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Covid, perché è troppo presto per dichiarare la fine dell'emergenza sanitaria internazionale

(reuters)
L'Oms è preoccupata per quello che accade in Cina: "Ci sono ancora troppi morti". In Italia la situazione è sempre migliore e sembra avvicinarsi l'endemia. Ricciardi: "Merito dei vaccini"
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L'emergenza sanitaria internazionale resta, almeno per ora, perché secondo l'Oms ci sono ancora troppi decessi, dopo il boom di contagi in Cina. Il miglioramento della situazione in Europa è però sotto gli occhi di tutti. Anche in Italia le cose vanno bene e tanti indicatori suggeriscono che la fase di endemia, cioè di convivenza con il virus, si avvicina. Quanto tempo manchi ancora, però, gli esperti non sono in grado di dirlo.

In Italia mai dati così bassi da un anno e mezzo

Nella settimana fino a giovedì 26 gennaio in Italia ci sono stati 38.168 casi, cioè poco più di 5 mila al giorno. Il dato è il più basso registrato dal novembre del 2021, cioè da prima che nel mondo si presentasse la variante Delta, poi sostituita da Omicron, che con le sue sottovarianti è ancora la forma di coronavirus in circolazione. Nello stesso periodo i decessi sono stati 345, cioè il 30% in meno…

L'emergenza sanitaria internazionale resta, almeno per ora, perché secondo l'Oms ci sono ancora troppi decessi, dopo il boom di contagi in Cina. Il miglioramento della situazione in Europa è però sotto gli occhi di tutti. Anche in Italia le cose vanno bene e tanti indicatori suggeriscono che la fase di endemia, cioè di convivenza con il virus, si avvicina. Quanto tempo manchi ancora, però, gli esperti non sono in grado di dirlo.

In Italia mai dati così bassi da un anno e mezzo

Nella settimana fino a giovedì 26 gennaio in Italia ci sono stati 38.168 casi, cioè poco più di 5 mila al giorno. Il dato è il più basso registrato dal novembre del 2021, cioè da prima che nel mondo si presentasse la variante Delta, poi sostituita da Omicron, che con le sue sottovarianti è ancora la forma di coronavirus in circolazione. Nello stesso periodo i decessi sono stati 345, cioè il 30% in meno della settimana precedente. Kraken e Orthrus, sottovarianti che altrove, ad esempio negli Usa, hanno provocato un gran numero di casi, sono presenti ma non preoccupano visto che nelle ultime rilevazioni dell'Istituto superiore di sanità si contava appena qualche caso dovuto a queste forme.

L'Oms: l'emergenza non è finita

La settimana scorsa si è riunito il Comitato emergenze dell'Organizzazione mondiale della sanità, che nel febbraio del 2020 dichiarò l'emergenza sanitaria globale. Ci si aspettava che venisse annunciato il ritorno alla normalità ma la situazione in Cina è ancora troppo pesante per considerare il pianeta fuori dal Covid. Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell'Oms, ha infatti spiegato che il Covid "continua a costituire un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale", anche se "siamo senz'altro in una situazione migliore rispetto a un anno fa, quando l'ondata di Omicron era al picco e oltre 70mila morti a settimana venivano riportate all'Oms". Il boom di contagi delle ultime settimane in Cina, da dove tra l'altro arrivano numeri non sempre attendibili, non deve essere sottovalutato. 

Nell'ottobre scorso si era registrato il numero di morti più basso dall'inizio della pandemia, meno di 10 mila a settimana "ma dall'inizio di dicembre, i decessi sono tornati nuovamente ad aumentare: 40mila circa la scorsa settimana, oltre la metà in Cina", ha detto Ghebreyesus. In totale, negli ultimi 2 mesi sono state registrate più di 170mila morti. Ci sono poi Paesi dove gli strumenti salvavita come i vaccini "non sono diffusi fra le fasce di popolazione che ne hanno più bisogno, molti sistemi sanitari faticano a fronteggiare Covid-19 e la sorveglianza e il sequenziamento dei casi sono diminuiti drasticamente in quasi tutto il mondo".

Secondo il Comitato di emergenza dell'Oms, "la pandemia Covid-19 è probabilmente in una fase di transizione" e suggeriscono "attenzione in questa transizione" e "di mitigare le potenziali conseguenze negative". Gli esperti del comitato avvertono: "Il virus conserva la capacità di evolversi in nuove varianti con caratteristiche imprevedibili" e quindi c'è la "necessità di migliorare la sorveglianza e la segnalazione di ricoveri e decessi per comprendere meglio l'attuale impatto sui sistemi sanitari".

Ricciardi: "Ci vuole ancora prudenza"

A spiegare la decisione dell'Oms è Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica. "Dai noi va meglio ma in Cina vediamo una situazione drammatica. E in più i dati non si conoscono. Con un Paese dove imperversa così e anche con altre situazioni, come quella degli Usa, dove ci sono comunque moltissimi contagi, non si può chiudere la questione". Sul valore della dichiarazione di stato di emergenza, Ricciardi spiega. "Ha certamente un'utilità limitata. Ma se sei in emergenza hai un ascolto più forte da parte dei governi, che normalmente tendono a ridimensionare".

Riguardo alla situazione italiana e alla possibilità che si passi a una vaccinazione annuale, come suggerito dalla statunitense Fda, Ricciardi aggiunge: "E' presto per dire se siamo pronti a fare un vaccino ogni anno come per l'influenza. Dobbiamo aspettare e affidarci comunque a questa forma di protezione, che ha permesso di arrivare dove siamo oggi, insieme all'immunizzazione naturale di chi è stato colpito, che talvolta però paga il prezzo del Long Covid".