La cometa dei Neanderthal si avvicina alla Terra, ecco come osservarla
di Matteo Marini , di Matteo MariniÈ arrivato il momento di uscire ad ammirare la cometa. Questi giorni, in cui il meteo sta dando un po’ di tregua sono anche quelli in cui C/2022 E3 (ZTF), altrimenti nota come “la cometa dei Neanderthal”, brilla più che mai nel nostro cielo. In particolare tra l’1 e il 2 febbraio, perché si trova alla minima distanza dalla Terra. Ecco come poterla osservare per godersi lo spettacolo.
Visibile a occhio nudo
Le ultime stime dicono che la luminosità apparente di C/2022 E3 (ZTF) nelle ultime settimane ha superato il limite di visibilità ad occhio nudo, e la vicinanza è proprio uno dei fattori. Tuttavia è, e con tutta probabilità resterà, molto debole per essere vista da cieli urbani o periurbani: “Non è molto diverso dall’osservare la galassia di Andromeda, che è l’oggetto più lontano visibile senza strumenti - spiega l’astrofisico del Virtualtelescop…
È arrivato il momento di uscire ad ammirare la cometa. Questi giorni, in cui il meteo sta dando un po’ di tregua sono anche quelli in cui C/2022 E3 (ZTF), altrimenti nota come “la cometa dei Neanderthal”, brilla più che mai nel nostro cielo. In particolare tra l’1 e il 2 febbraio, perché si trova alla minima distanza dalla Terra. Ecco come poterla osservare per godersi lo spettacolo.
Visibile a occhio nudo
Le ultime stime dicono che la luminosità apparente di C/2022 E3 (ZTF) nelle ultime settimane ha superato il limite di visibilità ad occhio nudo, e la vicinanza è proprio uno dei fattori. Tuttavia è, e con tutta probabilità resterà, molto debole per essere vista da cieli urbani o periurbani: “Non è molto diverso dall’osservare la galassia di Andromeda, che è l’oggetto più lontano visibile senza strumenti - spiega l’astrofisico del Virtualtelescope projec Gianluca Masi - le condizioni sono determinanti: serve un cielo buio, lontano dalle città. E anche la scelta dei tempi è importante: in questi giorni anche la Luna è un problema”.
Le ore migliori verso il mattino
Le ore migliori, in particolare per la notte tra l’1 e il 2 febbraio, sono quelle della seconda parte della notte, più verso il mattino, quando il nostro satellite sarà più basso sull’orizzonte o addirittura tramontato. “Conviene approfittare parte finale della notte, dopo le 4 del mattino del 2 di febbraio mentre la Luna sta per tramontare - aaggiunge l’astrofisico - e lascia il cielo più sgombro anche se la cometa non sarà più alla massima altezza. Proprio in quel momento saremo in diretta streaming con il Virtualtelescope project per mostrare la cometa”.
Sguardo verso il nord celeste
Soprattutto nei cieli cittadini, la cometa è un “batuffolo” verde facile da trovare con un piccolo binocolo. In questi ultimi giorni la sua posizione in cielo ha raggiunto la regione “circumpolare”, non lontano dalla stella che indica il nord. Significa che non scende sotto l’orizzonte ma resta “appesa” a ruotare attorno alla polare. Per trovarla bisogna cercare tra quest’ultima e le stelle dell’Orsa maggiore. Se la visibilità è buona e il cielo non è velato da umidità o nuvole, si possono scorgere anche alcuni dettagli tipici di questi “fossili” del Sistema solare. “Ha un aspetto bellissimo - riprende Masi - con la struttura classica di una cometa che ha le due code, una di polveri e una di ioni”.
Masi ha fotografato la cometa da Roma, con una reflex e un cavalletto, diversi scatti con esposizioni da 10 secondi. Senza inseguimento, perché la posizione circumpolare lo permette. Ma gli astrofotografi in giro per il mondo si sono scatenati, sia con telescopi, che con obiettivi a focale più corta, per immortalarla su orizzonti di grande suggestione. L’immagine di C/2022 E3 (ZTF) scattata da Dario Giannobile è stata scelta dalla Nasa come foto astronomica del giorno il 28 gennaio.
Il ritorno della cometa dei Neanderthal
C’è un dubbio, nei calcoli degli astronomi, quello del periodo di questa cometa. È stata soprannominata “cometa dei Neanderthal” perché la sua orbita la porterebbe a visitare il Sistema solare interno ogni 50 mila anni. L’ultima volta che è stata da queste parti, i neanderthaliani convivevano ancora con i Sapiens. Alcuni altri calcoli, però, stimano l’eccentricità della sua orbita di pochissimo superiore a 1. Se così fosse, significherebbe che in realtà invece di un’ellissi descrive un’iperbole. C’è l’ipotesi che la sua orbita sia stata perturbata e dopo questo passaggio sia destinata a proiettarla nello spazio interstellare per non fare più ritorno, dopo essere diventata a tutti gli effetti la “cometa dei Sapiens”. O che addirittura non sia mai stata la cometa dei Neanderthal, e questo sia il primo e unico passaggio.