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Caso Cospito, l'anarchico trasferito a Milano nel carcere di Opera. Nordio: "Tutelata la salute ma il 41bis non cambia"

Lo spostamento deciso dai medici della Asl di Sassari, in stretto contatto con il Dap diretto da Giovanni Russo. Meloni: "Lo Stato non deve farsi intimidire da chi pensa di minacciare i suoi funzionari"
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ROMA - Cospito è ad Opera, ma dal Consiglio dei ministri, convocato in serata, ecco la prima notizia. È stata "tutelata la sua salute, ma il 41bis non cambia". A dirlo, prima di entrare a palazzo Chigi, è stato il Guardasigilli Carlo Nordio che con i titolari degli Esteri Antonio Tajani e dell'Interno Matteo Piantedosi, fa il punto su Cospito e gli attentati in corso all'estero e in Italia. Dice Nordio: "La tutela della salute di ogni detenuto costituisce un'assoluta priorità". E Piantedosi aggiunge: "Lo Stato non si fa condizionare". E ancora, "le azioni violente degli anarchici non intimidiscono né condizionano il governo sulla modifica del regime di 41bis per Cospito".

Dunque non ci sono margini per "ammorbidire" il carcere duro per espressa volontà del governo. Dovranno essere i magistrati di Torino e della Procura nazionale Antimafia e Antiterrorismo di Roma a deciderlo, …

ROMA - Cospito è ad Opera, ma dal Consiglio dei ministri, convocato in serata, ecco la prima notizia. È stata "tutelata la sua salute, ma il 41bis non cambia". A dirlo, prima di entrare a palazzo Chigi, è stato il Guardasigilli Carlo Nordio che con i titolari degli Esteri Antonio Tajani e dell'Interno Matteo Piantedosi, fa il punto su Cospito e gli attentati in corso all'estero e in Italia. Dice Nordio: "La tutela della salute di ogni detenuto costituisce un'assoluta priorità". E Piantedosi aggiunge: "Lo Stato non si fa condizionare". E ancora, "le azioni violente degli anarchici non intimidiscono né condizionano il governo sulla modifica del regime di 41bis per Cospito".

Dunque non ci sono margini per "ammorbidire" il carcere duro per espressa volontà del governo. Dovranno essere i magistrati di Torino e della Procura nazionale Antimafia e Antiterrorismo di Roma a deciderlo, anche assumendosene la responsabilità, dopo aver analizzato la sua posizione attuale.

Cospito lascia Sassari per Milano

Alfredo Cospito ha lasciato il carcere Bancali di Sassari per quello di Milano Opera. Lo spostamento è stato deciso dai medici della Asl di Sassari, in stretto contatto con il Dap diretto da Giovanni Russo. Ed è frutto delle verifiche mediche sollecitate dalla dottoressa di Cospito Angelica Milia. Uno spostamento motivato da ragioni esclusivamente mediche, per monitorare la sua situazione dopo 103 giorni di sciopero della fame, ma che non cambia la linea dura sul 41bis, il carcere duro a cui è sottoposto Cospito, che ovviamente viene mantenuto anche nel nuovo carcere.

La casa di reclusione di Opera ospita circa 1.300 detenuti, sia comuni, sia con pene di lunga durata, sia in Alta sicurezza, nonché nel reparto per il 41bis. Ha un centro clinico importante con detenuti di lunga degenza. Ma può contare anche su un reparto distaccato presso l'ospedale San Paolo di Milano dove ci sono due stanze riservate per il 41bis. Tra i nomi famosi detenuti ad Opera Totò Riina, Bernardo Provenzano e il catanese Nitto Santapaola.  

L'avvocato di Cospito Flavio Rossi Albertini dice che, per il suo stato di salute, il suo cliente sarà preso in carico dal Sai, il Servizio assistenza intensificata, cioè la struttura che si occupa dei detenuti affetti da gravi patologie. Angelica Milia, la dottoressa personale di Cospito, ieri aveva sostenuto che il detenuto era a "rischio fibrillazione", per il forte calo di peso, oltre 40 chili, e ne aveva sollecitato il trasferimento.

Meloni, "lo Stato non si fa intimidire"

La premier Giorgia Meloni - che all'evento di Poste italiane per presentare il progetto Polis incontra anche il Guardasigilli Carlo Nordio - conferma totalmente la scelta di palazzo Chigi. Che da ieri, alle 17, ha imposto uno stop a qualsiasi iniziativa a favore di Cospito, a partire soprattutto dall'ipotesi di toglierlo dal 41bis, il carcere duro e senza contatti con l'esterno, che a ottobre gli è stato imposto dalla procura di Torino, con la piena conferma della Procura nazionale antimafia. E giusto in queste ore, dopo la richiesta dell'avvocato di Cospito, Flavio Rossi Albertini, di togliere proprio questa misura, sia a Torino che a Roma si sta valutando la situazione. A Torino con Anna Maria Loreto, al vertice della procura, a Roma con il capo della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo. Ma la decisione non dovrebbe giungere già oggi.

