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L'arresto di Matteo Messina Denaro. Meloni, "Italia fiera di magistrati e investigatori". Usa, congratulazioni a Italia, vittoria significativa su Mafia

L'arresto di Matteo Messina Denaro. Meloni, "Italia fiera di magistrati e investigatori". Usa, congratulazioni a Italia, vittoria significativa su Mafia
(ansa)
Preso mentre si trovava in una clinica privata di Palermo "per sottoporsi a terapie". Nordio: "Con la cattura del boss chiusa la stagione più drammatica"
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Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai carabinieri del Ros. L'inchiesta che ha portato alla cattura del boss di Castelvetrano, latitante da 30 anni, è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Secondo le prime informazioni, Matteo Messina Denaro sarebbe stato arrestato nella clinica privata Maddalena di Palermo. Il boss si trovava nella struttura "per sottoporsi a terapie", ha detto il comandante del Ros dei carabinieri, Pasquale Angelosanto.

La premieri Giorgia Meloni ha definito l'arresto "una grande vittoria dello Stato, che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia". "All'indomani dell'anniversario dell'arresto di Totò Riina- aggiunge Meloni- un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia. I miei più vivi ringraziamenti, assieme a quelli di tutto il governo, vanno alle forze di polizia, e in particolare al ros dei carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo per la cattura dell'esponente più significativo della criminalità mafiosa".

 

Salvini, merita di marcire in galera senza vedere più luce

"Sapere che stasera uno dei mafiosi più pericolosi del mondo la passa in carcere, mi fa andare a letto più tranquillo. Grazie alle donne e gli uomini che hanno sacrificato la vita per servire lo Stato. Per assicurare alla giustizia non un uomo. Non mi viene da dire un uomo. Da padre dico: chi è riconosciuto colpevole di avere sequestrato, ucciso e sciolto nell'acido un bambino merita di marcire in galera senza più vedere la luce del sole. Sono e rimango contro la pena di morte, ma pensando alla brutalità di certe persone ti vengono altri pensieri, ma alle barbarie non si risponde con altre barbarie". Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, a Roma per aprire la campagna elettorale del candidato alla presidenza della Regione Lazio per il centrodestra Francesco Rocca.

Meloni, non abbiamo trattato

"Gli italiani si autoflagellano. Dicono: 'Avete trattato'. Perché avremmo trattato? Qualcuno vorrebbe dire che non abbiamo magistrati, forze dell'ordine che non siano all'altezza di sconfiggere la mafia? E' una tesi che non sosterrò mai. Non c'è bisogno di mettersi d'accordo con la mafia per batterla". Lo afferma la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un'intervista a Nicola Porro di Rete4. Meloni aggiunge: "Si dice che tutti sapevano dov'era e lo hanno preso ora che c'è questo governo.
Quindi la tesi era che finché c'era la sinistra al governo non lo andavano ad acchiappare? Quelli che sostengono questa tesi, per paradosso sono quelli che al governo ci stavano. Cosa ci stanno dicendo, che tutti sapevano dove si trovava ma gli altri partiti al governo non sono andati a prenderlo? Non lo so. Io posso garantire che oggi c'è un governo di centrodestra e questo latitante è stato preso. Io credo che questo dipenda dal valore e dalla capacità degli inquirenti".  Meloni prosegue: "Trattativa con la
mafia? Non capisco. Abbiamo difeso il carcere duro, il primo provvedimento di questo governo è stato la difesa del carcere duro. Messina Denaro andrà al carcere duro perché esiste ancora grazie a questo governo. Quindi su cosa avremmo fatto la trattativa?".

Piantedosi, "Dedicato a vittime mafia e a loro familiari"

 "Dedico questi miei sentimenti alle tante vittime di mafia e ai loro familiari, molti dei quali hanno vissuto con grande dignità il loro dolore senza perdere la fiducia nello Stato, spesso trasformando la sofferenza per una propria tragedia familiare in una ragione di forte impegno civile". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a Palermo. "Spero che dalla fine della latitanza di Matteo Messina Denaro e dagli elementi raccolti in questa indagine arrivino ulteriori materiali utili. Ai magistrati, ai carabinieri, agli uomini e alle donne impegnati ogni giorno contro il crimine e per la sicurezza va il mio ringraziamento e quello di tutto il governo", ha aggiunto.

Meloni, "Oggi c'è un Governo di centrodestra e questo importante latitante è stato preso"

 "Perchè l'Italia si autoflagella? Oggi c'è un Governo di centrodestra e questo importante latitante è stato preso". Lo afferma la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Nicola Porro di Rete 4. Meloni respinge ogni insinuazione di una trattativa: "I grandi boss sono stati sempre catturati nel loro ambiente,dove godono di maggiore protezione. Noi abbiamo subito fatto l'ergastolo ostativo. Cosa vuol dire trattativa? Si insinua che i passati Governi sapessero dov'era Messina Denaro e non lo hanno catturato?"

Inquirenti sulle tracce del covo di Messina Denaro

Sarebbero vicinissimi a individuare il covo di Messina Denaro gli investigatori che oggi l'hanno arrestato. La zona di Campobello di Mazara e Castelvetrano è battuta da questa mattina palmo a palmo dai carabinieri che starebbero usando anche delle ruspe nelle ricerche.

Usa, congratulazioni a Italia, vittoria significativa su Mafia

Il dipartimento di Stato Usa si "congratula con le autorità italiane per l'arresto di Matteo Messina Denaro". L'arresto, afferma un portavoce del dipartimento a LaPresse, "rappresenta una significativa vittoria contro la Mafia e una coraggiosa dimostrazione degli sforzi dell'Italia per combattere la corruzione e la criminalità organizzata transnazionale".

 

Johansson: "Congratulazioni Italia, Ue sostiene lotta a mafia"

"Congratulazioni alle autorità italiane per lo storico arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro, a lungo ricercato. Ricordiamo tutti coloro che hanno perso la vita combattendo la mafia. Questo dimostra anche quanto sia cruciale avere forze dell'ordine specializzate che si occupano della criminalità organizzata". Lo scrive in un tweet la commissaria Ue agli Affari Interni, Ylva Johanssson.
"La  Commissione continuerà a sostenere l'Italia e tutti gli Stati membri dell'Ue nella lotta contro la criminalità organizzata", aggiunge

Meloni: "Messina Denaro al carcere duro grazie al governo"

"Il primo provvedimento in assoluto assunto da questo governo è la difesa del carcere ostativo, del carcere duro. Matteo Messina Denaro andrà al carcere duro perché quell'istituto esiste ancora grazie a questo governo. Quindi qualcuno dovrebbe spiegarmi su che cosa si sarebbe fatta questa eventuale trattativa". Così la premier Giorgia Meloni, in un'intervista in onda questa sera a Quarta Repubblica, su Rete 4, commenta le polemiche sulle rivelazioni del pentito Salvatore Baiardo a Massimo Giletti a novembre, in merito all'esistenza di una trattativa: "Le ho sentite e francamente davvero non riesco a capire"

 De Lucia: "Non vuole parlare né dare indicazioni"

Arresto Messina Denaro, il procuratore De Lucia: "Non vuole parlare né dare indicazioni"

Una donna: 'Messina Denaro ha fatto la chemio con me, le mie amiche avevano il suo numero"

"Faceva la chemio con me ogni lunedì. Stavamo anche nella stessa stanza, era una persona gentile, molto gentile". Così una donna, in un video di Tv2000 anticipato stasera dal Tg2000, racconta di aver condiviso le sedute di chemioterapia con Matteo Messina Denaro all'interno della clinica privata La Maddalena di Palermo in cui stamane il boss mafioso è stato catturato dai Carabinieri del Ros. Nel video, che sarà trasmesso integralmente dal programma 'Siamo noi' domani 17 gennaio alle ore 15.15, le parole della paziente: "Ci sono anche mie amiche che hanno il suo numero di telefono. Lui mandava messaggi a tutti. Ha scambiato messaggi con una mia amica fino a questa mattina. Lei è ora sotto shock a casa". "Lui veniva chiamato Andrea", prosegue la donna. "Ho fatto la chemio con un boss, incredibile", ripete la signora nel video di Tv2000, "ho fatto terapia da maggio a novembre. Abbiamo fatto la terapia insieme per tutta l'estate e lui veniva anche con la camicia a maniche lunghe".

