Gay, papa Francesco: il “peccato” va valutato in base alle circostanze
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziL'omosessualità, per la morale cattolica, è peccato "come lo è ogni atto sessuale fuori dal matrimonio" e, in quanto tale, nell'esprimere una valutazione "bisogna tenere conto delle circostanze che diminuiscono o annullano la colpa" perché c'è il peccato ma c'è anche "la libertà" e "l'intenzione". Lo precisa papa Francesco tornando sulle sue recenti dichiarazioni sull'omosessualità.
In un'intervista all'Associated Press, Jorge Mario Bergoglio ha risposto ad una domanda circa la criminalizzazione dell'omosessualità che avviene in alcuni Stati, con il sostegno di alcuni vescovi. "Siamo tutti figli di Dio e Dio ci vuole così come siamo e con la forza che ognuno di noi mette nel combatte per la propria dignità. Essere omosessuali non è un crimine. Non è un crimine. Sì, ma è un peccato", dice Francesc…
L'omosessualità, per la morale cattolica, è peccato "come lo è ogni atto sessuale fuori dal matrimonio" e, in quanto tale, nell'esprimere una valutazione "bisogna tenere conto delle circostanze che diminuiscono o annullano la colpa" perché c'è il peccato ma c'è anche "la libertà" e "l'intenzione". Lo precisa papa Francesco tornando sulle sue recenti dichiarazioni sull'omosessualità.
In un'intervista all'Associated Press, Jorge Mario Bergoglio ha risposto ad una domanda circa la criminalizzazione dell'omosessualità che avviene in alcuni Stati, con il sostegno di alcuni vescovi. "Siamo tutti figli di Dio e Dio ci vuole così come siamo e con la forza che ognuno di noi mette nel combatte per la propria dignità. Essere omosessuali non è un crimine. Non è un crimine. Sì, ma è un peccato", dice Francesco come per anticipare un'obiezione, uno stilema tipico del suo modo di parlare.
"Innanzitutto", prosegue, "distinguiamo il peccato dal crimine. Ma anche la mancanza di carità verso il prossimo è un peccato, e voi - dice sempre replicando al suo interlocutore immaginario - come vi comportate? Voglio dire, distinguiamo questo aspetto. I Paesi che hanno la pena di morte sono ancora dieci, dodici, credo, più o meno. Ma è buffo, non dicono mai la parola, dicono "azioni disoneste" o qualcosa del genere. Per dirlo, usano un giro di parole. No, è sbagliato. È sbagliato. È molto sbagliato. Non credo che nessuno debba essere discriminato. A maggior ragione, lasciando il problema dell'omosessualità, passiamo a un altro problema. Anche il più grande assassino, il più grande peccatore non dovrebbe essere discriminato. Ogni uomo e ogni donna deve avere una finestra nella propria vita dove poter rivolgere la propria speranza e dove poter vedere la dignità di Dio. Ed essere omosessuali non è un crimine. E' una condizione umana".
Il messaggio a padre James Martin
Parole pronunciate a braccio, come è consueto per il Pontefice argentino, che sono state sintetizzate, da alcune testate internazionali, con il titolo: "Papa Francesco dice che l'omosessualità non è un crimine ma un peccato". Per chiarire la questione, padre James Martin, gesuita statunitense molto impegnato nella pastorale delle persone lgbtq, ricevuto pochi mesi fa da Bergoglio in Vaticano, ha inviato al Papa una richiesta di chiarimento sotto forma di tre domande: "1. Santo Padre, grazie per il suo forte appello a depenalizzare l'omosessualità. Perché ha deciso di dirlo adesso? 2. Sembra che ci sia un po' di confusione a proposito del suo commento, "Essere gay è un peccato", che, ovviamente, non fa parte dell'insegnamento della Chiesa. La mia sensazione è che lei stava semplicemente ripetendo quello che altri potrebbero dire ipoteticamente. Dunque, lei ritiene che semplicemente essere gay è un peccato? 3. Cosa direbbe a vescovi cattolici che ancora sostengono la criminalizzazione dell'omosessualità?".
A padre Martin è arrivata una risposta autografa del Papa, firmata il 27 gennaio, che l'associazione Outreach del gesuita ha pubblicato integralmente nell'originale spagnolo e in una traduzione in inglese: "Caro fratello, grazie per la tua lettera. Non è la prima volta che parlo di omosessualità o di persone omosessuali. E volevo chiarire che non è un delitto per sottolineare che ogni criminalizzazione non è buona né giusta. Quando ho detto che è peccato, semplicemente mi riferivo all'insegnamento della morale cattolica che dice che ogni atto sessuale fuori dal matrimonio è peccato. Ovviamente bisogna tenere conto delle circostanze che diminuiscono o annullano la colpa. Come vedi, stavo ripetendo una cosa generale. Avrei dovuto dire "è peccato come lo è ogni atto sessuale fuori dal matrimonio". Questo, parlando della "materia" del peccato, ma sappiamo bene che la morale cattolica, oltre la materia, valuta la libertà, la intenzione; e questo, per ogni tipo di peccato. E a chi vuole criminalizzare l'omosessualità direi che si sta sbagliando. In una intervista televisiva, dove si parlava con naturalezza e un linguaggio colloquiale, è comprensibile che non ci siano precisioni. Prego per te e per il tuo lavoro. Per favore, fallo per me".