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Dopo il libro di Gaenswein gli scritti postumi di Benedetto XVI: "Contro di me un vociare assassino"

(ansa)
Il Papa emerito non ha voluto che i suoi ultimi testi venissero pubblicati mentre era in vita per evitare i commenti velenosi che accompagnavano, a suo avviso, l'apparizione di "ogni sua parola"
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Dopo il discusso libro del suo segretario particolare, Georg Gaenswein, e in parallelo con quello di un suo allievo, il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, è uscito postumo un libro di Benedetto XVI, che non ha voluto che i suoi ultimi scritti venissero pubblicati mentre era in vita per evitare il "vociare assassino" che accompagnava a suo avviso l'apparizione di "ogni (sua) parola".

A spiegare la genesi del libro "Che cos'è il cristianesimo", pubblicato da Mondadori presentato come "quasi un testamento spirituale" e firmato "Benedetto XVI" (non, ad esempio, Joseph Ratzinger o "Papa emerito"), è il curatore dell'opera, Elio Guerriero, che nella prefazione spiega che dopo aver pubblicato un primo articolo scritto da Ratzinger dopo la rinuncia al pontificato, intitolato "Ebrei e cristiani" e oggetto di non poche critiche in Germania, egli, incontrando il Papa emerito, gli chiese: &…

Dopo il discusso libro del suo segretario particolare, Georg Gaenswein, e in parallelo con quello di un suo allievo, il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, è uscito postumo un libro di Benedetto XVI, che non ha voluto che i suoi ultimi scritti venissero pubblicati mentre era in vita per evitare il "vociare assassino" che accompagnava a suo avviso l'apparizione di "ogni (sua) parola".

A spiegare la genesi del libro "Che cos'è il cristianesimo", pubblicato da Mondadori presentato come "quasi un testamento spirituale" e firmato "Benedetto XVI" (non, ad esempio, Joseph Ratzinger o "Papa emerito"), è il curatore dell'opera, Elio Guerriero, che nella prefazione spiega che dopo aver pubblicato un primo articolo scritto da Ratzinger dopo la rinuncia al pontificato, intitolato "Ebrei e cristiani" e oggetto di non poche critiche in Germania, egli, incontrando il Papa emerito, gli chiese: "Perché non raccogliere in un volume e pubblicare l'insieme dei testi scritti negli anni successivi alle sue dimissioni?". "Secondo un'abitudine che conoscevo da tempo", prosegue Guerriero, "papa Benedetto rispose che ci avrebbe pensato. Seppi poi che aveva cominciato a raccogliere il materiale e questo era indubbiamente un segnale positivo".

L'affaire Sarah

La situazione, però, "si complicò alla pubblicazione del libro del cardinale Robert Sarah". Era l'inizio del 2020, Papa Francesco si preparava a pubblicare l'esortazione apostolica del sinodo sull'Amazzonia, assemblea che aveva avanzato la proposta dell'ordinazione di preti sposati (i cosiddetti "viri probati"), e il libro di Sarah con Ratzinger in difesa del celibato obbligatorio, inizialmente presentato come volume a quattro mani, fu visto - secondo Guerriero, da "alcuni interpreti malevoli", in particolare tedeschi - come "una sconfessione del Sinodo". Fatto sta che "ne nacque un polverone in seguito al quale il papa emerito mi scrisse che aderiva alla mia richiesta di pubblicare i suoi scritti, ma poneva una condizione tassativa: l'opera doveva essere pubblicata dopo la sua morte. "Da parte mia, in vita, non voglio più pubblicare nulla", scrisse il Papa emerito al curatore in una missiva del 13 gennaio 2021 che viene menzionata. "La furia dei circoli a me contrari in Germania è talmente forte che l'apparizione di ogni mia parola subito provoca da parte loro un vociare assassino. Voglio risparmiare questo a me stesso e alla cristianità".

Sull'episodio del libro con il cardinale Sarah è intervenuto di recente monsignor Gaenswein nel suo libro 'Niente altro che la verità', pubblicato da Piemme (Mondadori) nelle scorse settimane, subito dopo la morte del Papa emerito. Il segretario particolare del Papa emerito sostiene che fu un "pasticciaccio" del porporato guineano, che accusa anche di un "patetico tentativo" di rimediare a posteriori. Il fatto, però, che ora il libro di Benedetto contenga l'articolo che egli scrisse per quella pubblicazione è la riprova del fatto che Ratzinger non lo considerava uno scritto ad uso privato ma un intervento destinato alla pubblicazione. Nel libro "Che cos'è il cristianesimo", Benedetto, ormai Papa emerito, interviene su svariati temi, dal tema delle altre religioni alla questione dell'eucaristia, rimarcando - mentre in Germania si parla da tempo di ospitalità eucaristica tra confessioni diverse - la differenza tra cattolici e protestanti. In merito al tema del sacerdozio, era particolarmente soddisfatto, scrive Guerriero, "tra l'altro, di aver dato un contributo per superare una lacuna presente nel decreto sul ministero e la vita dei presbiteri del Vaticano II".

Mueller, Gaenswein e Schoenborn 

Nel frattempo anche il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, allievo di Joseph Ratzinger, esce con il suo libro-intervista. Realizzato con la vaticanista del Messaggero, Franca Giansoldati, il volume, intitolato "In buona fede" e pubblicato con Solferino, offre la versione di questo porporato conservatore, chiamato da Benedetto XVI a guidare la congregazione per la Dottrina della fede e pensionato da Francesco, sui temi più disparati, "dalla politica estera del Vaticano alla gestione degli scandali di pedofilia, dalle questioni di genere, aborto e fine vita alla rinuncia di Ratzinger, dalla guerra in Europa al rischio di uno scisma e alla previsione sul prossimo conclave". Svariate le critiche al Papa regnante.

Il cardinale Christoph Schoenborn, da  parte sua, ha preso le distanze dal libro di Gaenswein, definendolo una "indecorosa indiscrezione". Ex allievo di Ratzinger, l'arcivescovo di Vienna ha dichiarato, in una nota: "Non credo sia giusto che vengano pubblicate cose così riservate, soprattutto dal segretario personale". Il porporato austriaco conferma, peraltro, che fu lui, come rivelato dal segretario di Benedetto, a incoraggiare Ratzinger nel 2005, in caso di elezione, ad accettare l'elezione del conclave. "Finora ho deliberatamente taciuto, e comunque è successo nel contesto della riunione dei cardinali, e non nel Conclave stesso", ha detto Schoenbron.

Quanto a Ratzinger, la Libreria editrice vaticana, da parte sua, ha appena mandato in stampa il volume "Dio è sempre nuovo", curato da Luca Caruso, "una vasta antologia intorno ai principali temi della fede cristiana nelle parole di Benedetto XVI. Papa Francesco, che firma la prefazione, descrive questo testo come "una sorta di sintesi spirituale degli scritti di Benedetto XVI: qui brilla la sua capacità di mostrare sempre nuova la profondità della fede cristiana". Il vero e proprio "testamento spirituale" del Papa emerito, infine, è stato pubblicato dal Vaticano la sera stessa della scomparsa del Papa emerito.