Procuratore Antimafia,ora indagini su rete protezione Denaro

"Faremo il punto sulle indagini e sulle cose che vanno ancora fatte riguardo alla rete di protezione, della logistica e della latitanza di Matteo Messina Denaro". Lo ha detto il Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, che ha spiegato: "domani andrò a Palermo per una riunione con i colleghi della Dda di Palermo, che hanno lavorato splendidamente in costante coordinamento informativo con la Procura Nazionale e ai quali va tutta la mia ammirazione per il modo riservato e paziente con cui hanno lavorato".

 

Messina Denaro al polso "aveva un orologio da 35000 euro"

Al momento dell'arresto, il boss Matteo Messina Denaro "indossava un prestigioso orologio di marca molto particolare. Da quello che abbiamo accertato, il valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 30-35 mila euro".  Lo ha detto il Giuseppe Arcidiacono, comandante provincia dei carabinieri di Palermo, durante la conferenza stampa sull'arresto di Matteo Messina Denaro, presso la sede della Legione Carabinieri Sicilia, a Palermo.

Il Ros, "Solo oggi certezza fosse lui"

"Il risultato di oggi è squisitamente investigativo. Nell'ultimo periodo c'e stata un'accelerazione attraverso attività tecniche e investigative.
Da qui l'ipotesi che potesse esser il latitante e, fatte le ultime verifiche, la certezza che fosse lui è arrivata solo stamattina". Lo ha detto il generale Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei carabinieri, nel corso della conferenza stampa nella caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Palermo.

Per Messina Denaro "Condizioni compatibili con carcere"

 "Le indicazioni di salute che ci arrivano da chi lo ha operato sono compatibili con il carcere, Messina Denaro è in salute e ha un buon aspetto: sarà ovviamente curato ma in una struttura carceraria". Così il magistrato di Palermo Paolo Guido, in conferenza stampa a Palermo, sulla cattura di Matteo Messina Denaro.

De Lucia, "Catturato un latitante pericolosissimo senza alcuna violenza né con l'uso delle manette"

Abbiamo catturato un latitante pericolosissimo senza alcuna violenza né con l'uso delle manette, come un paese democratico pretende". Lo ha detto il Procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, nel corso della conferenza stampa.

De Lucia, saldato debito con vittime mafia

 "Siamo particolarmente orgogliosi per questo lavoro che ci ha consentito di arrestate l'ultimo boss stragista di Cosa nostra. E' un debito che la Repubblica aveva con le vittime della mafia che in parte abbiamo saldato". Lo ha detto il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia alla conferenza stampa sull'arresto di Messina Denaro.

 De Lucia, catturato l'ultimo stragista

"Abbiamo catturato l'ultimo stragista responsabile delle stragi del 1992-93". Così il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia ha aperto al conferenza stampa per l'arresto di Matteo Messina Denaro. "Siamo particolarmente orgogliosi del lavoro portato a termine questa mattina che conclude un lavoro lungo e delicatissimo"

Paziente della clinica: "Era tranquillo e rassegnato"

"Era tranquillo e rassegnato. Non ha dato nessun segno di sofferenza". Lo dice a LaPresse Dora Saporita, una paziente che si trovava stamattina nella Clinica La Maddalena a Palermo, quando è stato arrestato il boss Matteo Messina Denaro.

 

Luzi, boss catturato grazie a metodo Dalla Chiesa

 "Matteo Messina Denaro è stato catturato grazie al metodo Dalla Chiesa, cioè la raccolta di tantissimi dati informativi dei tanti reparti dei carabinieri, sulla strada, attraverso intercettazioni telefoniche, banche dati dello Stato, delle regioni amministrative per portare all'arresto di questa mattina". Lo dice il comandante dei carabinieri Teo Luzi, arrivato a Palermo.

Cartello con "grazie" davanti alla caserma Dalla Chiesa

Un cartello con un messaggio emblematico, "grazie", è stato affisso su un palo dell'illuminazione pubblica davanti alla caserma Dalla Chiesa, a Palermo, sede della legione carabinieri sicilia, in segno di gratitudine per l'arresto del boss Matteo Messina Denaro

Il capitano 'Ultimo: "Oggi è un giorno buono per tutti. La mafia non passa"

"Oggi è un giorno buono per tutti! La mafia non passa". Lo scrive, in un tweet, Sergio De Caprio, il capitano 'Ultimo' che il 15 gennaio 1993, a capo dell'unità Crimor dei Ros dei Carabinieri arrestò il boss Totò Riina, commentando l'arresto di Matteo Messina Denaro.

Nordio: "Oggi è una bella giornata per la giustizia italiana"

"Oggi è una bella giornata per la giustizia italiana, è stato catturato il più pericoloso dei latitanti mafiosi. Questo dimostra, attraverso la benemerita opera della magistratura e delle forze dell'ordine, l'insegnamento di Giovanni Falcone: 'la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani può e deve finire', e può essere vinta , secondo gli intendimenti e l'operazione del nostro governo". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un messaggio video dopo la cattura del boss Matteo Messina Denaro

Primo processo con Messina Denaro dopo arresto il 18 gennaio
 

Matteo Messina Denaro potrebbe comparire per la prima volta in un'aula giudiziaria dopo il suo arresto nel processo che si celebra a Caltanissetta, in Corte d'Assise d'Appello, dove è imputato come mandante delle stragi di via D'Amelio e Capaci. La prossima udienza è fissata per il 19 gennario alle 9.30 nell'aula bunker di Caltanissetta. Finora Matteo Messina Denaro è stato giudicato da latitante e tutto il processo si è svolto in sua assenza. Quella di giovedì sarebbe la prima udienza alla presenza dell'imputato. Sono previste le conclusioni della difesa dopo la requisitoria del procuratore generale Antonino Patti e delle parti civili. Fino ad oggi l'ex superlatitante, condannato in primo grado all'ergastolo, è stato difeso d'ufficio dagli avvocati Salvatore Baglio e Giovanni Pace. I due legali lo hanno assistito basandosi sugli atti processuali o su quanto emerso nel corso del dibattimento. È possibile anche che l'udienza venga rinviata qualora non dovesse essere notificato l'avviso della celebrazione del procedimento.

Nando Dalla Chiesa: "Bravi procuratore e Ros"
 

"Era nell'aria da tempo, non ci credevo, invece il bravo procuratore De Lucia e i Ros ce l'hanno fatta". Così il sociologo e scrittore Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto ucciso dalla mafia, plaude all'arresto del boss Matteo Messina Denaro in un'intervista al magazine Mow (mowmag.com).  Dalla Chiesa commenta anche le dichiarazioni del pentito Salvatore Baiardo, in un'intervista televisiva andata in onda due mesi fa su La7, circa una possibile 'trattativa' da parte del boss, gravemente malato, per consegnarsi: "Non lo so, qua ci avventuriamo in dietrologie. Sembra che lo Stato non possa mai vincere pulito. Mi rifiuterei di accettare una logica del genere. Può darsi, non è da escludere a priori, ma neanche metterlo subito sul tavolo dei ragionamenti. Forse Messina Denaro si è sentito 'stretto'."
 

La carta d'identità del boss: Andrea Bonafede professione geometra

Andrea Bonafede, nato a Campobello di Mazara (Trapani) il 23 ottobre del 1963. Eccola, la carta di identità di Matteo Messina Denaro, alias Andrea Bonafede, il nome falso scelto nella latitanza. Il boss era residente a pochi km dalla sua città natale, Castelvetrano, a Campobello di Mazara in via Marsala 54. Di professione, si legge nella carta di identità, 'geometra'. È alto 1,78, calvo e con gli occhi castani. Segni particolari "nessuno". La tessera, cartacea, è stata emessa l'8 febbraio 2016 e scade il 23 ottobre del 2026.

Il magistrato Di Matteo: "Se lui collabora, lo Stato sia pronto ad affrontare la verità"

Arresto Messina Denaro, il magistrato Di Matteo: "Se lui collabora, lo Stato sia pronto ad affrontare la verità"

Favoreggiatore Messina Denaro è commerciante di olive

Commerciante di olive, agricoltore di mestiere, incensurato. È il profilo di Giovanni Luppino, l'uomo arrestato stamattina insieme al superlatitante Matteo Messina Denaro. È stato lui a portarlo in macchina presso la clinica privata di Palermo per le cure. Luppino è di Campobello di Mazara, paese vicino a Castelvetrano, città natale del boss. Da qualche tempo gestiva, insieme ai figli, un centro per l'ammasso delle olive cultivar Nocellara del Belìce proprio alla periferia di Campobello di Mazara. La sua funzione era quello di intermediario tra i produttori e i grossi acquirenti che, in zona, arrivano dalla Campania.