Dice Meloni: "Credo che lo Stato non si debba far intimidire da chi pensa di minacciare i suoi funzionari". Una linea anticipata, anche in questo caso come ieri, dai suoi uomini di governo, a partire dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro che, dal carcere di Biella, la sua città, ribadisce che "lo Stato non può arretrare, di fronte alla lunga scia serpentosa di sangue e attacchi che testimoniano di come quell'uomo riesca a dare segnali esterni con assalti e violenza nei confronti delle istituzioni". Stesse considerazioni da Tommaso Foti, capogruppo di FdI alla Camera. E stessa linea dal sottosegretario alla Giustizia della Lega Andrea Ostellari che dice "non si è pentito e lo Stato non può cedere ai ricatti". Proprio Oastellari, domani, riferirà a sua volta in commissione Giustizia a Montecitorio. E dal ministro degli Esteri Antonio Tajani arriva un altro altolà dopo gli attentati alle ambasciate che hanno costretto la Farnesina a far partire una rete di protezione da possibili attacchi futuri: "Le azioni violente di questi giorni non intimidiscono lo Stato italiano" dice Tajani.

Consiglio dei ministri su Cospito e gli attentati

Per fare il punto della situazione, e per ascoltare le relazioni sugli attentati anarchici all'estero e in Italia, e ovviamente su Cospito, è stato convocato un Consiglio dei ministri urgente alle 19 e trenta. Dove ci saranno le relazioni dei ministri degli Esteri Tajani, dell'Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia Nordio. E mentre prosegue l'offensiva anarchica con un'auto della polizia bruciata in viale Tibaldi alcune molotov lanciate a Milano.

Ma Nordio può eliminare il 41bis?

Il Guardasigilli Nordio, per legge, può eliminare il 41bis e annullare un'autorizzazione firmata da un precedente ministro della Giustizia? Nel caso di Cospito da Marta Cartabia a maggio del 2022, dopo la richiesta fattale dai magistrati antimafia di Torino confermata dalla procura nazionale antimafia e antiterrorismo di Roma. È stata la difesa di Cospito, con Flavio Rossi Albertini, a rivolgersi al ministro il 12 gennaio. Producendo motivazioni tratte da atti giudiziari che dimostrerebbero come Cospito, nella corrispondenza che inviava all'esterno dal carcere, non si fosse messo in contatto con cellule anarchiche operative. In particolare, Rossi Albertini trae spunto dalle motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Roma del 2019 dalla quale si evince che i destinatari degli scritti di Cospito non erano affiliati al Fai. Lo stesso avvocato di Cospito ricorda che Nordio ha un mese di tempo per rispondere e, se non dovesse farlo, la richiesta sarebbe di per sé ritenuta respinta. Al di là del condizionamento politico - il no netto di Meloni e dei suoi a qualsiasi "cedimento" a chi fa attentati - Nordio dovrà necessariamente tenere conto della nuova decisione della procura di Torino e della procura nazionale antiterrorismo che a loro volta, dopo la richiesta del legale di Cospito, devono pronunciarsi. Se i magistrati confermano il 41bis, Nordio dovrà firmarlo e quindi confermarlo. Qualora invece le toghe ne escludano la necessità, Nordio ne prenderà atto. E la stagione del 41bis per Cospito sarà chiusa.

C'è un solo caso in cui un Guardasigilli ha deciso di non rinnovare il 41bis. Parliamo di Giovanni Conso, ormai scomparso, che nel 1993 nel governo Ciampi non rinnovò, come lui stesso ammise davanti alla commissione Antimafia, i decreti per 140 aderenti a Cosa nostra. Disse di averlo fatto "per evitare altre stragi". Escluse che la sua scelta fosse stata il frutto di una "trattativa", parlò di "una decisione solitaria, non comunicata ad alcuno, non era un'offerta di tregua o per aprire una trattativa, non voleva essere vista in un'ottica di pacificazione, ma per vedere di fermare la minaccia di altre stragi". Per tutto questo Conso è finito nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

Il Pd a Meloni, "venga in Parlamento"

Tutto il Pd si muove per Cospito. Il vice segretario Beppe Provenzano si chiede "dove sia finito il garantista Nordio". Il senatore Walter Verini, consiglio dei ministri a parte, chiede che il governo su Cospito e sugli attentati anarchici riferisca subito in Parlamento. La responsabile Giustizia Anna Rossomando dice "no agli  indietreggiamenti, ma è necessario evitare la morte di Cospito".

L'appello degli artisti per Cospito 

Anche gli artisti si muovono per Cospito. Con le firme, tra gli altri di Valerio Mastandrea, Jasmine Trinca, Michele Riondino e Paolo Calabresi, ecco la richiesta diretta al ministro Nordio: "Il 13 gennaio il difensore di Cospito ha rivolto una richiesta al ministro per revocargli il 41 bis, il ministro ha trenta giorni per decidere, nella sua inerzia e indifferenza i giorni scorrono inesorabilmente e Alfredo potrebbe morire da un momento all'altro. La lotta di Alfredo ci chiama a ragionare sul senso di umanità e di utilità delle leggi del nostro paese, sull'evidente dismisura tra reato e pena. Per questo Alfredo Cospito è pronto a morire. Non si tratta solo di una vicenda personale o di buonismo, ma di affermare un principio. Per questo chiediamo al Ministro e alle istituzioni di intervenire prima che sia troppo tardi".