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Cospito, il ministro Nordio: "L'ondata di gesti vandalici giustifica il 41 bis. Sul terrorista decisione in arrivo"

Il Guardasigilli risponde a un fuoco di domande nella conferenza con i colleghi degli Interni (Piantedosi) ed Esteri (Tajani): "Il trasferimento del detenuto a Milano non significa cedimento da parte dello Stato ma tutela della salute". E sulla decisione di togliergli il carcere duro all'anarchico: "Siamo in attesa del parere dell'Antimafia"
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ROMA - Caso Cospito e attentati anarchici. Dice Nordio: "L'ondata di violenza e di gesti vandalici e intimidatori sono, da un lato, la prova che il legame tra il detenuto e i suoi compagni esterni rimane, e tenderebbe a giustificare il mantenimento del 41bis, e dall'altro che lo Stato non può venire a patti, né essere intimidito, né dare anche il minimo segno di cedere di fronte ad attività violente e minacciose". Bisogna partire da questa frase per raccontare la fluviale conferenza stampa del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dell'Interno Matteo Piantedosi e degli Esteri Antonio Tajani che si è svolta a 12 ore dal consiglio dei ministri di lunedì sera dedicato al caso Cospito e agli attentati anarchici in Italia e all'estero. 

Riflettori dei giornalisti soprattutto sul Guardasigilli Nordio, per lui raffica di domande e parallela raffica di risposte. Che meritano di essere citate e la cui sintesi &egrav…

ROMA - Caso Cospito e attentati anarchici. Dice Nordio: "L'ondata di violenza e di gesti vandalici e intimidatori sono, da un lato, la prova che il legame tra il detenuto e i suoi compagni esterni rimane, e tenderebbe a giustificare il mantenimento del 41bis, e dall'altro che lo Stato non può venire a patti, né essere intimidito, né dare anche il minimo segno di cedere di fronte ad attività violente e minacciose". Bisogna partire da questa frase per raccontare la fluviale conferenza stampa del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dell'Interno Matteo Piantedosi e degli Esteri Antonio Tajani che si è svolta a 12 ore dal consiglio dei ministri di lunedì sera dedicato al caso Cospito e agli attentati anarchici in Italia e all'estero. 

Riflettori dei giornalisti soprattutto sul Guardasigilli Nordio, per lui raffica di domande e parallela raffica di risposte. Che meritano di essere citate e la cui sintesi è: il ministro della Giustizia non può decidere da solo sulla conferma o sulla cancellazione del 41bis, ma deve ascoltare i pareri della magistratura che ha in mano la questione. E Nordio annuncia che il parere della Procura nazionale Antimafia sul caso Cospito "è in arrivo", mentre il Procuratire generale di Torino, Francesco Saluzzo, vittima di una busta con proiettili anarchici, ha chiesto formalmente di essere ascoltato e lo sarà a breve. 

Il 41 bis e gli attacchi anarchici  

Nordio parte dagli anni del terrorismo. "A titolo personale, e avendo condotto inchiesta sulle Brigate rosse in Veneto negli anni Ottanta, in pieno terrorismo, ho scritto allora che di fronte alla violenza non si tratta, di fronte al caso Moro è stato giusto seguire la linea della fermezza. All'epoca avevo il conforto dei massimi rappresentanti della Resistenza italiana, da Valiani a Pertini, e a sinistra il ministro Pecchioli. Il minimo segno di cedimento, anche minimo, sarebbe stato fatale". 

Lo sciopero della fame può incidere sul 41bis? Nordio: "La risposta è negativa, il 41bis non si tocca e va bene così. Possono essere cambiate le condizioni di detenzione per lo sciopero fame? No, per la ragione semplice che se accedessimo a questa richiesta potremmo trovarci davanti a 500 mafiosi al 41bis che fanno lo sciopero della fame e versano nella condizione di Cospito e allora dobbiamo dire che, per privilegiare la salute, glielo dobbiamo togliere? L'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge impone la massima tutela della salute della persona, ma il mantenimento del 41bis, fin quando, nel caso di Cospito, la magistraura a marzo non dovesse decidere di cambiare". Nordio parla della decisione del 7 marzo della Cassazione sull'istanza dell'avvocato di Cospito Flavio Rossi Albertini di togliere il 41bis. 