Rosy Bindi: "Non abbassare guardia su mafie"

 "Finisce la trentennale latitanza dell'ultimo esponente di rilievo della mafia stragista, protagonista di crimini efferati e depositario di importanti segreti sulle strategie eversive dei corleonesi, regista del cambio di passo di cosa nostra, tornata a inabissarsi per esercitare il suo potere criminale in modo meno cruento ma non meno pervasivo e devastante. L'arresto di Matteo Messina Derano è un successo storico nella lotta a Cosa Nostra, rafforzato dalla coincidenza con l'arresto trent'anni fa di Totò Riina. Ed è frutto di un incessante e raffinato lavoro investigativo della procura di Palermo. Come Bernardo Provenzano, anche il boss di Castelvetrano è stato catturato in una clinica privata di Palermo. Un dato che ci deve interrogare sulla vasta e significativa rete di connivenze e sostegni nel mondo delle professioni, delle imprese, della pubblica amministrazione su cui Matteo Messina Denaro ha potuto contare, non solamente per potersi curare in questi ultimi mesi ma per esercitare nella sua lunga latitanza il controllo del territorio e gestire da super latitante affari, ricchezze, relazioni. Lo straordinario risultato di oggi non ci deve far abbassare la guardia, le mafie restano un avversario potente, capace di condizionare pesantemente l'economia e la politica da Sud a Nord del Paese". Così in una nota Rosy Bindi, ex ministro e presidente della Commissione parlamentare antimafia tra il 2013 e il 2018, dal 2021 componente del gruppo di lavoro sulla scomunica delle mafie costituito in Vaticano.

Emiliano: "Gratitudine a carabinieri e Meloni"

 "L'Italia da oggi e' piu' forte. L'arresto di Messina Denaro mi commuove e scarica tutta la rabbia che ho accumulato in tanti anni". Lo ha scritto sui social il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, commentando l'arresto del boss di Cosa Nostra avvenuto oggi a Palermo. "Ho telefonato al comandante generale dell'arma dei carabinieri Teo Luzi e al presidente del Consiglio Giorgia Meloni - ha raccontato - per esprimere la gratitudine e l'orgoglio di tutti i pugliesi per questa cattura attesa da decenni. L'atroce morte dei martiri di tutte le mafie, in particolare oggi quella degli eroi siciliani, puo' trovare giustizia". E conclude: "Non fermiamoci. Fino alla vittoria. Viva la Sicilia, Viva l'Italia, Viva l'arma dei carabinieri".
 

 

La Russa a comandante Luzi: "Congratulazioni"

"Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha telefonato al comandante dell'arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Teo Luzi, a cui ha espresso le congratulazioni, sue personali e del Senato, per l'arresto avvenuto a Palermo del boss Matteo Messina Denaro. Dal presidente La Russa, parole di elogio e sincera gratitudine per l'operato delle Forze dell'ordine per questa importante operazione. Di eguale elogio erano state le parole già espresse anche a tutte le Forze di Polizia e alla magistratura". Lo si apprende da fonti della presidenza di Palazzo Madama.

Totò Schillaci: "Sembrava il Far West"

Arresto Messina Denaro, Totò Schillaci: "Ero appena arrivato in clinica, all'improvviso il Far West"

Morra: "Soddisfazione, ma ci si domanda come possibile latitanza così lunga"

"C'è certamente soddisfazione per l'arresto anche se abbiamo appreso essersi trattato di un'operazione estemporanea, altrettanto certamente ora ci dovremmo domandare come sia stata possibile una latitanza così lunga. Adesso dobbiamo evitare il ripetersi di errori effettuati in occasione dell'arresto di Riina".
E' quanto afferma all'Adnkronos Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare Antimafia della scorsa legislatura, commentando l'arresto del boss Matteo Messina Denaro, che era latitante da 30 anni.

 

 Meloni: "Prevenzione e contrasto criminalità priorità governo"

"La prevenzione e il contrasto della criminalità mafiosa, come attesta il fatto che il primo provvedimento dell'Esecutivo ha riguardato il regime penitenziario duro per i mafiosi, continueranno ad essere una priorità assoluta di questo Governo". Lo scrive su Telegram la premier Giorgia Meloni nel giorno dell'arresto di Matteo Messina Denaro. "Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia - scrive la presidente del Consiglio -. All'indomani dell'anniversario dell'arresto di Totò Riina, un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia". "I miei più vivi ringraziamenti, assieme a quelli di tutto il Governo, vanno alle forze di Polizia, e in particolare al Ros dei Carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo per la cattura dell'esponente più significativo della criminalità mafiosa", conclude.

Sequestrate tutte le cartelle cliniche del boss
 

I carabinieri hanno sequestrato tutte le cartelle cliniche relative al boss Matteo Messina Denaro alias Andrea Bonafede nella clinica "La Maddalena" a Palermo. Nelle cartelle, anche sotto forma di file, c'è tutto il percorso medico del paziente operato a Marsala prima per tumore al colon poi nella clinica palermitana per metastasi al fegato.

 

Don Ciotti, felici ma mafie non sono solo capi

"Abbiamo appena ricordato il trentesimo anniversario dell'arresto di Totò Riina, e oggi ci arriva la bella e confortante notizia dell'arresto, dopo trent'anni di latitanza, di Matteo Messina Denaro, una notizia di cui essere felici ed è giusto, anzi doveroso, il riconoscimento alle Forze di polizia e alla Procura, che per tanti anni, con sforzo e impegno incessanti, anche a costo di sacrifici, hanno inseguito il latitante". Lo sottolinea il presidente di Libera don Luigi Ciotti, che aggiunge: "Ciò che però un pò preoccupa è rivedere le stesse scene e reazioni di trent'anni fa: il clima di generale esultanza, l'unanime plauso dei politici, le congratulazioni e le dichiarazioni che parlano di "grande giorno", di "vittoria della legalità" e via dicendo. Non vorrei si ripetessero pure gli errori commessi in seguito alla cattura di Riina, e di Provenzano. Le mafie non sono riducibili ai loro "capi", non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema.
Sviluppo di cui proprio Matteo Messina Denaro è stato promotore e protagonista, traghettando Cosa Nostra dal modello militare e "stragista" di Riina a quello attuale, imprenditoriale e tecnologico capace di dominare attraverso la corruzione e il "cyber crime" riducendo al minimo l'uso delle armi".

Accademia Georgofili, arresto è grande soddisfazione

Sull'arresto di Matteo Messina Denaro, il presidente dell'Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini, commenta in una nota che "la notizia del latitante responsabile della 'vile barbarie' del 27 maggio 1993, è stata accolta con grandissima soddisfazione dai Georgofili, che da 30 anni attendevano di vedere assicurato alla giustizia chi ideò quel tragico attentato dinamitardo ad un simbolo della cultura nazionale, storicamente legato alla città di Firenze".

"In questo momento - prosegue il testo - il pensiero non può non andare immediatamente alle vittime innocenti cadute sotto le macerie della sede dell'Accademia e alle difficoltà che il nostro presidente onorario, professor Franco Scaramuzzi, dovette affrontare e superare per portare a termine la complessa opera di ricostruzione. Oggi, finalmente, possiamo rallegrarci dell'operazione che gli inquirenti e le forze dell'ordine hanno pervicacemente condotto e positivamente concluso: a tutti loro un sincero ringraziamento da parte dell'Accademia dei Georgofili".

Berlusconi, "L'arresto dimostra che lo Stato è più forte e la mafia non vincerà"

 "Un altro importante passo nella lotta contro la criminalità organizzata! L'arresto di Matteo Messina Denaro, dopo 30 anni di latitanza e di ricerca senza sosta da parte delle Forze dell'Ordine, dimostra ancora una volta che lo Stato è più forte e la mafia non vincerà". Lo scrive su Instagram il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. "Congratulazioni a tutti coloro che sono stati coinvolti nelle operazioni, alla Magistratura, e a chi ogni giorno, lontano dai riflettori, lavora per difenderci e assicurarci una giustizia giusta", aggiunge il Cav ricordando che "con i nostri governi abbiamo dato nuovo impulso alla lotta contro la criminalità organizzata, con regole più efficaci: continueremo questa battaglia fino alla vittoria definitiva contro chi uccide e calpesta la dignità umana, contro chi opprime intere aree del nostro a Mezzogiorno".

