Delitto di Perugia, l'ex pm che indagò sul caso: "Punti ancora oscuri. La droga è l'elemento cruciale e Guede non era solo"
di Antioco Fois , di Antioco FoisPERUGIA - Nella villetta di via della Pergola c'erano una o più persone mai entrate nelle indagini? "Forse, ho l'impressione che in questa vicenda ci sia molto che non è emerso", dice a Repubblica il pm del caso Meredith, Giuliano Mignini.
A quindici anni dall'omicidio della studentessa inglese, il magistrato a riposo ripercorre la storia del delitto di Perugia nella seconda edizione del suo libro Caso Meredith Kercher e accenna alla possibilità di approfondire e "forse anche di rivedere, almeno in parte, la vicenda giudiziaria".
Nella versione rinnovata del testo, il magistrato-scrittore dedica anche una postfazione al rapporto di fiducia “forte, coinvolgente e irrinunciabile” instaurato con Amanda Knox, che chiama la “fanciulla del West”, per cui aveva chiesto l’ergastolo per l'omicidio della coinquilina inglese e che, alla fine di una lunga storia processuale densa di colpi di scena e capovolgi…
PERUGIA - Nella villetta di via della Pergola c'erano una o più persone mai entrate nelle indagini? "Forse, ho l'impressione che in questa vicenda ci sia molto che non è emerso", dice a Repubblica il pm del caso Meredith, Giuliano Mignini.
A quindici anni dall'omicidio della studentessa inglese, il magistrato a riposo ripercorre la storia del delitto di Perugia nella seconda edizione del suo libro Caso Meredith Kercher e accenna alla possibilità di approfondire e "forse anche di rivedere, almeno in parte, la vicenda giudiziaria".
Nella versione rinnovata del testo, il magistrato-scrittore dedica anche una postfazione al rapporto di fiducia “forte, coinvolgente e irrinunciabile” instaurato con Amanda Knox, che chiama la “fanciulla del West”, per cui aveva chiesto l’ergastolo per l'omicidio della coinquilina inglese e che, alla fine di una lunga storia processuale densa di colpi di scena e capovolgimenti di fronte, è stata assolta dalla Cassazione assieme a Raffaele Sollecito. Dopo un fitto carteggio confidenziale, che ancora continua, accusatore e accusata si sono incontrati lo scorso 17 giugno a Perugia, in un faccia a faccia di tre ore assieme a don Saulo Scarabattoli, l'ex cappellano del carcere di Perugia, che ha assistito la ragazza di Seattle durante la detenzione e di cui il magistrato è un vecchio parrocchiano.
Dottor Mignini, nel suo libro fa un accenno agli "sconosciuti complici di Rudi Hermann Guede", unico condannato in concorso per l'omicidio di Meredith, e "di quella vicenda di droga che avevo cercato inutilmente di esplorare". A cosa si riferisce?
"Non rinnego nulla di quello che ho fatto con onestà intellettuale nel processo, ma sono passati otto anni dalla sentenza finale e tanti sono gli aspetti di questa vicenda, rimasta aperta, come per esempio i complici di Rudi. Perché è fuori discussione anche secondo la Cassazione che Guede non fosse solo".
Ipotizza la partecipazione all'omicidio di Meredith di terzi, mai entrati nelle indagini, legati allo spaccio di stupefacenti?
"È un'ipotesi, un'idea che mi sono fatto da diversi anni. Non credo che la vicenda si sia svolta in maniera molto diversa da come l'abbiamo ricostruita, ma secondo me in questa storia l'elemento fondamentale è la droga e negli anni ho ricevuto diverse confidenze che spingono verso questa direzione. Ho provato a lavorare in questo senso, ma anche a processo alcuni testimoni chiamati dalla Procura sono stati delegittimati dalle difese o hanno finito per delegittimassi da soli".
Perché Amanda ha chiesto di incontrarla?
"Amanda ha manifestato più volte in pubblico il desiderio di conoscermi e nell'aprile 2019 mi ha scritto. Da allora è iniziato un rapporto epistolare, che continua oggi e abbiamo deciso di mantenere privato. Mi chiama 'my prosecutor', 'il mio pm'. In un'intervista allo psicologo Scott Barry Kaufman, dice che per lei è importante affrontare il suo accusatore, non in un contesto antagonistico ma 'restorative', 'riparatore'. Penso che avesse bisogno di sentirsi dire che non l'avevo perseguitata, che non ce l'avevo con lei. È scontato, ma per lei è stato importante convincersene".
Perché ha accettato l'invito?
"Non ho mai visto un imputato comportarsi così. L'ho incriminata, l'ho fatta arrestare, ho chiesto la sua condanna all'ergastolo. Lei voleva conoscermi e solidarizzava con me per essere stato vittima della pressione mediatica come lei. Ho aspettato di andare in pensione per accettare l'incontro, non potevo rifiutare questa mano tesa, chi sostiene che ho avuto un pregiudizio nei suoi confronti mi avrebbe attaccato".
Cosa l'ha stupita del rapporto con Amanda?
"Forse il fatto che mi rende partecipe della sua vita. Mi manda le foto della figlia, la dolcissima Eureka. Mi manda gli auguri per il giorno del Ringraziamento, la festa più cara e originaria per gli americani, come se fossi anch'io americano".
L'ha trovata cambiata dagli anni del processo a Perugia?
"Di questa ragazza abbiamo avuto una versione molto distorta per via dei tabloid britannici, ma anche di alcuni giornali italiani. Non so quanto sia cambiata, ma ho trovato una persona in buona fede, dolce, leale, compassionevole e sensibile rispetto alle sofferenze altrui. Una giovane signora di 35 anni, felicemente sposata e accompagnata dal marito, madre di una bimba deliziosa, che si occupa di assistere le vittime di presunti errori giudiziari. Una ragazza 'tutta cuore', molto intelligente, molto incompresa in Europa. È sicuramente il personaggio di spicco della vicenda giudiziaria per l'omicidio di Meredith".
Si è spesso parlato di un'Amanda con tratti narcisistici di personalità, cosa ne pensa?
"È molto ferma nelle proprie convinzioni che però tendono spesso a semplificarsi eccessivamente. Amanda ignora completamente le sentenze che la coinvolgono e l'ultima sentenza della Cassazione la colloca nella casa dove è avvenuto il delitto. In America non si rendono minimamente conto di quello che è successo sul piano processuale".
Le ha chiesto del possibile coinvolgimento nell'omicidio di Meredith di altre persone legate allo spaccio di droga?
"Sì gliel'ho chiesto, ho maturato l'idea che ci potrebbe essere qualcosa di interessante".
Abbastanza per riaprire l'indagine?
"Non lo so, ma posso dire che per come si è conclusa questa indagine è rimasta monca".