Si può essere felici anche a settant'anni. Anzi: è nella vita liberata degli over, in quei tempi supplementari regalati dall'allungarsi dell'aspettativa di vita che c'è lo spazio per una nuova felicità. Liberata dai fardelli dell'età di mezzo, la longevità è un valore per chi la vive al punto che, nell'ultimo focus del Censis, l'87,6 per cento degli anziani si dichiara soddisfatto della propria vita, ben più del resto della popolazione per cui l'appagamento si ferma al 59,6 per cento. E anche all'Istat risulta che i "pienamente soddisfatti" tra i settantenni sono più dei sessantenni.
Così funziona pure Oltreoceano, dove un recente studio dell'American association of retired persons e del National geographic ha scoperto che la felicità diminuisce nell'ultima fase della vita produttiva per poi aumentare di nuovo a settanta e ottant'anni quando ci si rit…
Si può essere felici anche a settant'anni. Anzi: è nella vita liberata degli over, in quei tempi supplementari regalati dall'allungarsi dell'aspettativa di vita che c'è lo spazio per una nuova felicità. Liberata dai fardelli dell'età di mezzo, la longevità è un valore per chi la vive al punto che, nell'ultimo focus del Censis, l'87,6 per cento degli anziani si dichiara soddisfatto della propria vita, ben più del resto della popolazione per cui l'appagamento si ferma al 59,6 per cento. E anche all'Istat risulta che i "pienamente soddisfatti" tra i settantenni sono più dei sessantenni.
Così funziona pure Oltreoceano, dove un recente studio dell'American association of retired persons e del National geographic ha scoperto che la felicità diminuisce nell'ultima fase della vita produttiva per poi aumentare di nuovo a settanta e ottant'anni quando ci si ritrova con più tempo libero e meno stress. Il 27 per cento degli adulti statunitensi sulla settantina si dice addirittura "molto felice", mentre la percentuale crolla via via col diminuire dell'età, fino al 16 per cento dei quarantenni.
"Sono un vecchio, contento di esserlo", dice Vittorino Andreoli, psichiatra e autore del saggio Lettera a un vecchio. "In questa fase della vita ci trasformiamo, mutano i bisogni e le aspettative e arriva una nuova visione del mondo. Non dobbiamo più timbrare un cartellino, non dobbiamo dimostrare più niente a nessuno, siamo liberati dal peso di una società della competizione e della performance", aggiunge il professore.
In media in Italia si va in pensione a 62 anni, ma l'aspettativa di vita è di 85 anni per le donne, 82 per gli uomini. Eppure, secondo le definizioni fin qui adottate, è anziano chi ha compiuto 65 anni di età. Nel 2018 la Società italiana di geriatria e gerontologia propose di aggiornare il concetto di anzianità alzando l'asticella fino ai 75 anni. Alcuni studi, tra i quali una ricerca dell'università svedese di Göteborg, hanno dimostrato che i settantenni di oggi sono più performanti dei loro coetanei di trent'anni fa. Più colti, più attivi, più curati, ottengono risultati migliori anche nei test di intelligenza e cognitivi. Un settantacinquenne di oggi ha la forma fisica e intellettiva di un cinquantacinquenne degli anni Ottanta.
A patto d'arrivarci bene. Ma in questo confortano pure gli indicatori di salute che, pre-Covid, spostavano in avanti nell'arco della vita l'insorgere di patologie più gravi. "Non solo abbiamo vent'anni di vita supplementari dovuto all'allungarsi dell'aspettativa, ma fino ai 75 anni la condizione clinica in media è sorprendentemente buona", racconta Roberto Bernabei, geriatra del policlinico Gemelli di Roma, secondo il quale "dal punto di vista biologico il pensionamento prima dei settanta anni è un nonsense. Anche se la liberazione dal mondo del lavoro concede senz'altro una forma di serenità maggiore".
Il tempo ritrovato si riempie così di attività, ruoli, progetti che generano soddisfazione. Dei sei milioni di settantenni, che oggi sono il 10,2 per cento della popolazione italiana, più di un milione pratica sport in maniera abbastanza continuativa e non si tratta solo di sportivi di vecchia data ma anche di new entry.
E un boom relativo negli ultimi dieci anni si è avuto tra gli over 75. Nello stesso periodo sono aumentati anche gli adulti anziati tornati tra i banchi, più donne che uomini, soprattutto nelle università della terza età. Uno su tre si regala anche una vacanza ogni anno. E anche il "silver tourism" è una risorsa visto che secondo la Commissione europea nel 2030 saranno 140 milioni i turisti ultrasessantenni nel continente sempre più vecchio. La vita liberata si traduce anche in altruismo: i numeri dell'Istat raccontano che più dei sessantenni, i settantenni si impegnano in attività gratuite con le associazioni di volontariato e donano di più.
Su quest'ascesa dei longevi, dice Bernabei, "ci vorrebbe però una riflessione comune, collettiva, per utilizzare al meglio questi vent'anni extra che ci sono stati dati. Almeno per quei settantenni che sono vigili, attivi, vogliosi. Questi nuovi settanta anni vitalizzati sono un serbatoio di petrolio, uno dei pochi, se non l'unico, da non disperdere" in un Paese come l'Italia, travolto da uno tsunami d'argento.