Messina Denaro: catturato "senza pentiti o soffiate anonime"

Il boss latitante Matteo Messina Denaro soffrirebbe del morbo di Chron, oltre ad una patologia tumorale. E da qui che parte l'indagine investigativa:  "senza pentiti o soffiate anonime" precisa il procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio de Lucia, conversando con i cronisti a palazzo di giustizia. Le informazioni vengono captate monitorando i parenti del boss latitante da 30 anni e arrestato oggi alla clinica La Maddalena di Palermo. I pm a quel punto incrociano i dati: cercano un uomo di 60 anni, siciliano, malato oncologico.
Si scopre che esiste un soggetto corrispondente - Andrea Bonafede - sottoposto a due interventi chirurgici: uno in piena emergenza covid in Sicilia e l'ultimo a maggio scorso, alla clinica La Maddalena. Il punto di svolta arriva incrociando i dati: nel giorno dell'intervento avvenuto Andrea Bonafede era a Campobello di Mazara.  In clinica sotto i ferri c'era qualcun altro. A questo punto - nel prosieguo delle indagini del Ros - viene fuori l'appuntamento fissato per oggi dove erano in programma prelievi e seduta di chemioterapia. "Abbiamo avuto solo il tempo di allertare il GIS - ha detto De Lucia - e non appena si e' avuta conferma dell'accettazione e' partito il blitz". (AGI)Pa8/Fab

 

 

Meloni, Italia determinata non ha gettato la spugna

"È una giornata epocale anche a livello internazionale? È il racconto di un'Italia che è importante anche a livello internazionale, perché conosciamo i risvolti che ha a livello internazionale. È il racconto di un'Italia determinata che non ha gettato la spugna, che è più forte, e questo è un messaggio straordinario anche per la credibilità e per la fierezza della nostra nazione". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo la visita alla Procura di Palermo nella giornata dell'arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

Meloni: "La mafia si può battere, 16 gennaio sia il giorno di chi la combatte"

Arresto Messina Denaro, Meloni: "La mafia si può battere, 16 gennaio sia il giorno di chi la combatte"

 Meloni, "Italia fiera dei magistrati e investigatori"

"Al procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e agli investigatori ho detto che l'Italia è fiera di loro e che sappiamo che questo grande risultato lo dobbiamo al loro, al lavoro quotidiano di grande dedizione che hanno condotto". Così il premier Giorgia Meloni parlando con i cronisti Palermo.

Fico, "Lotta alla mafia prosegua senza sosta"

"Dopo trent'anni di latitanza il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato. Un ringraziamento sentito ai magistrati e alle forze dell'ordine per il loro instancabile impegno. La lotta alla mafia deve proseguire senza sosta su tutti i fronti",  così l'ex presidente della Camera dei deputati e presidente del Comitato di garanzia del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico.

Meloni: "Non abbiamo sconfitto mafia, ma colpo duro"

 "Non abbiamo vinto la guerra, non abbiamo sconfitto la mafia ma questa battaglia era fondamentale: è un colpo duro per la criminalità organizzata". Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Meloni: "Proporrò oggi come giorno festa,mafia si può battere"

"Mi piace immaginare che questo possa essere il giorno nel quale viene celebrato il lavoro degli uomini e delle donne che hanno portato avanti la guerra contro la mafia. Ed è una proposta che farò". Così la premier Giorgia Meloni ai cronisti parlando dell'arresto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro.

Meloni: "Ora esca fuori se qualcuno ha aiutato Messina Denaro"

"Questo è ovviamente oggetto dell'attività degli inquirenti, però se alla fine è stato trovato vuol dire che c'era uno Stato che continuava a lavorare". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo la visita alla Procura di Palermo, rispondendo a chi domandava dei trent'anni necessari per l'arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro. "Poi - ha aggiunto - adesso spero che qualcosa di più possa uscire anche su chi ha eventualmente collaborato con una persona con la quale chi è perbene non collabora".

Renzi: "Giornata di festa per tutto il Paese"

"L'arresto di Matteo Messina Denaro è una notizia bellissima, è un risultato storico. Questa è una giornata di festa per tutto il Paese. Complimenti a chi ci ha lavorato a cominciare da inquirenti e forze dell'ordine. Oggi un giorno di felicità. Bravi tutti. Viva l'Italia". Lo scrive su Twitter il leader di Iv, Matteo Renzi.

Ferro: "Straordinaria vittoria dello Stato"
 

"È una straordinaria vittoria dello Stato. Con la cattura di Matteo Messina Denaro da parte dei carabinieri del Ros oggi si è scritta una pagina di storia nella lotta alla mafia. Latitante da venti anni, condannato all'ergastolo per decine di omicidi, tra i quali quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, per le stragi del '92 e gli attentati del '93, Messina Denaro era l'ultimo boss mafioso di prima grandezza ancora ricercato.  Congratulazioni all'Arma dei Carabinieri e ai magistrati della Procura di Palermo che hanno coordinato le indagini, a tutti i servitori dello Stato che hanno lavorato a questo risultato, a tutti i cittadini che hanno sempre avuto fiducia nelle istituzioni". È quanto afferma il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro.

Meloni: "Italia fiera, avanti insieme in battaglia contro mafia"

"Ho detto al procuratore capo e agli investigatori e ai carabinieri, ai Ros alla polizia che l'Italia è fiera di loro: sappiamo che dobbiamo a loro questo grande risultato al lavoro quotidiano di grande determinazione che hanno condotto. Possono contare sui provvedimenti del governo per il necessario per portare avanti questa battaglia insieme". Così Giorgia Meloni.

Meloni: "Giorno di festa per il Paese"

"È un giorno di festa per il Paese. Per i familiari delle vittime, per quanti combattono la mafia. Anche per me". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Palazzo di giustizia di Palermo, dopo avere incontrato il procuratore De Lucia per complimentarsi della cattura di Messina Denaro.

Lo Voi: "Dopo arresto terremoto in Cosa Nostra"

"Un terremoto per Cosa Nostra". Così il procuratore di Roma Francesco Lo Voi commenta l'arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro. "Ribadito che non ci sono elementi per dire che fosse il capo, Cosa Nostra resta priva di un importantissimo punto di riferimento non solo a Trapani ed Agrigento ma anche a Palermo". Per il magistrato, che in passato ha dato la caccia al boss come procuratore di Palermo e prima ancora da sostituto, dopo il blitz di oggi "ci sarà un'esigenza di riorganizzazione, un momento di sbandamento che la magistratura dovrà sfruttare", aggiunge.

Landini: "Grazie a magistratura e forze ordine"

"A nome della Cgil, voglio ringraziare la Magistratura e le forze dell'ordine, per il fondamentale lavoro svolto per la cattura di Matteo Messina Denaro, latitante da più trent'anni. Una professionalità, la loro, che andrebbe valorizzata a partire da un adeguato incremento degli organici". È quanto afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commentando l'arresto a Palermo del boss mafioso.

 

 Il 19 gennaio udienza per stragi 1992

Sarà il prossimo 19 gennaio nell'aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta il primo appuntamento processuale di Matteo Messina Denaro, imputato nel processo d'appello perchè ritenuto uno dei mandanti delle stragi di Capaci e via d'Amelio del 1992 in cui morirono i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti di scorta. L'udienza, se confermata, sarà dedicata alla difesa, rappresentata in aula dall'avvocato Salvatore Baglio. A febbraio la Corte d'Assise d'Appello aveva previsto un'udienza per le controrepliche. Poi la corte stabilirà il giorno della sentenza. Al termine della requisitoria, a ottobre scorso, la procura generale aveva chiesto la conferma dell'ergastolo, comminato in primo grado. "Matteo Messina Denaro era il centro di irraggiamento di tutte le vicende criminali", ha detto il procuratore generale facente funzioni, Antonino Patti, durante la requisitoria.

