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Scuola, bonus di 500 euro, i giudici: "Anche gli insegnanti precari ne hanno diritto"

Si moltiplicano le sentenze che riconoscono il diritto ad avere la Carta docente per aggiornarsi, comprando libri o computer, anche a chi non è di ruolo. Il ministero paga anche gli arretrati: "Per estenderla occorre un provvedimento legislativo"
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Da Torino a Marsala, da Firenze a Foggia, i tribunali riconoscono anche agli insegnanti precari il diritto ad avere la Carta docente, ovvero il bonus annuale di 500 euro introdotto dal governo Renzi con la Buona scuola da spendere in formazione e aggiornamento professionale. L'ultima sentenza è del Tribunale di Firenze: anche in questo caso i giudici hanno riconosciuto a due insegnanti assunte a tempo determinato il diritto ad averla facendo valere il principio di non discriminazione. Le docenti si sono viste riconoscere 5 anni di bonus, ovvero anche gli arretrati, che ora il Ministero all'Istruzione dovrà pagare.

Precari discriminati

La vicenda si trascina dal 2015: quando fu introdotta la Carta immediate furono le proteste di chi non aveva una cattedra di ruolo ma insegnava per un intero anno scolastico, da settembre e giugno. Perché, dunque, concederla solo ai docenti di ruolo? In questi anni, nonostante la evidente discriminazione, nulla si è …

Da Torino a Marsala, da Firenze a Foggia, i tribunali riconoscono anche agli insegnanti precari il diritto ad avere la Carta docente, ovvero il bonus annuale di 500 euro introdotto dal governo Renzi con la Buona scuola da spendere in formazione e aggiornamento professionale. L'ultima sentenza è del Tribunale di Firenze: anche in questo caso i giudici hanno riconosciuto a due insegnanti assunte a tempo determinato il diritto ad averla facendo valere il principio di non discriminazione. Le docenti si sono viste riconoscere 5 anni di bonus, ovvero anche gli arretrati, che ora il Ministero all'Istruzione dovrà pagare.

Precari discriminati

La vicenda si trascina dal 2015: quando fu introdotta la Carta immediate furono le proteste di chi non aveva una cattedra di ruolo ma insegnava per un intero anno scolastico, da settembre e giugno. Perché, dunque, concederla solo ai docenti di ruolo? In questi anni, nonostante la evidente discriminazione, nulla si è mosso. Anzi, in vista della riforma del reclutamento e della formazione dei docenti si teme che il bonus possa essere eliminato del tutto. Intanto ha resistito per il 2022-23. Con la Carta del docente è possibile acquistare materiale informatico, software, tablet e computer, libri, biglietti per cinema, mostre, teatro, visite ai musei, infine si può pagare la partecipazione a corsi d'aggiornamento.

L'Italia ignora la sentenza europea

Rispetto ai docenti precari è stata la Corte di Giustizia europea a intervenire, dopo un ricorso presentato da Anief, con una ordinanza del 18 maggio 2022 dichiarando la norma italiana illegittima. Limitando la concessione del bonus esclusivamente al personale di ruolo, si afferma nel pronunciamento, "si entra in contrasto con il divieto di discriminazione fissato dalla clausola n. 4 dell’accordo quadro europeo in materia di lavoro a tempo determinato". Richiamo ignorato, mentre si moltiplicano le sentenze favorevoli ai precari portate avanti da più sindacati. Tutte favorevoli ai ricorrenti.

Il ministero: "Serve una legge ad hoc"

Da Viale Trastevere rispondono che "vi sono numerose sentenze del Giudice ordinario che attribuiscono il beneficio in questione ai docenti precari, cui è stata data puntuale esecuzione da parte degli uffici di quest’amministrazione". Insomma, il ministero paga la Carta ai precari dopo aver perso il ricorso. Perché non estenderla a tutti? "Si segnala - fa sapere sempre il ministero - che è necessario prevedere un intervento legislativo al riguardo".