"Dobbiamo sostenere Cospito": così i mafiosi vogliono sfruttare le proteste in favore dell'anarchico
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci , di Giuliano Foschini e Fabio TonacciROMA - I mafiosi al 41 bis stanno puntando su Alfredo Cospito e sulla sua battaglia per interrompere il carcere duro. "Dobbiamo fare qualcosa per sostenerlo", vanno ripetendo i camorristi (e non solo loro) nelle carceri di massima sicurezza d'Italia: a Sassari, dove Cospito era detenuto e ha cominciato lo sciopero della fame, ma anche a Novara, Spoleto e Opera, come raccontano le relazioni del Gruppo operativo mobile (Gom) della Polizia penitenziaria arrivate di recente sui tavoli della Direzione nazionale antimafia e del ministero della Giustizia.
Il contenuto di quelle carte è in parte finito, senza alcun benestare della Penitenziaria e dei magistrati antimafia, alla Camera dei deputati, nell'intervento di martedì scorso dell'onorevole di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. E da lì al centro dello scontro politico tra maggioranza e opposizione. Un esito imprevedibile: mai un parlamentare era…
ROMA - I mafiosi al 41 bis stanno puntando su Alfredo Cospito e sulla sua battaglia per interrompere il carcere duro. "Dobbiamo fare qualcosa per sostenerlo", vanno ripetendo i camorristi (e non solo loro) nelle carceri di massima sicurezza d'Italia: a Sassari, dove Cospito era detenuto e ha cominciato lo sciopero della fame, ma anche a Novara, Spoleto e Opera, come raccontano le relazioni del Gruppo operativo mobile (Gom) della Polizia penitenziaria arrivate di recente sui tavoli della Direzione nazionale antimafia e del ministero della Giustizia.
Il contenuto di quelle carte è in parte finito, senza alcun benestare della Penitenziaria e dei magistrati antimafia, alla Camera dei deputati, nell'intervento di martedì scorso dell'onorevole di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. E da lì al centro dello scontro politico tra maggioranza e opposizione. Un esito imprevedibile: mai un parlamentare era andato in Aula a declamare conversazioni raccolte negli istituti detentivi del 41 bis, ancora segrete. Prevedibile, invece, che i mafiosi finissero per sostenere, in qualche modo, la protesta del detenuto anarchico, giunto al 106 esimo giorno di sciopero della fame.
"Sarebbe importante che la questione arrivasse a livello europeo e magari ci levassero l'ergastolo ostativo" gli diceva il boss mafioso Francesco Presta, durante i passeggi di socialità nel carcere sassarese di Bancali. "Pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato", ragionava poi Francesco di Maio, un uomo di primo piano del clan dei Casalesi. Ma chiacchiere di questo tipo sono state scambiate da Cospito anche con Pietro Rampulla (l'uomo che confezionò le bombe per la strage di Capaci nella quale morì il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e egli uomini della scorta) e con l'altro siciliano Pino Cammarata.
I servizi della nostra intelligence già durante la pandemia avevano segnalato il pericolo di un avvicinamento tra gruppi eversivi, sia di sinistra sia di destra, e appunto ambienti della criminalità organizzata. Ne erano state trovate evidenze con le prime manifestazioni di piazza dopo il lockdown e i rapporti - documentano alcune indagini della magistratura - sono continuati nel tempo. Ora l'occasione è ghiotta, motivo per cui la polizia di Prevenzione sta seguendo con attenzione quello che succede all'interno dei movimenti anarchici per verificare chi e se qualcuno si infiltra.