L'ultima foto di Messina Denaro

Tutti i volti di Messina Denaro

Avvocato famiglia Di Matteo: "Sarà giudicato da Dio e degli uomini"

"Nulla potrà restituire in vita Giuseppe o compensare in qualunque modo la sua scomparsa ma di certo tutti coloro che hanno preso parte a questo efferato delitto, oltre a doverne rispondere davanti alla giustizia divina, ora dovranno farlo anche davanti a quella umana". Lo dice, dopo la cattura di Messina Denaro, l'avvocato Monica Genovese, legale della famiglia del piccolo Giuseppe Di Matteo, il bambino figlio di un pentito sciolto nell'acido. "Uno straordinario successo della procura di Palermo, ennesima tappa del percorso per assicurare alla giustizia tutti coloro che hanno avuto un ruolo nel più grave delitto della mafia".

Meloni in raccoglimento a stele di Capaci

"Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano hanno osservato un minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani". Lo comunica una nota di Palazzo Chigi nel giorno dell'arresto del boss Matteo Messina Denaro. Oggi, alle 17, presso il Comando Legione Carabinieri "Sicilia" di Palermo, è prevista una conferenza stampa sulla cattura del boss, come riferisce il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

Vertice in Procura con Meloni e capi uffici distretto
 

La premier Giorgia Meloni è stata accolta dal procuratore Maurizio de Lucia. Nella stanza del capo dei pm è in corso una riunione alla quale partecipano anche l'aggiunto Paolo Guido, che ha coordinato le indagini sulla cattura del latitante Messina Denaro, la procuratrice generale Lia Sava e il presidente della corte d'appello Matteo Frasca.

 

Di Matteo: "Vittoria dello Stato, ma la partita non è chiusa"

"È una bella notizia, ma la vittoria dello Stato sarà completa quando si chiarirà definitivamente il ruolo di Matteo Messina Denaro nella vicenda delle stragi del '92 e del '93 soprattutto con riferimento a possibili sue conoscenze in merito a responsabilità esterne a Cosa Nostra e quando si chiarirà come un latitante, che poi è stato catturato a Palermo dove si curava da almeno un anno, sia riuscito a sfuggire alle ricerche di magistrati e investigatori per 30 anni". Lo dice il magistrato antimafia Nino Di Matteo. "Quando si realizzeranno queste due condizioni - aggiunge - si potrà parlare di grande vittoria dello Stato. Oggi è certamente un momento importante del quale dobbiamo ringraziare i magistrati e i carabinieri che hanno operato ma sarebbe un errore imperdonabile considerare chiusa la partita e pensare che con oggi la lotta a Cosa Nostra possa considerarsi definitivamente vinta".

 

Meloni giunta al Palazzo giustizia di Palermo

Arrivata al palazzo di giustizia di Palermo la premier Giorgia Meloni per complimentarsi con la procura e i carabinieri per la cattura di Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza.

(ansa)

Salvatore Borsellino: "Non vorrei contropartita abolire ergastolo ostativo"

"Da un lato c'è la soddisfazione per un criminale finalmente assicurato alla giustizia, dall'altro l'amarezza per il fatto che ci siano voluti, come per Riina voluti, 30 anni di latitanza prima di catturarlo. Questo aspetto mi fa perdere il gusto di questa gioia". Lo dice  Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice antimafia ucciso da Cosa nostra nella strage di via D'Amelio. Matteo Messina Denaro è stato arrestato a Palermo in un clinica dove si era recato per sottoporsi ad alcune terapie. "Questo dimostra che ha continuato a insistere sul territorio, dal quale questi mafiosi non si allontanano mai", dice ancora il fondatore del movimento delle Agende rosse. Per Borsellino c'è poi un altro aspetto. "Il sospetto che questa cattura non sia ancora una volta frutto di un baratto con la criminalità organizzata. Non vorrei che a fronte di questo arresto ci sia la liberazione dall'ergastolo ostativo di personaggi come i Graviano. Mi aspetto di non vedere pagato nel prossimo futuro il prezzo di questa cattura. Non vorrei che la contropartita dell'arresto di Messina Denaro fosse l'abolizione dell'ergastolo ostativo".

Bonaccini: "Lo Stato c'è"

"Arrestato Matteo Messina Denaro, a 30 anni esatti dalla cattura di Riina. Una grande notizia per il Paese. Complimenti alla Procura di Palermo, agli inquirenti e alle forze dell'ordine. La dimostrazione che lo Stato c'è e che la lotta alle mafie deve essere in cima alle priorità". Lo scrive sui social il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, candidato alla guida del Pd.

Lirio Abbate: "Se Matteo Messina Denaro parlasse rivoluzionerebbe la storia di questo Paese"

Lirio Abbate: "Se Matteo Messina Denaro parlasse rivoluzionerebbe la storia di questo Paese"

Fratoianni: "Straordinario risultato"

"Bisogna istituire al più presto la commissione bicamerale antimafia. Sono passati ormai oltre tre mesi dall'insediamento delle camere ed è il momento che il Parlamento approvi la nuova commissione bicamerale antimafia". Così il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni e parlamentare dell'Alleanza Verdi sinistra, a margine di un evento a Milano.

 

Locatelli: "Testimonianza di uno Stato che vince"
 

"Arrestato Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza. Grazie all'Arma dei Carabinieri che oggi ha eseguito l'arresto e grazie alle donne e agli uomini di tutte le forze dell'ordine che in questi anni hanno lavorato senza sosta, con sacrifici personali e spesso mettendo a rischio la propria vita per raggiungere tutti insieme questo obiettivo. Il risultato di oggi é la testimonianza di uno Stato che Vince, che non si arrende, e che proseguirà sempre la lotta contro le mafie per il diritto di tutti i cittadini di sentirsi liberi e sicuri nel proprio Paese". Lo afferma il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli in un post su Facebook.

Nordio: "Chiusa stagione più drammatica della Repubblica"
 

"Oggi con l'arresto di Matteo Messina Denaro si chiude davvero una delle più drammatiche stagioni della storia della Repubblica. Con laácattura dell'ultimo super latitante, si rinnova altresì l'impegno quotidiano nella lotta ad ogni mafia e ad ogni forma di criminalità. Ho voluto subito congratularmi al telefono con il Procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, con il Comandante dei carabinieri Gen. Teo Luzi e con il collega ministro dell'interno, Matteo Piantedosi per questo risultato che è il compimento del lungo e prezioso impegno di tanti magistrati e tanti agenti delle forze dell'ordine: con loro è proseguito il lavoro diá Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tutti i servitori dello Stato, che hanno pagato anche con la vita la difesa dei valori democratici". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, commenta la notizia della cattura del super boss di mafia Matteo Messina Denaro.

Schlein: "Giornata storica, ma non dimentichiamo chi aspetta verità"
 

 "Oggi è una giornata storica per chi fa della lotta alle mafie e alla criminalità organizzata una scelta di fondo del suo impegno civile e politico. Ma non dimentichiamo che in Italia migliaia di famigliari di vittime della violenza mafiosa aspettano ancora verità, auspico che questo straordinario risultato reso possibile dal lavoro caparbio di magistratura e ROS, possa servire anche a questo oltre ad assicurare alla giustizia un latitante già condannato in via definitiva per fatti orrendi come l'assassinio del piccolo Di Matteo." Lo afferma la candidata alla segreteria del Pd Elly Schlein.

Sgarbi: "L'arresto di Messina Denaro dimostra che lo Stato c'è"

"Sono contento per quei cittadini che per anni hanno dovuto subire, ingiustamente, l'onta di vivere 'nella provincia di Matteo Messina Denaro', avendo accomunato le azioni criminali di un singolo a un interno territorio, spesso in una ossessiva, in suo nome, caccia alle streghe che ha travolto persone oneste ingiustamente trascinate nella diffamazione di inchieste a strascico senza uno straccio di prova". Così Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura, commenta sui social l'arresto di Matteo Messina Denaro. "Il suo arresto dimostra che lo Stato c'è.  E il fatto che ad assicurarlo alla patrie galere siano stati i carabinieri del Ros è per loro il più gratificante risarcimento dopo anni di ingiuste accuse", sottolinea Sgarbi.

De Lucia: "Risultato importantissimo"

"L'arresto di Matteo Messina Denaro è senza dubbio un risultato importantissimo, frutto di lunghe e difficili indagini. Fondamentale è stata la professionalità e la dedizione dell'Arma dei carabinieri e, in generale, di tutte le forze dell'ordine che in questi anni non hanno mai cessato di cercare l'ultimo boss stragista ancora libero". Lo ha detto all'ANSA il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia.

