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Sanità in crisi, le Regioni: "Senza nuovi finanziamenti rischio di conseguenze catastrofiche"

Lettera degli assessori alla Salute al governo per denunciare l'insufficienza delle risorse economiche per affrontare le carenze del personale e i costi energetici. "Subito un incontro in presenza"
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Ci saranno "conseguenze catastrofiche" per il sistema sanitario nazionale a causa dell'insufficienza di risorse economiche, della carenza di personale, dei rincari di materie prime e dei consumi energetici. Il grido d'allarme è delle Regioni, che hanno inviato una lettera ai ministri alla Salute, Orazio Schillaci, dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e degli Affari regionali, Roberto Calderoli, per chiedere un incontro.  

"Il finanziamento del sistema sanitario è insufficiente"

Le Regioni si sono riunite il 10 gennaio e fanno notare ai ministri che ormai sono passati i primi mesi dall'insediamento del nuovo governo e la legge di bilancio è stata fatta. A questo punto bisogna discutere dei problemi e il primo è il sottofinanziamento del sistema sanitario. Intanto, indirettamente, si contesta quello che ha detto l'esecutivo, e cioè che la sanità, con due miliardi in più sul fondo nazionale per…

Ci saranno "conseguenze catastrofiche" per il sistema sanitario nazionale a causa dell'insufficienza di risorse economiche, della carenza di personale, dei rincari di materie prime e dei consumi energetici. Il grido d'allarme è delle Regioni, che hanno inviato una lettera ai ministri alla Salute, Orazio Schillaci, dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e degli Affari regionali, Roberto Calderoli, per chiedere un incontro.  

"Il finanziamento del sistema sanitario è insufficiente"

Le Regioni si sono riunite il 10 gennaio e fanno notare ai ministri che ormai sono passati i primi mesi dall'insediamento del nuovo governo e la legge di bilancio è stata fatta. A questo punto bisogna discutere dei problemi e il primo è il sottofinanziamento del sistema sanitario. Intanto, indirettamente, si contesta quello che ha detto l'esecutivo, e cioè che la sanità, con due miliardi in più sul fondo nazionale per il 2023 ha avuto un incremento di finanziamento. In realtà, si scrive, "la sostenibilità economico-finanziaria dei bilanci sanitari è fortemente compromessa dall'insufficiente livello di finanziamento del sistema sanitario nazionale, dal mancato finanziamento di una quota rilevante delle spese sostenute per l'attuazione delle misure di contrasto alla pandemia e per l'attuazione della campagna vaccinale, dal considerevole incremento dei costi energetici sostenuti dalle strutture sanitarie e socio assistenziali, pubbliche e private accreditate, dal continuo incremento dei prezzi delle materie prime, dei materiali e dei servizi per effetto dell'andamento inflattivo".

A scrivere è l'assessore alla Salute dell'Emilia-Romagna, che coordina la Commissione salute dello Stato-Regioni, Raffaele Donini. Nell'incontro del 10 Donini ha "raccolto l'estrema preoccupazione manifestata unanimemente e sentitamente dagli assessori alla Salute delle Regioni e Province per la situazione drammatica in cui versano i propri servizi sanitari". In queste condizioni sarà difficile anche dare corso agli investimenti finanziati dal Pnnr.

Gli organici ridotti e disservizi

Oltre ai soldi del fondo, quindi si sottolineano i problemi a rispettare il fabbisogno del personale. Ci sono criticità insostenibili e trasversali a vari settori, "con conseguenti disservizi che sono, purtroppo, oggetto delle cronache quotidiane. Questa situazione, peraltro, nei prossimi anni è destinata a peggiorare per effetto del personale che andrà in quiescenza". E' quindi necessario un intervento straordinario per trovare soluzioni "anche non convenzionali".

A rischio i medici di famiglia e quelli di pronto soccorso

Le Regioni fanno anche esempi e spiegano che le soluzioni vanno trovate "per evitare che migliaia di persone si trovino ben presto senza il proprio medico di fiducia, che permangano per ore nei pronto soccorso prima di essere visitate, che non dispongano di un'assistenza sanitaria qualificata e rispettosa dei tempi di attesa, delle opportune attività di prevenzione".

Per questo è necessario, per gli assessori, programmare rapidamente un intervento "straordinario e strategico, non di natura emergenziale, in grado di proporre soluzioni prontamente attuabili".

Per tutto questo viene chiesto un incontro politico "in presenza" tra i ministri e gli assessori.