'Ndrangheta: 56 arresti in tutta Italia per estorsione e sequestro. Fra loro un ex assessore regionale
a cura di Redazione Cronaca , a cura di Redazione CronacaDalle prime ore di questa mattina 56 persone sono state arrestate in tutta Italia perché sospettate di appartenere alla 'Ndrangheta. L'operazione chiamata "Olimpo" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro con il procuratore Nicola Gratteri, mira a colpire gli interessi dell'organizzazione nel settore del turismo in Calabria ed è scattata contemporaneamente in molte città d'Italia: a Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo, Avellino, Benevento, Parma, Milano, Cuneo, L'Aquila, Spoleto e Civitavecchia.
Le accuse
Gli investigatori della Polizia di Stato hanno applicato le misure cautelari a carico di 56 soggetti, gravemente indiziati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, sequestro di persona, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con violenza e minaccia e traffico di influenze illecite, aggravati dal metodo e dall'agevolazione mafiosa, nonché di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione ed al riciclaggio di macchine agricole, aggravate dalla transnazionalità e dall'agevolazione mafiosa.
Arresti eccellenti
Tra gli arrestati ci sono anche l'imprenditore Francescantonio Stillitani, 70 anni, di Pizzo (ex sindaco di Pizzo ed assessore regionale al Lavoro dell'Udc, già imputato nell'operazione Imponimento) ed Emanuele Stillitani, 68 anni, imprenditore e fratello di Francescantonio. Erano entrambi da poco ritornati in libertà per l'operazione antimafia Imponimento dove rispondono dell'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Anche nel caso dell'operazione Olimpo la contestazione muove dalla presunta vicinanza ai clan vibonesi.
Francescantonio Stillitani era stato nominato assessore regionale esterno dal presidente Chiaravalloti nel 2001, era stato eletto per due volte consigliere regionale dell'Udc e nel 2010 era stato nominato assessore regionale al lavoro e alle politiche sociali, sempre in quota Udc, dal presidente Scopelliti. Nel 2013 si era dimesso.
"Colpiscono - ha spiegato il prefetto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine - a fronte della consistente attività estorsiva nei confronti di numerosissime imprese locali, sia la totale assenza di denunce all'Autorità Giudiziaria, che l'azione facilitativa ad opera di pubblici funzionari coinvolti nelle indagini". Durante l'operazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni per 250 milioni.