Ilaria Cucchi in visita a Cospito. E lui dice che sarà l’ultima: “D’ora in poi basta politici”
di Francesco Bei , di Francesco Bei«Io le dico: lei deve vivere». «Cara senatrice, non si preoccupi per me, ho le spalle larghe. Piuttosto pensate agli altri che rischiano di morire al 41 bis. Qui dentro c’è persino un vecchio di 95 anni, una persona che sta male». È l’incontro, breve e drammatico, tra Alfredo Cospito e Ilaria Cucchi, parlamentare dell’alleanza Verdi-Sinistra, che ieri è stata l’unica – e l’ultima come vedremo – a superare la barriera che l’anarchico ha deciso di porre tra se stesso e il mondo esterno.
Perché l’altra notizia è che Cospito, benché le visite che ha ricevuto siano servite ad accendere i riflettori sul suo caso, ha deciso di non dare più il suo consenso. Unica eccezione Cucchi, ma soltanto in quanto sorella di un detenuto morto nelle mani dello Stato. «Morto di carcere», come dice Ilaria del fratello Stefano, ucciso di botte mentre era in custodia caut…
«Io le dico: lei deve vivere». «Cara senatrice, non si preoccupi per me, ho le spalle larghe. Piuttosto pensate agli altri che rischiano di morire al 41 bis. Qui dentro c’è persino un vecchio di 95 anni, una persona che sta male». È l’incontro, breve e drammatico, tra Alfredo Cospito e Ilaria Cucchi, parlamentare dell’alleanza Verdi-Sinistra, che ieri è stata l’unica – e l’ultima come vedremo – a superare la barriera che l’anarchico ha deciso di porre tra se stesso e il mondo esterno.
Perché l’altra notizia è che Cospito, benché le visite che ha ricevuto siano servite ad accendere i riflettori sul suo caso, ha deciso di non dare più il suo consenso. Unica eccezione Cucchi, ma soltanto in quanto sorella di un detenuto morto nelle mani dello Stato. «Morto di carcere», come dice Ilaria del fratello Stefano, ucciso di botte mentre era in custodia cautelare nel 2009.
L’incontro con l’anarchico è stato emotivamente intenso, per Ilaria Cucchi lo è stato sicuramente. «Molto pesante», ammette lei appena uscita dal portone del penitenziario di Opera. «Io mi chiamo Cucchi e non dimentico la mia storia, non posso restare indifferente». La senatrice ci tiene a precisare che la visita al detenuto più famoso d’Italia – a parte Messina Denaro naturalmente – non è stata episodica, ma va letta dentro un progetto più ampio di controllo della situazione penitenziaria italiana, «la ragione ultima del mio impegno in politica».
Il faccia a faccia con Cospito inizia poco prima dell’ora di pranzo, dopo che il direttore e gli agenti hanno chiarito che oggetto del colloquio possono essere soltanto le condizioni della pena.
Cospito è seduto sul letto, in una piccola cella singola. Indossa i pantaloni di una tuta e un maglione, in testa il solito cappellino di lana. Appena Cucchi si avvicina alla grata, il detenuto si alza e le viene incontro. Per sorreggersi si appoggia con entrambe le mani alle sbarre della porta, che resterà sempre chiusa. Cucchi racconterà dopo che le sue condizioni fisiche «mi hanno impressionata» dopo 107 giorni di sciopero della fame, un digiuno che negli ultimi giorni si è fatto più severo con una dieta di acqua, sale, zucchero.
Ma appare comunque vigile e determinato. «Non ho intenzione di interrompere lo sciopero della fame. La mia è una lotta politica, andrò avanti finché vivo». È a questo punto che Cospito se ne esce con la dichiarazione più sorprendente, quella appunto sullo stop alle visite. Quasi che volesse preservare la sua “purezza” di rivoluzionario. «Non intendo incontrare altri politici. Con lei ho fatto un’eccezione per la sua storia. Ma mi sono stancato di queste passerelle».
Di quello che accade all’esterno, delle proteste e dello scontro politico, è vietato parlare. Si viene solo a sapere che Cospito ha scritto al Dap chiarendo che non vuole essere alimentato artificialmente se le sue condizioni dovessero peggiorare fino a ridurlo in uno stato di incoscienza.