Bonelli: "Bellissima notizia"

"L'arresto di Matteo Messina Denaro, dopo 30 anni di latitanza, è una bellissima notizia: una vittoria per lo stato e della legalità. Ora ci può essere giustizia per le vittime. Per questo risultato, vanno ringraziati i carabinieri del Ros. E la procura di Palermo che in questi anni hanno proseguito le indagini fino ad arrivare a questo giorno". Così, in una nota, Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi sinistra.

 

Casini: "Complimenti a forze dell'ordine, bel giorno per lo Stato"

"Complimenti alle Forze dell'ordine e al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per l'arresto di Matteo Messina Denaro. Finalmente! È un bel giorno per lo Stato". Lo scrive Pier Ferdinando Casini su Twitter.

 

L'arresto, breaking news in tutto il mondo

 

Fa il giro del mondo come breaking news l'arresto di Matteo Messina Denaro. Dal Guardian alla Bbc, dalla Cnn, dal Pais a Le Monde, passando per al Jazeera, i siti internazionali ne danno ampio risalto ed in molti casi le dedicano l'apertura. Tutti sottolineano che Messina Denaro era "il boss mafioso più ricercato d'Italia e che è stato arrestato dopo 30 anni di latitanza".

Calderoli: "È vittoria dello Stato"
 

"Grazie a tutti gli uomini delle nostre istituzioni, delle forze dell'ordine e della magistratura che hanno lavorato incessantemente in questi anni per braccare il super latitante Matteo Messina Denaro, finalmente arrestato. Questa è una vittoria dello Stato e un segnale importante verso la criminalità organizzata, che oggi subisce un duro colpo". Così il ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli commenta l'arresto del numero uno di Cosa Nostra.

Toti: "Lo Stato alla fine vince"

 

 "Lo Stato alla fine vince sempre. E oggi festeggiamo una grande vittoria per il nostro Paese: l'arresto del superboss Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza. Complimenti agli inquirenti e alle forze dell'ordine che hanno raggiunto questo risultato storico". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta via Fb l'annunciato arresto del boss mafioso a Palermo. "Falcone diceva: "la mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine". Oggi questa fine è più vicina".

 

Vittime Georgofili: "Ora passi avanti per verità"

 L'Associazione delle Vittima della strage di via dei Georgofili a Firenze "esprime la propria soddisfazione e il proprio plauso alle forze dell'ordine augurandosi nuovi passi avanti nella ricerca della piena verità" dopo l'arresto di Messina Denaro. L'Associazione, in una nota, "si augura, proprio nell'anno che vedrà il ricordo e la commemorazione del trentennale della Strage di Via dei Georgofili del 27 maggio 1993, che l'autorità giudiziaria faccia un ulteriore passo in avanti nell'accertamento penale dei mandanti e dei concorrenti morali delle stragi eversive" di quegli anni. "Sono evidentemente venute meno le coperture di cui godeva ormai da 30 anni il superlatitante mafioso Matteo Messina Denaro, condannato all'ergastolo anche per l'omicidio dei nostri familiari - commenta il presidente dell'Associazione Luigi Dainelli - e questo ci lascia ben sperare che a questo punto possano emergere nuove informazioni utili per arrivare alla piena Verità e Giustizia sulla Strage di Firenze".

Conferenza stampa alle 17 di Ros e Dda
 

La procura di Palermo e i Ros hanno convocato una conferenza stampa per le ore 17 nella caserma della Legione Carabinieri Sicilia per illustrare tutti i dettagli dell'arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro.

 

Gli ultimi attimi della cattura di Messina Denaro

La certezza è arrivata tre giorni fa. I magistrati, che da tempo seguivano la pista, hanno dato il via libera per il blitz, I carabinieri del Gis erano già alla clinica Maddalena dove, da un anno, Messina Denaro si sottoponeva alla chemioterapia. Il boss, che aveva in programma dopo l'accettazione fatta con un documento falso, prelievi, la visita e la cura, era all'ingresso. La clinica intanto è stata circondata dai militari col volto coperto davanti a decine di pazienti. Un carabiniere si è avvicinato al padrino e gli ha chiesto come si chiamasse.

 Cucchi: "Giorno storico, ora non abbassare guardia"

"Oggi è una giornata storica. Lo Stato è più forte della mafia. Con l'arresto di Matteo Messina Denaro si chiude una delle stagioni più buie del nostro Paese culminate con le stragi di mafia del 1992-93. Un vero e proprio colpo alla criminalità organizzata e una vittoria per lo Stato, i siciliani e tutti gli italiani. Ora non abbassare la guardia ma continuare a combattere la mafia su tutti i fronti da quello repressivo, a quello dei rapporti con la politica e gli affari, fino all'antimafia sociale. Un ringraziamento ai Ros e alla magistratura per il lavoro svolto con tenacia negli anni". Lo afferma la senatrice dell'Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi, vicepresidente della commissione giustizia di Palazzo Madama.

L'uscita dalla caserma senza manette del boss a Palermo

Senza manette, volto coperto a metà, occhiali da sole, un giubbotto di montone e sguardo verso terra, portato a braccetto da un carabiniere donna alla sua destra e un carabiniere uomo alla sua sinistra. Così il boss mafioso Matteo Messina Denaro, arrestato stamattina a Palermo dopo 30 anni di latitanza, è stato accompagnato fuori dalla caserma San Lorenzo del comando dei carabinieri di Palermo ed è salito in auto. Ora sarà portato in un carcere di massima sicurezza fuori dalla Sicilia.

 

Sulla clinica Maddalena compare l'arcobaleno

Capo polizia, vittoria per tutte le forze dell'ordine
 

Il capo della Polizia - direttore generale della Pubblica Sicurezza Lamberto Giannini esprime "le sue congratulazioni all'Arma dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Palermo per lo storico arresto di Matteo Messina Denaro. Una vittoria per tutte le Forze dell'Ordine che in questi lunghi anni hanno collaborato per assicurare alla giustizia il pericoloso latitante". Così la polizia di Stato in un tweet.

Messina Denaro operato un anno fa

 Il boss Messina Denaro un anno fa era stato operato alla clinica Maddalena e da allora stava facendo delle terapie in day hospital nella clinica privata, una delle più note di Palermo. Nel documento falso esibito ai sanitari c'era scritto il nome di Andrea Bonafede.

Crosetto: "Grande giorno per tutti gli italiani"

"È un grande giorno per lo Stato e per tutti gli italiani". Ad affermarlo è il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "L'arresto del super latitante Mattia Messina Denaro - sottolinea il ministro - è un colpo durissimo per la mafia e la criminalità organizzata. Mi congratulo con i Carabinieri e in particolare con il Ros, il Raggruppamento operativo speciale. Complimenti a tutte le forze dell'ordine e alla magistratura, dalla procura di Palermo alla procura nazionale antimafia, che in questi anni hanno lavorato in silenzio ma incessantemente per ottenere questo importante risultato che simbolicamente arriva all'indomani dell'anniversario della cattura del capo dei capi Toto" Riina. Alle migliaia di persone che ogni giorno, in silenzio, operano a tutela della legalità e a difesa della giustizia va il grazie di tutti gli italiani - conclude il ministro - Questa è la vittoria delle istituzioni e dei cittadini onesti. La lotta alla mafia non avrà tregua".

Insieme a Messina Denaro arrestato favoreggiatore

Insieme a Matteo Messina è stato arrestato anche Giovanni Luppino, di Campobello di Mazara (Tp), accusato di favoreggiamento. Avrebbe accompagnato il boss alla clinica per le terapie.

Santanchè: "Bellissima notizia per l'Italia"

 "Oggi l'Italia si è svegliata con una bellissima notizia, l'arresto di Messina Denaro è una grande vittoria dello Stato e dell'Italia che non si arrende mai.
Grazie alle Forze dell'ordine e tutti coloro che hanno garantito questo importante risultato": lo scrive il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, su Twitter.

Le prime parole del boss: "Sono Messina Denaro"

"Sono Matteo Messina Denaro". Sono state queste le prima parole del boss arrestato oggi nel corso di un blitz coordinato dalla Procura di Palermo e dal Ros. "Come ti chiami?", gli hanno chiesto i carabinieri. "Sono Matteo Messina Denaro". Il capomafia avrebbe cercato di allontanarsi alla vista dei carabinieri. Un tentativo di pochi istanti fermato dai carabinieri.

