Le mille anime dell’anarchia riunite in piazza per Alfredo
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci , di Giuliano Foschini e Fabio TonacciROMA - "Hanno spaccato la capoccia a uno della Digos...i poliziotti, dico! Si sono menati da soli, tanto era il livello del marasma. Io gravito tra la Fai, la Federazione anarchica italiana, e i compagni. Conosco Alfredo Cospito personalmente ma le nostre posizioni sono totalmente all'opposto... Sono qui solo perché mi interessa salvare la vita di Alfredo e dei compagni in carcere. Stanno accusando di devastazione gente perché mentre scappava si tirava dietro le fioriere e per due scritte di ragazzini. Se ci facevano fare il corteo non succedeva niente! Non c'erano minorenni, c'erano gli studenti. E c'era anche qualcuno che tirava sassi così, senza motivo... non mi piace quella gente...".
ROMA - "Hanno spaccato la capoccia a uno della Digos...i poliziotti, dico! Si sono menati da soli, tanto era il livello del marasma. Io gravito tra la Fai, la Federazione anarchica italiana, e i compagni. Conosco Alfredo Cospito personalmente ma le nostre posizioni sono totalmente all'opposto... Sono qui solo perché mi interessa salvare la vita di Alfredo e dei compagni in carcere. Stanno accusando di devastazione gente perché mentre scappava si tirava dietro le fioriere e per due scritte di ragazzini. Se ci facevano fare il corteo non succedeva niente! Non c'erano minorenni, c'erano gli studenti. E c'era anche qualcuno che tirava sassi così, senza motivo... non mi piace quella gente...".
La Federazione anarchica informale, dunque. Più che un'organizzazione reale priva di comandanti (informale proprio perché orizzontale: Cospito, che è uno dei promotori, da nessuno viene definito "leader") è una sigla, sotto cui nel nostro Paese si riconoscono - stando ai report delle forze dell'ordine - meno di un centinaio di persone. La sua nascita si fa risalire al 21 dicembre 2003, quando con un volantino rivendicò l'esplosione vicino alla casa di Romano Prodi, allora presidente della Commissione europea. La Fai nel tempo ha risposto all'appello lanciato dai greci delle Cellule di cospirazione del fuoco (Ccf) per dar vita a un fronte internazionale di solidarietà anarchica, che si attiva su determinate battaglie. La sorte di Cospito è una di queste: da sei mesi la mobilitazione in suo nome va avanti, in Europa e in America.
I sobillatori che si infilano in cortei pacifici per cercare lo scontro con la polizia sono quel "qualcuno che tirava i sassi senza motivo", di cui parlava Ruggero. Anche lui anarchico, ma contrario a ogni forma di violenza.