Il 41bis e Messina Denaro

Ancora Nordio: "La legge è uguale per tutti, sull'applicazione del 41bis la magistratura è sovrana. Se Messina Denaro fa la stessa richiesta, non vedo perché dovremmo adottare un comportamento diverso".  

Lo Stato può cedere? 

Nordio: "È impensabile che lo Stato ceda perché lo stesso detenuto pone lo Stato nella condizioni di cedere". 

Chi decide sul 41bis, il Guardasigilli o la magistratura?

Nordio: "Qualsiasi parere non può e non deve essere adottato se prima il ministero della Giustizia non riceve i pareri di tutte le autorità giudiziarie". Perché? "La magistratura è assolutamente sovrana e il ministero non può assolutamente intervenire dopo settimane in cui la magistratura lavora, quindi bisogna aspettare la  sentenza della Cassazione". Prosegue Nordio: "Una cosa è certa, il parere del ministro transita attraverso il parere dei magistrati, il Procuratore  nazionale antimafia, il giudice di sorveglianza, i pm che seguono il processo in corso".

Ed ecco la notizia della richiesta del Pg Saluzzo: "Ieri è arrivata una richiesta ufficiale del procuratore generale di Torino Saluzzo che chiede di essere sentito perché a suo avviso la norma prevede il parere del pm e del giudice procedente. La sua è fondata, attendiamo il suo parere". 

Ma il 41 bis è una misura indispensabile? 

"In questo momento storico - dice Nordio - il 41 bis è indispensabile, e penso sia necessario mantenerlo. È auspicabile che venga ridotto di fatto con un mutamento di atteggiamento da parte di chi vi è sottoposto. Si applica a persone che dal carcere continuano a predicare violenza e illegalità, e continuano a essere un pericolo. Vale per i mafiosi, ma vale anche se pm e giudici diversi, poiché la magistratura è sovrana, legittimano di mantenerlo. In questo momento il 41bis non va messo in discussione, se un domani le cose cambiassero allora cambierebbero anche le leggi". 

A chi spetta decidere sul 41bis? Ministro o magistrati?

Nordio: "Parlo da ministro e da tecnico, quando il 41bis viene disposto l'onore della prova che esistono le condizioni per applicarlo spetta a chi lo applica, alla magistratura e al Ministero. Contro questa decisione, nel caso di Cospito, i ricorsi sono stati rivolti sia alla magistratura che al Ministero. Nel caso attuale l'onere della prova è invertito, è il richiedente che deve dimostrare che sono venute meno le condizioni per il 41bis. Le motivazione, anche integrate dal difensore, sono oggetto di  analisi sia della magistratura e sia del ministro. La magistratura è sovrana, guai se il ministero dovesse influenzarla".

Sul 41bis la legge è uguale per tutti? 

Nordio: "La legge è uguale per tutti, se sottoposto al 41bis, l'anarchico o il mafioso per la legge è uguale. Le reazioni non tengono conto di questo, che la legge è uguale per tutti. Io non discuto se il magistrato ha fatto bene o male, ma dalla decisione dipende l'applicazione de iure del 41bis, e una volta presa non possiamo distinguere se il 41bis applicato all'anarchico è diverso dal 41bis del mafioso". 

Quando si può togliere il 41bis?

Nordio: "Il 41bis è una formula di estremo rigore, che può essere modificata se c'è non dico redenzione, ma rieducazione come prevede la Costituzione, il distacco dall'attività criminogena. Secondo l'etica religiosa si dà l'indulgenza se non si commette piu peccato. Se c'è un minimo di prova o indizio che la persona smette di tenere rapporti criminosi all'esterno, è giusto che il 41bis venga abolito. Ma se il proselitismo in carcere e l'istigazione al reato continuano, il 41bis ha senso, perché previene il reato, e viene applicato quando la persona dall'interno del carcere continua a delinquere". 

