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Lidia Ravera: "La vecchiaia non è un buco nero, si può sempre amare"

Intervista alla scrittrice: "È proprio vero che i settanta sono i nuovi venti, l'ho provato su di me"
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La vecchiaia non è un buco nero e i settanta sono davvero i nuovi venti secondo Lidia Ravera. Scrittrice con trentadue romanzi all'attivo, da Porci con le ali in poi, ideatrice e direttrice della collana "Terzo Tempo" per HarperCollins Italia e Harmony, in libreria dal 14 febbraio con il libro-manifesto Age Pride (Einaudi) contro le discriminazioni legate all'età, Ravera (classe 1951) parla con noi di quanto sia bello essere (grandi) adulti, una fase della vita sottovalutata nella nostra società.

Ravera, cosa pensa di questo nuovo modo di vivere e di raccontare i settant'anni?
"Se me l'avessero detto vent'anni fa, mi avrebbe fatto sorridere ma è proprio vero che i settanta sono i nuovi venti, l'ho provato su di me. In Age Pride parlo di come liberarsi dagli stereotipi sull'età. Hillman diceva: "Il più grave dei mali della vecchiaia è l'idea che se ne ha"".

Perché sia…

La vecchiaia non è un buco nero e i settanta sono davvero i nuovi venti secondo Lidia Ravera. Scrittrice con trentadue romanzi all'attivo, da Porci con le ali in poi, ideatrice e direttrice della collana "Terzo Tempo" per HarperCollins Italia e Harmony, in libreria dal 14 febbraio con il libro-manifesto Age Pride (Einaudi) contro le discriminazioni legate all'età, Ravera (classe 1951) parla con noi di quanto sia bello essere (grandi) adulti, una fase della vita sottovalutata nella nostra società.

Ravera, cosa pensa di questo nuovo modo di vivere e di raccontare i settant'anni?
"Se me l'avessero detto vent'anni fa, mi avrebbe fatto sorridere ma è proprio vero che i settanta sono i nuovi venti, l'ho provato su di me. In Age Pride parlo di come liberarsi dagli stereotipi sull'età. Hillman diceva: "Il più grave dei mali della vecchiaia è l'idea che se ne ha"".

Perché siamo più felici da grandi adulte e adulti?
"Quando superi la fatidica soglia dei sessantacinque anni, hai davanti altri trent'anni di vita. La vecchiaia è parte della vita. Non è un buco nero in cui cadi e diventi un'altra persona. È un momento delicato e felice perché sai chi sei finalmente, perché hai meno bisogno dell'approvazione degli altri, non usi gli altri come uno specchio, li ascolti, non hai più l'ansia di ottenere risultati prima che la giovinezza finisca. Vivi dei meritati tempi supplementari. È il tempo della conciliazione e appena provi invidia per qualcuno più giovane, fai scattare una sirena interiore".

Quanto sono importanti l'amore e il sesso in questi tempi supplementari?
"Dobbiamo sempre sentirci legittimate ad amare, ad avere una vita sessuale attiva se c'interessa, a sedurre e a essere sedotte. Le donne e gli uomini invecchiano in maniera diversa. Per una donna si usa la parola "fresca", come se fosse un'insalata. Secondo alcuni "scadiamo" ma ci sono anche uomini che non inseguono le ventenni. Pure la parola, la cultura, l'ironia, l'aver vissuto seducono e la penetrazione non è l'unico modo per fare l'amore".

Qual è il segreto per vivere bene il tempo che passa?
"Non siamo abituati a una vita che dura per tutta la vita, rischiamo di farla finire prima. Bisogna arrivare bene alla vecchiaia - continuo a correre e lo consiglio - ma non bisogna negare il tempo che passa chiamando le cose con il loro nome, accettando i cambiamenti, traendone giovamento: non sono mai stata così creativa. E non dobbiamo somigliare ai giovani ma essere noi stesse e noi stessi".