Rooming-in e violenza ostetrica: più di 100mila firme per chiedere assistenza H24 alle madri
a cura della redazione Cronaca , a cura della redazione CronacaMolto più di 100mila firme in meno di 24 ore per la petizione online contro la violenza ostetrica lanciata su Change.org dall'Associazione "Mama Chat" e intitolata "Basta morti inutili e mamme sole! Chiediamo di garantire accompagnatori H24 alla nascita". Mentre dalle principali società e associazioni che raccolgono i medici arriva l'invito a non demonizzare il rooming-in ma anche la raccomandazione urgente e necessaria affinché l'assistenza alle donne durante e dopo il parto sia appropriata.
Da una tragedia come la morte del neonato all'ospedale Pertini di Roma tre giorni dopo la sua nascita, dalla denuncia di sua madre e dalle centinaia di testimonianze di altre donne che si sono sentite sole, abbandonate, umiliate, colpevolizzate dopo il parto e che anche Repubblica ha raccolto, stanno nascendo online, sui social, con il passaparola, tra neomamme, campagne, battaglie, proposte per cancellare la "violenza ostetrica"…
Molto più di 100mila firme in meno di 24 ore per la petizione online contro la violenza ostetrica lanciata su Change.org dall'Associazione "Mama Chat" e intitolata "Basta morti inutili e mamme sole! Chiediamo di garantire accompagnatori H24 alla nascita". Mentre dalle principali società e associazioni che raccolgono i medici arriva l'invito a non demonizzare il rooming-in ma anche la raccomandazione urgente e necessaria affinché l'assistenza alle donne durante e dopo il parto sia appropriata.
Da una tragedia come la morte del neonato all'ospedale Pertini di Roma tre giorni dopo la sua nascita, dalla denuncia di sua madre e dalle centinaia di testimonianze di altre donne che si sono sentite sole, abbandonate, umiliate, colpevolizzate dopo il parto e che anche Repubblica ha raccolto, stanno nascendo online, sui social, con il passaparola, tra neomamme, campagne, battaglie, proposte per cancellare la "violenza ostetrica" e ridisegnare quegli aspetti della cura alle puerpere giudicati insufficienti, inadeguati, carenti, sbagliati.
La petizione
L'appello di "Mama Chat" chiede che "i protocolli ospedalieri siano aggiornati e che sia consentito l'ingresso H24 a un accompagnatore, garantendo l'accesso in tutti gli Ospedali Italiani del partner o familiare al momento del parto e durante tutta la degenza". Questo perché "spesso la carenza di personale non garantisce un sostegno continuativo alle puerpere".
I promotori sottolineano quanto "dalla Pandemia negli Ospedali di tutta Italia sono entrate in vigore regolamenti che oggi persistono senza una reale necessità sanitaria o organizzativa per le Strutture Ospedaliere. In questi anni di Covid sono migliaia i neo-genitori che hanno vissuto, più di prima, esperienze di degenze ancor più isolanti e maltrattanti, senza che vi siano motivazioni giustificate, in un momento della vita già delicato che dovrebbe portare con sé momenti positivi". Rimarcando anche che "nella maggior parte dei reparti maternità l'ingresso agli accompagnatori è consentito soltanto poche ore al giorno. Ma non in tutti. È fondamentale che vi sia una linea unica, dove non vi siano esperienze di parto di serie A o di serie B".
La petizione chiede inoltre che "vi siano più controlli e supporto alle famiglie soprattutto nei momenti parto e post-parto, i quali sono estenuanti, fragili e difficili da affrontare, siano guidati dagli esperti anziché ostacolati, con cura e con consapevolezza, mettendo i bisogni delle mamme e l'assistenza a loro al centro".
"La violenza ostetrica che permea quotidianamente le strutture italiane miete vittime inconsapevoli creando traumi psicologici gravi che hanno effetti non solo sulle mamme ma anche sui loro bambini", conclude l'appello. "La condivisione dell'esperienza parto con il/la propri* partner fin da subito permette alla coppia genitoriale di crearsi, consolidarsi, affrontando tale esperienza uniti, e l'accudimento, l'alleanza di quei giorni sono fondamentali protettori da depressioni post-partum e difficoltà materne psicologiche quali ansia, rabbia e fragilità."
Tra i commenti dei firmatari, molte storie personali di chi ha vissuto sulla propria pelle esperienze simili: "Sono un'ostetrica molto arrabbiata per il fatto che le mamme che hanno appena partorito restano ancora tante ore sole negli ospedali con la scusa del Covid, non si può più andare avanti così... anche perché è del tutto ingiustificato questo comportamento da parte di alcuni ospedali", scrive Consuelo. "Sono un neo papà che ha potuto essere presente solo per 2 ore della notte in cui è nata mia figlia", racconta Fabio. "Sono mamma ed ho vissuto l'isolamento più totale quando nacque mio figlio, non è responsabile come comportamento", si sfoga Sarah.
I medici: "Sì al rooming-in ma con assistenza appropriata"
In una nota congiunta, la Società Italiana di Neonatologia (Sin), la Società Italiana di Pediatria (Sip), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) e l'Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi) sottolineano il valore essenziale della pratica del rooming-in, ma raccomandano che l'assistenza sia appropriata e cioè "preveda che le famiglie siano adeguatamente informate, coinvolte e supportate; gli operatori sanitari offrano un'assistenza per quanto possibile individualizzata ed empatica".