Conte: "La mafia non deve e non può vincere"

"Complimenti ai magistrati e alle forze dell'ordine per l'arresto di Matteo Messina Denaro. La mafia non deve vincere, la mafia non può vincere. Lo Stato non deve abbassare le difese nè ora nè mai". Lo scrive su Twitter Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle.

Gualtieri: "Stato più forte della mafia"
 

"Dopo 30 anni di latitanza, catturato il boss Matteo Messina Denaro. Un colpo durissimo a Cosa Nostra. Grazie davvero ai Carabinieri e ai magistrati impegnati in questa straordinaria operazione. Lo Stato è più forte della mafia, e vince sempre!". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

 

Zaia: "Arresto Denaro forte segnale legalità e speranza"
 

"L'arresto di Matteo Messina Denaro non è solo un forte segnale di legalità, ma anche di speranza per il futuro del Paese". Lo dice il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando il blitz che ha portato all'arresto del pluriricercato in una clinica di Palermo.
"Ringrazio la Direzione Nazionale Antimafia, gli inquirenti, i Carabinieri e le Forze dell'Ordine nazionali e siciliane - aggiunge Zaia - che hanno lavorato con grande efficacia". "Questo arresto - conclude - dimostra come la fiducia nelle Istituzioni venga sempre premiata".

Carfagna: "Assolta promessa di giustizia dello Stato"
 

"L'arresto di Matteo Messina Denaro assolve alla promessa di giustizia che lo Stato ha fatto alle troppe vittime dell'orrore mafioso, ai magistrati coraggiosi, ai poliziotti, ai carabinieri, ai cittadini che non si sono piegati". Così Mara Carfagna, presidente di Azione, che aggiunge: "È una vittoria della legalità che l'Italia attendeva da trent'anni: grazie a tutti coloro che non si sono stancati di indagare e cercare. E ora tocca a noi tutti far sì che la piaga della mafia sia bonificata fino in fondo, dai boss famosi fino all'ultimo dei loro sottoposti e fiancheggiatori. Riaccendiamo un faro sui traffici mafiosi, che hanno cambiato metodi ma costituiscono tuttora una minaccia costante per l'Italia onesta e per la sua crescita", conclude Carfagna.

Maria Falcone: "Grande vittoria per l'Italia"
 

"L'arresto di Matteo Messina Denaro, l'ultimo ancora libero dei capi criminali responsabili delle stragi del '92-'93, è una grande vittoria per tutta l'Italia". Lo afferma la professoressa Maria Falcone, presidente della Fondazione dedicata al fratello Giovanni. "La gratitudine di tutti noi cittadini - prosegue Maria Falcone - va alla procura di Palermo e ai Ros per questo importantissimo successo. È la riprova che i mafiosi, a dispetto dei loro deliri di onnipotenza, alla fine sono destinati alla sconfitta nel conflitto con lo Stato democratico". "Oggi - conclude - è una bellissima giornata per il nostro Paese".

 

Urso: "Arresto Denaro successo da dedicare a vittime"
 

"L'arresto di Matteo Messina Denaro, 30 anni dopo l'arresto di Totò Riina, è una nuova significativa vittoria dello Stato nella lotta alla mafia. Un successo da dedicare alla memoria delle vittime che con il loro sacrificio hanno consentito di raggiungere questo grande traguardo". Lo scrive il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sui social.

 Boss portato all'aeroporto Boccadifalco

Il boss Matteo Messina Denaro è stato trasferito dalla caserma San Lorenzo ed è diretto all'aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. La stessa cosa accadde al boss Totò Riina, arrestato il 15 gennaio di 30 anni fa.

Meloni oggi a Palermo, incontra pm e carabinieri Ros

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende, questa mattina sarà a Palermo. Incontrerà il procuratore distrettuale di Palermo, Maurizio de Lucia, i magistrati che hanno coordinato le indagini e i carabinieri del Ros che hanno eseguito l'arresto di Matteo Messina Denaro.

Denaro: "Alle 17 conferenza stampa pm e Ros"

I particolari sull'arresto del boss Matteo Messina Denaro verranno forniti in una conferenza stampa della Procura di Palermo e del Ros dell'Arma nella caserma della Legione dei carabinieri di Palermo.

Martella: "Oggi bella giornata per la Repubblica"
 

"Vittoria dello Stato. L'arresto di Matteo Messina Denaro dopo 30 anni mette fine alla sua latitanza. Gratitudine e riconoscenza va a chi ha consentito questo risultato e sappiamo che questa battaglia contro la mafia, che vinceremo, non è ancora, purtroppo, finita. Oggi però è una bella giornata per la nostra Repubblica". Lo afferma il senatore Andrea Martella, segretario del Partito Democratico del Veneto.

L'arresto ripreso dall'alto

Messina Denaro, il momento dell'arresto ripreso dall'alto

Caselli: "Ora possibili sviluppi su stragi mafia"
 

 L'arresto di Matteo Messina Denaro è un evento di portata eccezionale, semplicemente storico che arriva trent'anni dopo l'arresto di Riina e anche dopo gli arresti di Brusca, Bagarella, Provenzano e tantissimi altri". Così Gian Carlo Caselli, contattato da LaPresse, aggiunge: "Onore ai carabinieri del Ros e alla Procura di Palermo che hanno fatto questo colpo che porta in carcere un latitante talmente importante per Cosa nostra da esser chiamato dai suoi complici 'Madre Natura' e che ebbe certamente un ruolo nelle stragi del 93 - prosegue il magistrato che nella sua lunga carriera è stato, tra l'altro, a capo delle procure di Palermo e Torino - E' un arresto fondamentale anche per gli sviluppi possibili che potrebbero esserci".

Rocca: "Arresto vittoria importante contro mafia"

"Dopo 30 anni di latitanza l'arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro è una vittoria importante per la lotta alla mafia nel nostro Paese, ottenuta grazie al grande lavoro dei carabinieri. Negli anni '90 ho vissuto sotto scorta per sei anni come avvocato, perché difesi alcuni collaboratori di giustizia. So bene quanto sia duro scardinare quella cultura dell'omertà e della morte che strangola e umilia la società civile e distrugge l'economia". Così Francesco Rocca, candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione Lazio.

 

Lollobrigida: "Pagina storica"
 

"Con l'arresto di Matteo Messina Denaro lo Stato scrive una pagina storica della lotta alla mafia". Lo dichiara in una nota il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. "Il più sentito ringraziamento - aggiunge - ai carabinieri del Ros, del Gis e dei comandi territoriali della Legione Carabinieri Sicilia nell'ambito delle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Palermo. Un plauso riconoscente anche al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro della Difesa Guido Crosetto e a tutti gli uomini e le donne che ogni giorno rischiano la vita per combattere la criminalità organizzata".

Cisl: grande successo per lo Stato
 

 "L'arresto di Matteo Messina Denaro è un grande successo per lo Stato". Lo afferma il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra su twitter.
   "Complimenti alle forze dell'ordine e agli inquirenti - osserva Sbarra - la lotta alla mafia resta una priorità per tutto il Paese perché senza legalità non c'è libertà, lavoro, crescita sociale, economica, culturale".

Ciriani: "Stato e giustizia più forti di mafia"

"Lo Stato e la giustizia sono più forti della criminalità organizzata. Con l'arresto di Matteo Messina Denaro viene inferto un colpo decisivo alla mafia. Ringraziamo i Ros dei Carabinieri, tutte le forze di polizia e le Procure che hanno lavorato per raggiungere questo storico risultato. Il governo è profondamente impegnato nella lotta a tutte le mafie e su questa battaglia non arretrerà di un millimetro". Lo dichiara Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Sindaco Corleone: "Ora cittadini più liberi"

 Il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, la giunta, il presidente del Consiglio comunale Pio Siragusa, i consiglieri comunali esprimono in una nota "grande soddisfazione per la brillante operazione del Ros dei carabinieri che ha portato all'arresto di Matteo Messina Denaro". "L'operazione condotta dall'Arma - dice il sindaco - segna una nuova importantissima vittoria dello Stato che, esattamente 30 anni dopo l'arresto di Salvatore Riina, dimostra ancora una volta la sua azione costante e pervasiva per liberare il Paese da ogni forma di criminalità organizzata e renderci cittadini più liberi".

