Il mistero del "Banksy" di Trieste: sui muri appaiono e scompaiono le sue opere, dedicate a personaggi legati alla città
di Gianpaolo Sarti , di Gianpaolo SartiTRIESTE - Lascia le sue opere nelle strade, appoggiate ai muri. La scorsa settimana ne è apparsa una nuova sui gradini di una scuola: il liceo classico linguistico Petrarca. Non un liceo qualunque, ma quello che frequentava Giulio Regeni. L'opera, trovata dagli studenti la mattina del 25 gennaio, giorno del settimo anniversario della scomparsa del giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto, è una sagoma ritratta in un pannello di legno a grandezza naturale con la foto del volto di Giulio. Un volto quasi sorridente. Il pannello, curiosamente, è stato peraltro portato via la scorsa notte e poi restituito questa mattina. Da chi? Forse dallo stesso autore, chissà: in effetti sul pannello c'è anche un biglietto con su scritto "la bora rischiava di rovinare definitivamente la sagoma".
A Trieste si aggira un misterioso artista, ormai soprannominato il "Banksy triestino". Il tratto d'altronde è riconoscibile: i s…
TRIESTE - Lascia le sue opere nelle strade, appoggiate ai muri. La scorsa settimana ne è apparsa una nuova sui gradini di una scuola: il liceo classico linguistico Petrarca. Non un liceo qualunque, ma quello che frequentava Giulio Regeni. L'opera, trovata dagli studenti la mattina del 25 gennaio, giorno del settimo anniversario della scomparsa del giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto, è una sagoma ritratta in un pannello di legno a grandezza naturale con la foto del volto di Giulio. Un volto quasi sorridente. Il pannello, curiosamente, è stato peraltro portato via la scorsa notte e poi restituito questa mattina. Da chi? Forse dallo stesso autore, chissà: in effetti sul pannello c'è anche un biglietto con su scritto "la bora rischiava di rovinare definitivamente la sagoma".
A Trieste si aggira un misterioso artista, ormai soprannominato il "Banksy triestino". Il tratto d'altronde è riconoscibile: i suoi sono disegni dedicati ai fatti più significativi - e anche drammatici - che in qualche modo hanno segnato la recente cronaca cittadina. L'anno scorso è spuntata nel rione di Servola, quartiere periferico a ridosso della zona industriale, una tela in ricordo di Nadia Toffa. La giornalista delle Iene in passato si era impegnata in varie battaglie mediatiche contro l'inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico della Ferriera. Ecco poi un'altra tela alla memoria dei due agenti di polizia Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, uccisi in una sparatoria nell'ottobre del 2019. L'opera era stata rinvenuta in una via del centro, vicina al palazzo della Questura.
Il pannello con la figura di Giulio Regeni non è l'unico dedicato a lui: in questi anni altri due quadri erano stati lasciati davanti al liceo Petrarca. Le opere ora sono conservate nell'aula magna della scuola. Fino a stamattina mancava l'ultima, posizionata sui gradini dell'istituto ma sparita la scorsa notte. E riapparsa poche ore fa: "È tornata al Petrarca - commenta con sollievo la dirigente scolastica Cesira Militello - l'importante è che non sia stata vandalizzata o buttata via".
Nel frattempo l'artista - un uomo? Una donna? Un giovane? - resta misterioso e non intende rivelare la propria identità. Parla a Trieste attraverso i suoi lavori, che di tanto in tanto vengono scoperti qua e là, rendendo omaggio alle vittime di fatti tragici o a situazioni dolorose. C'è almeno una persona che lo conosce, anche lei anonima, che assicura: "Non si fermerà, continuerà a dipingere e a lasciare segni alla città".