✕

Caso Cospito, “Bisogna garantire le cure”. I candidati Pd si schierano ma Schlein resta in silenzio

Da Bonaccini a Cuperlo, “garantire le cure”. La deputata emiliana non prende posizione: la sorella fu presa di mira dagli anarchici in Grecia
2 minuti di lettura

MILANO - È solo una questione di sfumature: a prescindere dal proprio posizionamento congressuale, nel Pd bene o male c'è una visione comune sul caso Alfredo Cospito. Ovvero: no alle prove di forza dello Stato, sì piuttosto allo Stato di diritto e alla revoca del 41bis nei confronti del militante anarchico in sciopero della fame da 103 giorni. "La ferma condanna e l'intransigenza verso qualsiasi forma di violenza eversiva da un lato, e la cura necessaria per chi sta in carcere dall'altro, sono due piani totalmente distinti ma ugualmente essenziali in uno Stato di diritto. Non ci possono essere né ambiguità né esitazioni su ciascuno di questi due principi costituzionali", spiega Stefano Bonaccini, presidente emiliano e candidato alla segreteria Pd.

Paola De Micheli, in corsa anche lei per la guida del partito, ritiene "un bene che Cospito sia stato trasferito per garantire le cure dovute in un quadro di doverosa …

MILANO - È solo una questione di sfumature: a prescindere dal proprio posizionamento congressuale, nel Pd bene o male c'è una visione comune sul caso Alfredo Cospito. Ovvero: no alle prove di forza dello Stato, sì piuttosto allo Stato di diritto e alla revoca del 41bis nei confronti del militante anarchico in sciopero della fame da 103 giorni. "La ferma condanna e l'intransigenza verso qualsiasi forma di violenza eversiva da un lato, e la cura necessaria per chi sta in carcere dall'altro, sono due piani totalmente distinti ma ugualmente essenziali in uno Stato di diritto. Non ci possono essere né ambiguità né esitazioni su ciascuno di questi due principi costituzionali", spiega Stefano Bonaccini, presidente emiliano e candidato alla segreteria Pd.

Paola De Micheli, in corsa anche lei per la guida del partito, ritiene "un bene che Cospito sia stato trasferito per garantire le cure dovute in un quadro di doverosa umanità. Occorre valutare la revoca del 41-bis in questo caso". Anche se, riflette, "le azioni degli anarchici di questi giorni hanno pesantemente inquinato la discussione". Altro candidato, altro parere, Gianni Cuperlo: "Nessuna violenza - scrive su Twitter - è tollerabile o da giustificare. Il punto è che se un detenuto sta male e corre rischi seri per la propria salute va trasferito e ricoverato perché questo è il dovere di uno Stato democratico. Il resto è solo propaganda di Stato". Manca all'appello Elly Schlein ed è un silenzio che si fa notare, non casuale. Pesa molto la vicenda che ha riguardato la sorella Susanna, consigliera diplomatica a cui gli anarchici di Atene a dicembre hanno incendiato l'auto, azione rivendicata dai greci proprio in solidarietà con Cospito.

Comunque il vicesegretario pd Peppe Provenzano, impegnato a fianco di Schlein nella battaglia congressuale, ricorda "di aver sottoscritto subito l'appello di Luigi Manconi. Per ragioni di diritto, e cioè la sproporzione della misura del 41bis rispetto ai suoi crimini, visto che non è un mafioso. Ma anche con la preoccupazione politica che così lo si stava rendendo un martire". Ragiona Lia Quartapelle, responsabile esteri del partito e sostenitrice della candidatura di Bonaccini: "Quanto sta subendo Cospito è inumano e sa di accanimento considerando che non ha ucciso nessuno".

Il capodelegazione in Europa del Pd Brando Benifei dice che "nel nostro ordinamento non esiste la pena di morte. In questo caso il 41 bis su Cospito sta avendo questo risultato. Dovremmo chiedere la sospensione temporanea del regime carcerario che sta subendo Cospito: la sua morte sarebbe una sconfitta dello Stato e della giustizia". Il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino, sottolinea che "occorre separare totalmente la valutazione sullo stato di salute di Cospito, rispetto a cui gli allarmi vanno assolutamente e immediatamente ascoltati, e quella sulle non accettabili proteste violente. La decisa e necessaria condanna per questi atti non può in alcun modo condizionare la valutazione sullo stato di salute del detenuto". Sono ancora più nette le posizioni dei rossoverdi. "Non è accettabile, in un Paese democratico e rispettoso diritti umani, lasciar morire un condannato in sciopero della fame. La revoca del 41bis è l'unico gesto di umanità che il governo può e dovrebbe compiere", chiede Marco Grimaldi. Discorso diverso per i 5 Stelle, che hanno dalla loro una cultura più giustizialista e infatti si parla di "pericolosa rete di solidarietà eversiva verso Cospito che va contrastata e recisa con fermezza". In questo marcando una certa distanza da un'area più libertaria della sinistra