L'oncologo di Messina Denaro: "Prognosi grave accolta con dignità, non avrei mai detto che quel paziente era un boss"
Una "prognosi infausta accolta con grande dignità", la "piena consapevolezza delle sue condizioni di salute" e "nessun atteggiamento che potesse destare sospetto". Insomma, per Vittorio Gebbia, responsabile dell'oncologia medica della clinica La Maddalena dove Matteo Messina Denaro è stato arrestato ieri mattina, il boss più ricercato d'Italia era un paziente come un altro.
Dottore Gebbia, nessun sospetto? A vederlo non sembra poi molto dissimile dagli ultimi identikit diffusi dagli investigatori.
"Ma scherza? A parte il fatto che noi medici non è che circoliamo con gli identikit dei latitanti in tasca, è facile dirlo ora dopo averlo visto in volto. Io lo avrò ricevuto nel mio studio due o tre volte e le assicuro che, tra le migliaia di pazienti che visito, questo signor Andrea Bonafede non mi è mai balzato all'occhio per nessun motivo. Anzi, se mi avessero detto prima che si poteva trat…
Una "prognosi infausta accolta con grande dignità", la "piena consapevolezza delle sue condizioni di salute" e "nessun atteggiamento che potesse destare sospetto". Insomma, per Vittorio Gebbia, responsabile dell'oncologia medica della clinica La Maddalena dove Matteo Messina Denaro è stato arrestato ieri mattina, il boss più ricercato d'Italia era un paziente come un altro.
Dottore Gebbia, nessun sospetto? A vederlo non sembra poi molto dissimile dagli ultimi identikit diffusi dagli investigatori.
"Ma scherza? A parte il fatto che noi medici non è che circoliamo con gli identikit dei latitanti in tasca, è facile dirlo ora dopo averlo visto in volto. Io lo avrò ricevuto nel mio studio due o tre volte e le assicuro che, tra le migliaia di pazienti che visito, questo signor Andrea Bonafede non mi è mai balzato all'occhio per nessun motivo. Anzi, se mi avessero detto prima che si poteva trattare di Messina Denaro non ci avrei creduto".
E perché?
"Ma perché l'uomo che ricordo è una persona del tutto ordinaria, il classico paziente della provincia siciliana, accento trapanese, come a migliaia ne arrivano da noi, certamente benestante ma anche lì di persone con orologi di grande valore al polso ne vediamo tante, mai arrogante, al massimo un po' eccentrico nell'abbigliamento con quelle camicie vistose e costose come lui stesso ha raccontato ad alcuni miei collaboratori".
Ma l'avrà anche turbata il fatto di sapere di aver avuto nel suo studio l'uomo più ricercato d'Italia?
"Certo, un po' impressione fa, anche se di pazienti di questo tipo ne abbiamo avuti diversi. Di boss mafiosi con patologie importanti gli stessi magistrati ce ne hanno mandati diversi e non è la prima volta che vediamo persone in cura qui finire in manette per reati di vario genere. Per noi Matteo Messina Denaro era il signor Andrea Bonafede, tutti i documenti e le prescrizioni in regola, nessun motivo di sospetto. Semmai di inquietante c'è altro".
Che cosa?
"L'intervista rilasciata da questo signor Baiardo pochissimi giorni dopo l'aggravarsi delle condizioni del paziente, una coincidenza temporale davvero inquietante considerata la riservatezza delle informazioni e - col senno di poi - la reale identità del signor Bonafede. Erano passati non più di tre, quattro giorni da quando - in seguito agli accertamenti diagnostici dopo un ciclo di chemioterapia - abbiamo rilevato un aggravamento del tumore che ci ha indotto a cambiare terapia ed ha reso più severa la prognosi".
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Matteo Messina Denaro, dunque, è consapevole delle sue condizioni di salute, come ha accolto la prognosi?
"Naturalmente c'è un aspetto di riservatezza e di privacy che non posso violare, ma è ovvio che il paziente - come sempre avviene - è stato informato dell'esito degli accertamenti e della necessità di cambiare terapia. Non ricordo molto di quel colloquio, ma sicuramente il paziente ha accolto la prognosi e le terapie successive con grande dignità".
Veniva a curarsi da solo? Era solo anche quando si è sottoposto ad intervento chirurgico? Nessun familiare?
"Ricordo a tutti che veniamo fuori da più di due anni di Covid, nel 2020 e nel 2021, quando è stato operato in clinica i pazienti entravano da soli, nessuna visita, nessun familiare. Ci sono parenti di alcuni miei pazienti che sto rivedendo solo ora dopo tre anni. E comunque che io sappia veniva sempre da solo ed era informato personalmente del suo stato di salute. D'altra parte è sempre stato perfettamente lucido".
Dottore, quanto è grave Messina Denaro? Ieri il procuratore aggiunto Paolo Guido ha detto di essersi trovato davanti un uomo tutto sommato in buona salute, è così?
"Le sue condizioni sono gravi, la malattia ha avuto un'accelerazione negli ultimi mesi. Non lo definirei un paziente in buone condizioni di salute. Sono certo che continuerà a ricevere tutte le cure di cui ha bisogno. Ieri i carabinieri mi hanno chiesto se posticipare di tre, quattro giorni il ciclo di chemioterapia che avrebbe dovuto fare qui avrebbe avuto conseguenze e io ho firmato l'autorizzazione perchè un ritardo così contenuto non avrà alcun effetto sul suo stato di salute".