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Castelvetrano, in casa della madre il ritratto di Matteo Messina Denaro esposto in una mostra di Sgarbi

Il quadro è apparso durante una perquisizione di qualche anno fa. Ed è tornato alla ribalta dopo la cattura lunedì 16 gennaio del super latitante. La pittrice ha usato una fotografia degli anni Ottanta. E gli ha dato un'interpretazione diabolica. Ma non sapeva che la tela fosse finita nell'abitazione del boss
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C’è un'immagine che stona e che attrae nella sterminata (per numero di riproduzioni), ma al tempo stesso limitata (vista la scarsità di foto a disposizione dovuta all'omertà che circonda i mafiosi), iconosfera di Matteo Messina Denaro, durante i trenta anni della sua latitanza, interrotta lunedì mattina con l’arresto a Palermo. Ed è un ritratto che si differenzia sia dai pochi scatti a disposizione usati dagli inquirenti come foto segnaletiche, sia dagli identikit disegnati dagli illustratori specializzati per immaginare come le fattezze dello stragista trapanese potesserero essersi trasformate dal 1993, anno in cui si diede alla macchia. Si tratta del dipinto documentato dalle forze dell’ordine nel corso delle perquisizioni in casa della madre del boss di Cosa nostra, Lorenza Santangelo, a Castelvetrano. In salotto, accanto ad altre cornici con merletti sotto vetro, si staglia il ritratto del figlio nel vesti di un monarca,…

C’è un'immagine che stona e che attrae nella sterminata (per numero di riproduzioni), ma al tempo stesso limitata (vista la scarsità di foto a disposizione dovuta all'omertà che circonda i mafiosi), iconosfera di Matteo Messina Denaro, durante i trenta anni della sua latitanza, interrotta lunedì mattina con l’arresto a Palermo. Ed è un ritratto che si differenzia sia dai pochi scatti a disposizione usati dagli inquirenti come foto segnaletiche, sia dagli identikit disegnati dagli illustratori specializzati per immaginare come le fattezze dello stragista trapanese potesserero essersi trasformate dal 1993, anno in cui si diede alla macchia. Si tratta del dipinto documentato dalle forze dell’ordine nel corso delle perquisizioni in casa della madre del boss di Cosa nostra, Lorenza Santangelo, a Castelvetrano. In salotto, accanto ad altre cornici con merletti sotto vetro, si staglia il ritratto del figlio nel vesti di un monarca, sì, ma diabolico.

Il dipinto, si è scoperto adesso, appartiene alla mano della pittrice romana Flavia Mantovan, classe 1979. E fu esposto nel 2009 a Salemi nella personale dal titolo "Facce di mafiosi" (tra le altre, quella di Luciano Liggio), allestita al Castello arabo normanno e voluta dall'ex sindaco della città siciliana, il critico e storico dell'arte Vittorio Sgarbi, ora sottosegretario alla Cultura del governo Meloni.

Per questo dipinto è stato scomodato il nome di Andy Warhol, uno dei giganti dell'arte del Novecento. Ma il genio della Pop Art made in Usa non dipingeva (impiegava programmaticamente la serigrafia per le sue tele). Dal punto di vista stilistico forse è meglio evidenziare la ripresa di un modo di dipingere caro al ritorno alla pittura e alla figurazione degli anni Ottanta (ad esempio del tedesco Rainer Fetting), oppure l’espressionismo medialista del più grande dei popartisti nostrani degli anni Sessanta, quel Mario Schifano che, come Warhol, del resto faceva ampio uso della fotografia e del video per le sue opere.

Matteo Messina Denaro in una foto degli anni Ottanta 

“U Siccu”, a differenza di boss quali Luciano Liggio e Gaspare Mutolo, non si diletta con tele, tavolozze e pennelli, oltre che con manubri e pesi, pistole e tritolo. Ma evidentemente lui o i suoi parenti sono interessati alla pittura. Tanto da entrare in possesso della tela esposta nel 2009 a Salemi. La pittrice non sapeva che fine avesse fatto il suo quadro dopo la mostra. Ed è possibile che nella casa di Castelvetrano la tela sia finita dopo un passaggio di mano.

 

Per realizzare il quadro, Mantovan ha utilizzato uno scatto in cui il giovane boss, plausibilmente negli anni Ottanta, partecipava a un brindisi nel corso di una festa. Dalla foto, presa probabilmente dal web, è stata epurata la parte del corpo snello - in giacca e camicia bianca aperta sul petto, la mano che alza un calice pieno prima del cin-cin di rito.

L'autrice si è concentrata sulla sola testa del boss preso a modello. E ha aggiunto una corona sul capo per dargli un aspetto da re. Di quale mondo, lo dichiara un altro dettaglio che Mantovan ha accentuato-modificato rispetto alla foto di partenza: la nuance giallo-rosso-nero sugli occhiali da sole, ma anche l’oscurità di fondo in cui è immerso il modello, alludono alle fiamme dell’inferno. Quello portato dallo stragista nella vita di tante vittime innocenti dell’intero Paese.

Senza entrare troppo a fondo sulle qualità della tela (per vederla bisogna entrare a casa dei Messina Denaro), si può evidenziare come l'intrepretazione negativa del ritrattato da parte della pittrice sia sfuggita completamente ai nuovi proprietari del dipinto, i parenti del modello in questione. A meno di non dover pensare che invece è stato proprio il tratto noir del ad averli affascinati.