo rapporto", ma a Frontex basta per lanciare l'allarme e chiedere agli Stati membri maggiore collaborazione.  E "una guardia di frontiera e costiera europea forte ed efficace".

L'agenzia finita mesi fa nell'occhio del ciclone per il coinvolgimento in una serie di respingimenti illegali sulla rotta greca del suo ex direttore, Fabrice Leggeri, per questo rapidamente costretto alle dimissioni, presenta i numeri di un anno di attività. "Gli attraversamenti irregolari - si legge nel report - sono il numero più alto dal 2016 e in aumento del 64% rispetto all'anno precedente".

A dispetto di quanto prospettato dal governo italiano, è la frontiera balcanica, non il Mediterraneo centrale, il principale punto di accesso in Europa, con più del 45 per cento degli ingressi.

Nel 2022 oltre 145.600 persone - con percentuali in aumento del 136 per cento rispetto al 2021 - sono state costrette a percorrere la lunga strada dalla Turchia e dalla Grecia giunge fino ai confini orientali dell'Unione europea, per raggiungere l'Europa centrale, con meta finale che, per i più, è la Germania. La maggior parte di chi si mette in cammino arriva dall'Afghanistan, tornato in mano ai talebani, dal Kurdistan turco e dalla Siria, da cui oltre 94mila persone - quasi il doppio dello scorso anno - hanno tentato di fuggire.

Altre centomila persone, fa sapere invece Frontex, hanno tentato di raggiungere l'Europa attraverso il Mediterraneo centrale, la più pericolosa delle rotte, lungo la quale nel 2022 oltre 1.400 hanno perso la vita. E si tratta delle vittime conosciute.

Chi affronta il mare parte dalla Libia - mai così tanti dal 2017 - e dalla Tunisia, con numeri record nella storia recente. A mettersi in viaggio, per lo più bengalesi - migranti climatici in fuga da un Paese che sta progressivamente vedendo le zone agricole della costa sommerse dall'acqua - egiziani e tunisini, in fuga da Paesi in cui la democrazia arretra vistosamente.  

Sulle barche per lo più a vela che viaggiano lungo la rotta del Mediterraneo orientale, con partenza da Turchia e Grecia, sono invece soprattutto siriani, afghani e nigeriani, con numeri in aumento rispetto agli ultimi anni, ma che rimangono inferiori alla metà degli ingressi registrati nel 2019.

Diminuiscono invece gli ingressi dal Mediterraneo occidentale, con destinazione Canarie, con un quinto in meno di rilevamenti rispetto all'anno precedente, come sulla rotta dell'Africa occidentale, 31 per cento di arrivi in meno rispetto al 2021.