Cappello, occhiali scuri e ingrassato, così Denaro all'arresto

 

Cappellino, cappotto di montone da uomo e occhiali da vista scuri. È così che si presentava Matteo Messina Denaro al momento dell'arresto. L'uomo, visibilmente ingrassato rispetto alle ultime foto conosciute su di lui che risalgono a diversi anni fa, tenuto sotto braccio dai carabinieri ha attraversato a piedi in manette per alcune centinaia di metri il viale della clinica dopo l'arresto arrivando in strada, prima di essere portato via su un mezzo dei carabinieri del Ros.

Casellati: "L'Italia può credere in un futuro senza mafia"
 

"Oggi lo Stato ha vinto una battaglia importantissima. I carabinieri del Ros hanno arrestato il boss mafioso Matteo Messina Denato, da 30 anni latitante. Grazie all'Arma e ai magistrati che consentono all'Italia di credere in un futuro senza mafia". Lo ha detto il ministro delle Riforme Elisabetta Alberti Casellati.

Serracchiani (Pd): "Oggi pagina fondamentale nella lotta"

"Con la cattura del boss Matteo Messina Denaro, latitante da decenni, viene scritta oggi  una pagina  fondamentale nella lotta alla mafia". Lo afferma Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. "Un giorno davvero importante per la giustizia di cui occorre essere grati agli inquirenti, alle forze dell'ordine e a tutti coloro che hanno consentito questo risultato", conclude.

Fonti clinica: sottoposto a cure per tumore

Secondo quanto si è appreso in ambienti della clinica La Maddalena di Palermo, Matteo Messina Denaro, soffriva di tumore al colon e aveva metastasi epatiche per cui si sottoponeva a cicli periodici di trattamenti chemioterapici: il cognome che avrebbe utilizzato è quello di Bonafede.

Fontana: "Oggi hanno vinto lo Stato e la legalità"

 "Desidero esprimere i sentimenti della più viva soddisfazione per la cattura di Matteo Messina Denaro e rivolgere a tutte le istituzioni e all'Arma dei Carabinieri la più sentita riconoscenza per questo risultato straordinario". Lo afferma il presidente della Camera Lorenzo Fontana.

 

Toti: "Arresto Messina Denaro grande vittoria Paese"
 

"Lo Stato alla fine vince sempre. E oggi festeggiamo una grande vittoria per il nostro Paese: l'arresto del superboss Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza. Complimenti agli inquirenti e alle forze dell'ordine che hanno raggiunto questo risultato storico". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta via fb l'annunciato arresto del boss mafioso a Palermo. "Paolo Borsellino diceva: "la mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una finè. Oggi questa fine è più vicina".

Leoluca Orlando: "Bellissima notizia"

"L'arresto di Matteo Messina Denaro dopo decenni di latitanza è una bellissima notizia. È un'affermazione della legalità ed è finalmente una risposta dello Stato ad una organizzazione mafiosa militare che ha condizionato la vita della nostra Regione e dell'Italia e cade proprio 30 anni dopo l'arresto di Totò Riina nel gennaio '93. Un apprezzamento a Magistratura e forze dell'ordine che hanno condotto queste battaglia instancabilmente. In questo momento il ricordo va alle tante vittime della strage mafiosa che ha insanguinato Palermo e l'intera Sicilia nei decenni". Così in una nota l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Musumeci: "Giornata di riscatto per la Sicilia"

 "Vince lo Stato! È una giornata meravigliosa per l'Italia. È una giornata di riscatto per la Sicilia. A trent'anni dall'arresto di Riina. Complimenti ai carabinieri dei Ros che non si sono mai fermati per assicurare alla giustizia questo pericoloso latitante". Lo dichiara il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, dopo l'arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

 

Pazienti clinica a Ros: 'Bravi!'

 "Bravi, bravi!". Urla di incoraggiamento e applausi nei confronti dei carabinieri del Ros, da parte di decine di pazienti e loro familiari, hanno accompagnato l'arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro avvenuto questa mattina nella clinica privata "La Maddalena" di Palermo. Il boss sta per essere trasferito dai carabinieri in una caserma.

Palermo, Messina Denaro portato via dai carabinieri fra gli applausi dei palermitani

Metsola: "Il mondo è un po' più sicuro oggi"

"Il mondo è un pò più sicuro oggi". Lo ha scritto in un tweet la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, condividendo il tweet del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sull'arresto del boss della mafia, Matteo Messina Denaro.

La Russa: "Arresto Messina Denaro bellissima notizia per Italia"

"Desidero rivolgere il mio sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito all'arresto di Matteo Messina Denaro, la cui cattura è una notizia bellissima per la nostra Nazione. All'indomani dell'anniversario dell'arresto del Capo dei capi Totò Riina, magistratura e forze dell'ordine hanno inferto oggi un altro colpo durissimo alla criminalità organizzata. Bene così, la lotta alla Mafia non conosca tregua". Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

 

Schifani: "Grande giorno per Sicilia e Italia"
 

"Oggi è un grande giorno per la Sicilia e per l'Italia intera, l'arresto di Matteo Messina Denaro è un colpo durissimo inflitto alla mafia. Tutti devono sapere che in questa Terra non ci possono essere spazi né di illegalità né d'impunità". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani in merito all'arresto del presunto capo di cosa nostra avvenuto questa mattina. "Esprimo a nome mio e della giunta - aggiunge il governatore siciliano - un sincero ringraziamento alle forze dell'ordine e alla magistratura . È la conferma che lo Stato c'è e che prima o poi tutti i mafiosi vengono assicurati alla giustizia. Oggi tutti i siciliani onesti devono festeggiare, da domani sarà opportuna una riflessione per capire come sia stato possibile che uno dei mafiosi più pericolosi sia rimasto in circolazione per più di trent'anni", conclude Schifani.

 

Mattarella a Piantedosi e Cc: congratulazioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato questa mattina al ministro dell'Interno e al Comandante dell'Arma dei Carabinieri per esprimere le sue congratulazioni per l'arresto di Matteo Messina Denaro, realizzato in stretto raccordo con la magistratura.

Meloni: "Lotta alla mafia proseguirà senza tregua"

"I miei più vivi ringraziamenti, assieme a quelli di tutto il governo, vanno alle forze di polizia, e in particolare al Ros dei Carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo per la cattura dell'esponente più significativo della criminalità mafiosa".
Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta la notizia dell'arresto di Messina Denaro. "Il governo - prosegue il presidente Meloni - assicura che la lotta alla criminalità mafiosa proseguirà senza tregua, come dimostra il fatto che il primo provvedimento di questo esecutivo - la difesa del carcere ostativo -  ha riguardato proprio questa materia"

Mafia: arresto Messina Denaro, applausi fuori dalla clinica

Alle 9,35, il boss Matteo Messina Denaro è stato portato via in un furgone dalla clinica Maddalena di Palermo dai militari del Ros. Il furgone nero è stato scortato da alcune gazzelle carabinieri fra gli applausi dei palermitani arrivati. L'ultimo dei corleonesi è stato catturato nel giorno del trentesimo anniversario dell'arresto del Capo dei capi Totò Riina.

Letta: "Giorno storico, la mafia alla fine perde sempre"

"Complimenti alle forze dell'ordine, alla magistratura e a tutti coloro che hanno reso possibile la cattura di Matteo Messina Denaro. La mafia alla fine perde sempre. Un messaggio fondamentale di questo storico 16 gennaio". Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.

Comandante ros: Messina Denaro in clinca per terapie

Il superlatitante Matteo Messina Denaro è stato arrestato "all'interno di una struttura sanitaria, dove si era recato per sottoporsi a terapie cliniche". Lo ha confermato il comandante dei carabinieri del ros Pasquale Angelosanto. L'operazione è stata eseguita dai carabinieri del ros, del gis e dei comandi territoriali della legione Sicilia, nell'ambito di indagini coordinate dalla procura della repubblica di Palermo.

Arrestato il boss Matteo Messina Denaro: l'annuncio del comandante del Ros

 

Meloni: "Non ci arrendiamo alla mafia, vittoria dello Stato"

"Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia": così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta la notizia dell'arresto di Matteo Messina Denaro. "All'indomani dell'anniversario dell'arresto di Totò Riina, un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia.

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