Anarchici e mafia sono assieme contro lo Stato? 

Nordio: "Tutti i nemici dello Stato e della democrazia, che siano anarchici o terroristi neri o rossi, hanno una cosa in comune, tendono a coalizzarsi anche occasionalmente contro il nemico comune. Per esperienza diretta, dopo le indagini sul terrorismo rosso, nero, e sulla mafia, dico che il rischio c'è, ma limitato, perché lo Stato ha la massima attenzione ad evitare contatti e complicità. Nelle carceri italiane la situazione è sotto controllo". 

La salute di Cospito

Ancora Nordio: "Il diritto alla salute del detenuto è un principio sacro e inviolabile. Abbiamo ricevuto un piccolo segno, anche se opinabile, del peggioramento della salute di Cospito, che per questo è stato trasferito con la massima celerità nella struttura in cui era possibile garantire l'assistenza sanitaria e mantenere il 41bis". 

Cospito e il 41bis, alla fine deciderà il consiglio dei ministri? 

Nordio: "Bisogna valutare il parere dei magistrati che conoscono la situazione di Cospito, è probabile una discussione in consiglio dei ministri, e anche una discussione parlamentare su caso specifico e sulla questione in generale per capire la posizione delle forze politiche su un tema che tocca l'etica e la civiltà giuridica, il diritto salute, il diritto alla sicurezza, l'uguaglianza dei cittadini davanti allo Stato che però non deve dare l'impressione di cedere alle pressioni". 

Il caso Donzelli 

Nordio: "Escludo in via assoluta che vi siano rapporti non solo del Pd, ma dei parlamentari, con Cospito. È un loro diritto visitare i detenuti, io stesso sono andato con Rita Bernardini nelle carceri, i mie amici radicali ci andavano, ed è un diritto dei parlamentari andarci per fare visite pastorali".

Da Tajani no alla violenza contro lo Stato

Netto il no del titolare della Farnesina Tajani "alla violenza contro lo Stato e contro le nostre sedi diplomatiche". E di quelle colpite il ministro degli Esteri fornisce un lungo elenco, "dal più grave, il 2 dicembre ad Atene, la vettura bruciata sotto la residenza di Susanna Schlein" che si sarebbe potuto risolvere in una strage "perché se fosse esplosa la seconda molotov sarebbe saltata in aria tutta la palazzina". E ancora  attentati a La Paz, Lugano, Atene, Santiago, Barcellona, Buenos Aires, Basilea, Stoccarda, Porto Alegre, Madrid, Berlino. Tajani lo spiega con "la rete anarchica che esiste in tutto il mondo, anche se non esiste il partito anarchico mondiale, ma è ovvio che c'è una solidarietà internazionale, per cui l'attacco all'Italia avviene ovunque". La linea di Tajani è che "lo Stato sta dalla parte della legge e della democrazia, ma in questo momento è vittima degli attacchi anarchici". Quanto a Cospito, "nessuno ha mai voluto mettere a repentaglio la salute di un detenuto, tant'è che Nordio ha disposto il suo trasferimento, mantenendo il 41bis che non lede la salute di un detenuto".

Piantedosi, gli anarchici non sono mai spariti

"Non è vero che gli anarchici sono spariti, da anni impegnano l'attenzione delle forze di polizia, e sono protagonisti di rivendicazioni contro il sistema detentivo" dice il ministro dell'Interno Piantedosi. E sul caso Cospito: "Non siamo assolutamente condizionati dalle vicende della gestione del detenuto Cospito, che innanzitutto passano dall'autorità giudiziaria, ed è anche ultroneo dire che non ci faremo condizionare, perché il 41bis seguirà i percorsi già intrapresi. Sul piano dell'ordine pubblico i fatti di questi giorni hanno imposto di alzare il livello di attenzione rispetto all'effervescenza anarchica". E ancora su Cospito: "Uno fa lo sciopero della fame, e lo Stato risponde aboliamo il carcere? Non basta questo per far cambiare idea sulla sua situazione".