✕

Caso Cospito, nasce il Comitato contro il 41 bis. E il Dap diffida la dottoressa a rilasciare interviste

(fotogramma)
Tra i sostenitori intellettuali, avvocati e  artisti come Zerocalcare, Elio Germano, Ascanio Celestini, Luigi Manconi. Il documento di lancio dell'iniziativa: "Il carcere duro è come la pena di morte". L'anarchico da 96 giorni in sciopero della fame. La difesa: "Va trasferito in una prigione dotata di un centro clinico"
2 minuti di lettura

Un comitato per Alfredo Cospito e contro il 41 bis, la richiesta urgente della difesa di trasferirlo da Sassari in un carcere con un centro clinico, mentre dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, arriva una diffida alla dottoressa che visita l'anarchico recluso in sciopero della fame da 96 giorni a rilasciare interviste a un radio "antagonista". Prosegue la battaglia contro il carcere duro, anche con la sfida estrema sul suo stesso corpo, di Cospito. E Amnesty International sostiene che "è dovere delle autorità italiane adempiere agli obblighi di protezione e rispetto dei diritti umani del detenuto, tenendo anche conto delle dure condizioni del regime del 41 bis cui è sottoposto".

Il Comitato

Sono una sessantina i gruppi e le associazioni, e quasi 150 gli artisti, gli intellettuali, i docenti universitari, i ricercatori, gli avvocati, gli attivisti che hanno creato e sottoscritto la neonata piattaforma "Morir…

Un comitato per Alfredo Cospito e contro il 41 bis, la richiesta urgente della difesa di trasferirlo da Sassari in un carcere con un centro clinico, mentre dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, arriva una diffida alla dottoressa che visita l'anarchico recluso in sciopero della fame da 96 giorni a rilasciare interviste a un radio "antagonista". Prosegue la battaglia contro il carcere duro, anche con la sfida estrema sul suo stesso corpo, di Cospito. E Amnesty International sostiene che "è dovere delle autorità italiane adempiere agli obblighi di protezione e rispetto dei diritti umani del detenuto, tenendo anche conto delle dure condizioni del regime del 41 bis cui è sottoposto".

Il Comitato

Sono una sessantina i gruppi e le associazioni, e quasi 150 gli artisti, gli intellettuali, i docenti universitari, i ricercatori, gli avvocati, gli attivisti che hanno creato e sottoscritto la neonata piattaforma "Morire di pena" contro l'ergastolo e contro il 41 bis, il regime di carcere duro a cui è sottoposto anche Cospito, condannato per aver gambizzato nel 2012 l'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e aver piazzato nel 2006 due ordigni esplosivi fuori da una caserma di Cuneo senza provocare vittime. Tra le firme del Comitato ci sono quella del fumettista Zerocalcare, degli attori Elio Germano e Ascanio Celestini, dei gruppi musicali 99 Posse e Assalti frontali, degli ex senatori Luigi Manconi e Heidi Giuliani.

"Danni al corpo e alla psiche"

"Fin dalla sua nascita - si legge nel documento del Comitato promotore dell'iniziativa, partita da Napoli - il 41bis si è mostrato come uno strumento di ricatto per spingere i detenuti alla collaborazione con la magistratura, fondato su pratiche di vera e propria tortura. Le condizioni inumane di detenzione previste da questo istituto si concretizzano in isolamento in celle di pochi metri quadri, limitazioni all'ora d'aria, sorveglianza continua, limitazione o eliminazione dei colloqui con i familiari, controllo della posta, limitazione di oggetti in cella persino come penne, quaderni e libri. Un progressivo annientamento che provoca danni incalcolabili nel corpo e nella psiche dei detenuti".

"Ergastolo come la pena capitale"

L'ergastolo viene definito come "assimilabile in tutto e per tutto alla pena di morte". "Nel corso delle prossime settimane - spiegano dal comitato promotore - organizzeremo iniziative di divulgazione, sensibilizzazione e dibattito nelle principali città d'Italia, perché, partendo dalla lotta di Alfredo Cospito, la cui vita è a rischio nell'indifferenza totale di governo e magistratura, il dibattito per l'abolizione degli inumani istituti di ergastolo e 41bis apra delle possibilità concrete per una riforma necessaria".

La diffida del Dap

Intanto il Dap ha inviato all'avvocato di Cospito, Flavio Rossi Albertini, una diffida contro la dottoressa Angelica Milia che periodicamente entra in carcere per visitare l'anarchico. Il prossimo appuntamento è stato autorizzato per il 26 gennaio. Ma, si legge nella nota, "la dottoressa Milia viene diffidata a rilasciare a seguito delle visite dichiarazioni alla emittente radio "Onda d'Urto", al fine di non vanificare le finalità del 41bis". Pena la "revoca dell'autorizzazione all'accesso in istituto".

L'emittente, che si definisce antagonista, è nata nell'85 da un gruppo di persone provenienti dal movimenti del '77 ed è vicina ai centri sociali.

La replica della dottoressa: "Allibita"

"Sono allibita", ha replicato a caldo Milia alla stessa radio. "La diffida sulle interviste a Radio onda d’urto è l’unica richiesta che mi è stata recapitata. Forse l'emittente non piace, non è gradita. Io - aggiunge - mi sono sempre limitata a esternare le condizioni di Alfredo Cospito da quando ha iniziato lo sciopero della fame. Non mi sono mai pronunciata sulle condizioni carcerarie in cui vive, solo una volta ho parlato dello spazio ristretto dell’ora d’aria. Anche perché il detenuto mi viene portato in infermieria, non ho mai visto cella di Alfredo".

"Non capisco - aggiunge ancora la dottoressa - perché non posso esternare le condizioni sanitarie di Alfredo che ha perso 10 kg in una settimana: stiamo andando a una velocità pazzesca. Non capisco perché si sostiene che vanificherei le finaltà del 41 bis. Io non parlo in codice, parlo di questioni sanitarie. A meno che non pensino che parlando, che so, di potassio, io abbia avuto altre finalità". Per Radio Onda d'urto "si vuole mettere un bavaglio all'informazione".