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Sempre più medici e infermieri aggrediti. "Situazione fuori controllo"

Gli "eventi sentinella" segnalati l'anno scorso sono stati 85 contro i 60 dell'anno precedente. Gli ordini dei medici: "Piantedosi e Schillaci intervengano". Oggi al ministero alla Salute si riunisce l'Osservatorio sulla sicurezza nel sistema sanitario
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Parenti aggressivi, che si scagliano contro il personale del pronto soccorso, camici bianchi di guardia presi per il collo e colpiti dagli stessi pazienti, specialisti minacciati e inseguiti. I casi di violenza contro le persone che lavorano nel sanitario, medici e infermieri, sono in aumento, almeno osservando i cosiddetti eventi sentinella. Una ricognizione precisa è praticamente impossibile da fare, vista la quantità di episodi dei quali molti non vengono nemmeno denunciati dalle vittime, quindi il ministero della Salute si affida a quanto viene raccolto dal Simes, il Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità. Gli episodi di violenza inseriti in questo database l'anno scorso sono stati 85, contro i 60 del 2021.

"Sono dati allarmanti. La situazione è oramai fuori controllo - dice Filippo Anelli, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Fnomceo - Ad essere a rischio sono sopratutto guardie mediche e pronti soc…

Parenti aggressivi, che si scagliano contro il personale del pronto soccorso, camici bianchi di guardia presi per il collo e colpiti dagli stessi pazienti, specialisti minacciati e inseguiti. I casi di violenza contro le persone che lavorano nel sanitario, medici e infermieri, sono in aumento, almeno osservando i cosiddetti eventi sentinella. Una ricognizione precisa è praticamente impossibile da fare, vista la quantità di episodi dei quali molti non vengono nemmeno denunciati dalle vittime, quindi il ministero della Salute si affida a quanto viene raccolto dal Simes, il Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità. Gli episodi di violenza inseriti in questo database l'anno scorso sono stati 85, contro i 60 del 2021.

"Sono dati allarmanti. La situazione è oramai fuori controllo - dice Filippo Anelli, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Fnomceo - Ad essere a rischio sono sopratutto guardie mediche e pronti soccorso, ma anche gli ambulatori della medicina generale e della specialistica territoriale. La forte preoccupazione è quella che, senza interventi, si arrivi a un episodio catastrofico, dalle conseguenze imprevedibili".

Oggi al ministero alla Salute si riunisce l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza proprio per approfondire i dati. Le due regioni con più segnalazioni sono, 20 ciascuna, Puglia e Sicilia. Seguono Toscana (8 episodi), Campania e Piemonte (con 7), Lombardia (6), Calabria (5), Marche 4, Emilia-Romagna, Abruzzo e Sardegna (2), Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano (1 atto di violenza segnalato). Non sono ancora stati raccolti i dati del Lazio.

Riguardo alla Puglia, sempre Anelli chiede "l'immediata convocazione da parte del presidente Emiliano dei presidenti degli Ordini dei medici delle provincie pugliesi. Al prefetto di Bari chiediamo di valutare la possibilità di convocare il comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico". Anelli, per Puglia e Sicilia, chiama in causa anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che nei giorni scorsi ha annunciato la riattivazione dei posti di polizia in alcuni ospedali romani.

Al ministro alla Salute Orazio Schillaci, Anelli chiede invece di "istituire un fondo speciale per l'adeguamento delle strutture sanitarie alle misure di prevenzione previste dalla legge 81 e appare poi opportuno che il ministero disciplini le modalità di attuazione della legge 113 del 2020, soprattutto per quanto riguarda la procedibilità d'ufficio". Schillaci nei giorni scorsi aveva annunciato misure contro episodi definiti "non più ammissibili" di aggressione fisica e verbale a medici e infermieri.