Caso Cospito, quali sono le condizioni di salute dell'anarchico e perché è stato trasferito
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliCentotré. Tanti sono i giorni che Alfredo Cospito ha trascorso in sciopero della fame recluso fino a questa mattina, 30 gennaio, nel carcere di Sassari per l'attentato senza vittime del 2006 alla scuola allievi carabinieri di Fossano e la gambizzazione dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. E in regime di 41 bis.
Centrotré giorni che hanno provato il suo fisico. Tanto che oggi, "in via prudenziale" a causa delle sue condizioni di salute divenute preoccupanti, è stato trasferito nel carcere di Milano Opera, in cui, a differenza di Sassari, è presente un centro clinico. Cospito, in particolare, è entrato alle 17.45 nel padiglione del Servizio assistenza intensificata a cui sono destinati i detenuti con gravi patologie. La decisione è stata presa dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, su indicazione dei medici della Asl di Sassari. Lì l'anarchico proseguirà il suo sciopero della…
Centotré. Tanti sono i giorni che Alfredo Cospito ha trascorso in sciopero della fame recluso fino a questa mattina, 30 gennaio, nel carcere di Sassari per l'attentato senza vittime del 2006 alla scuola allievi carabinieri di Fossano e la gambizzazione dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. E in regime di 41 bis.
Centrotré giorni che hanno provato il suo fisico. Tanto che oggi, "in via prudenziale" a causa delle sue condizioni di salute divenute preoccupanti, è stato trasferito nel carcere di Milano Opera, in cui, a differenza di Sassari, è presente un centro clinico. Cospito, in particolare, è entrato alle 17.45 nel padiglione del Servizio assistenza intensificata a cui sono destinati i detenuti con gravi patologie. La decisione è stata presa dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, su indicazione dei medici della Asl di Sassari. Lì l'anarchico proseguirà il suo sciopero della fame. Ma ecco come si è arrivati al suo trasferimento.
Le conseguenze del digiuno
L'ultima visita della dottoressa di fiducia dell'avvvocato difensore Flavio Rossi Albertini, la cardiologa Angelica Milia, risale al 26 gennaio. È il Dap ad autorizzare le visite settimanali in prigione. La prossima era stata fissata per il 2 febbraio. Ora sarà riprogrammata per il trasferimento del detenuto. Dentro al Bancali non c'era un centro clinico, ma solamente un dottore per monitorare quotidianamente le condizioni di salute dei reclusi e che, per quanto riguarda Cospito, è stato in contatto costante con la dottoressa Milia.
Il 20 ottobre, prima di iniziare lo sciopero della fame, Cospito pesava 118 chili. Ora la bilancia ne misura 73. Quarantacinque chili in meno. Per un omone alto 194 centimetri, come il cinquantacinquenne anarchico di Pescara. L'indice di massa corporea, che prima era sopra i trenta, "da persona obesa", ora è sceso a 20, "e tende verso il sottopeso", "rischiamo questioni irrisolvibili per gli organi", spiega Milia.
"Quando si perde oltre il 50 per cento del peso corporeo iniziale, intervengono questioni irreversibili. Andando avanti col digiuno si intaccano i muscoli prima, poi gli organi interni e alla fine i muscoli respiratori e il cuore - spiega la dottoressa -. Consumato l'indice di massa corporea, l'organismo cerca energia anche nel poco grasso che trova nella guaina nervosa dei nervi". In questi tre mesi e passa Cospito ha rifiutato tutto il cibo del carcere. È rimasto in vita solo bevendo un po' di acqua, prendendo zuccheri da qualche cucchiaino di miele e assumendo degli integratori di vitamine e sali minerali che a un certo punto avrebbe voluto sospendere e che solo la dottoressa Milia lo ha convinto a riprendere.
Spiega la cardiologa, "l'organismo di Cospito ora sta soffrendo di un calo di potassio pericoloso. Ha valori molto bassi. Rischia aritmia e fibrillazione cardiaca che potrebbero essergli fatali". Per questo è stata concordata, tra Milia e i sanitari del Bancali, una nuova terapia per reintegrare i sali.
Dopo un periodo di digiuno così prolungato anche la termoregolazione corporea non funziona più come dovrebbe. "Indossa tre paia di pantaloni e quattro o cinque maglie", aveva raccontato la dottoressa Milia. Una notte della scorsa settimana, nel tentativo di scaldarsi, aveva chiesto di fare la doccia, ma era caduto fratturandosi il naso.
I muscoli hanno infatti perso tono e forza, una debolezza estrema dovuta alla sindrome da assenza di nutrizione, che porta a mantenere male la posizione eretta. "Cospito ultimamente si muove sempre più su una sedia a rotelle", ha raccontato la cardiologa, che ha sconsigliato anche l'ora d'aria. Le difficoltà nella mobilità hanno però avuto anche ricadute piscologiche sulla condizione dell'anarchico: "Muoversi in carrozzina lo mette particolarmente giù", ha spiegato la dottoressa. Ma è pure il sistema nervoso a risentire del digiuno. Sempre Milia: "Cospito è ancora lucido, parla bene, riferisce però di avere amnesie a breve termine". L'avvocato Rossi Albertini aggiunge: "L'ho visto il 28 gennaio, è riuscito a sostenere un colloquio di un paio d'ore".
Lo sciopero della fame a oltranza
Ma l'anarchico, che sta portando avanti la sua battaglia estrema con una sfida sul suo stesso corpo rischiando per questo la vita, non ha nessuna intenzione di interrompere la sua forma di protesta. "Rifiuterò il Tso, dovranno legarmi al letto", aveva detto al suo avvocato.
La dottoressa Milia chiede però: "Se va in fibrillazione ventricolare con arresto cardiaco lo si rianima, ma poi? Il fisico è intaccato in modo grave e il recupero sarebbe difficile perché non vuole neanche l'alimentazione forzata. Non si può fare altro che toglierlo dal 41 bis".
I tempi sul 41 bis
Il termine per la risposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio all'istanza di revoca del 41 bis presentata dalla difesa dell'anarchico scade il 12 febbraio. Ma questa sera, durante il Consiglio dei ministri, il guardasigilli ha spiegato che ritiene di non revocare il regime di carcere duro, che era stato disposto dall'ex ministro Cartabia il 4 maggio 2022 sulla base di presunte connessioni fra "due realtà associative in stretta connessione con Cospito".
Rossi Albertini ha presentato un ricorso anche per Cassazione, con udienza fissata in camera di consiglio il 7 marzo, contro l'ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Roma, competente per il 41 bis.
Per Cospito significa altri lunghi giorni in sciopero della fame.