Incidenti stradali, la strage dei pedoni: un morto ogni 14 ore
di Vincenzo Borgomeo , di Vincenzo BorgomeoUn morto ogni 14 ore: i nuovi numeri dell'Osservatorio Asaps - la grande associazione di sicurezza stradale italiana - registra dati quasi incredibili. Da strage vera. Che non ha raffronto con nessun altro Paese europeo: a gennaio sulle nostre strade sono morti 51 pedoni.
E in questi numeri c'è un'emergenza nell'emergenza. La prima riguarda Roma dove ci sono più pedoni investiti che in tutta la Campania, la Calabria e la Toscana. E dove c'è una sola vittima in meno rispetto a tutta la regione Emilia Romagna o Lombardia. Che succede nella capitale? Di tutto. E sui social si è scatenata la protesta con immagini scioccanti che vengono pubblicate in rete tutti i giorni. E con i profili dei siti di sicurezza stradale letteramente sommersi da denunce di cittadini: un solo esempio per tutti. Guardate queste immagini inviate da un lettore e condivise pochi giorni fa.
L'emergenza della Capitale
Abbiamo parlato di emrgenza nell'em…
Un morto ogni 14 ore: i nuovi numeri dell'Osservatorio Asaps - la grande associazione di sicurezza stradale italiana - registra dati quasi incredibili. Da strage vera. Che non ha raffronto con nessun altro Paese europeo: a gennaio sulle nostre strade sono morti 51 pedoni.
E in questi numeri c'è un'emergenza nell'emergenza. La prima riguarda Roma dove ci sono più pedoni investiti che in tutta la Campania, la Calabria e la Toscana. E dove c'è una sola vittima in meno rispetto a tutta la regione Emilia Romagna o Lombardia. Che succede nella capitale? Di tutto. E sui social si è scatenata la protesta con immagini scioccanti che vengono pubblicate in rete tutti i giorni. E con i profili dei siti di sicurezza stradale letteramente sommersi da denunce di cittadini: un solo esempio per tutti. Guardate queste immagini inviate da un lettore e condivise pochi giorni fa.
L'emergenza della Capitale
Abbiamo parlato di emrgenza nell'emergenza nella Capitale non a caso: ecco i numeri. Nel Lazio a gennaio ci sono stati ben 10 pedoni morti, (di cui 6 nella capitale, quasi incredibile) seguita dall’Emilia Romagna e Lombardia con 7 morti, Campania con 5, Calabria e Toscana con 4 decessi. Si arriva così all'altrettanto incredibile dato dei 51 morti in un solo mese. "Sono un'enormità - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - perché è come se in Italia fosse sparito un condominio di 5 piani, con una scia di sangue che non accenna a diminuire, visto che nel primo giorno di febbraio si sono già aggiunti altri due decessi".
Sempre peggio
E sono dati in peggioramento perché analizzando gli anni pregressi occorre distinguere il 2020 con 59 morti (ante covid); il 2021 con 30 decessi (chiusure per la pandemia) e il 2022 (dati ancora non consolidati) con 31 pedoni morti: la situazione è allarmante.
I numeri, ancora parziali, va detto, sono però molto precisi. E indiscutibili, perché l'Osservatorio Pedoni dell'Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale li calcola per difetto perché qui mancano tutti i decessi avvenuti in ospedale a distanza di tempo che invece verranno poi ufficializzati da ACI-Istat (comprendono anche le morti avvenute entro trenta giorni dall'incidente).
ASAPS ha calcolato 136 casi, in cui il pedone è stato ricoverato in codice rosso presso le rianimazioni e i reparti di terapie intensive, dove poi alcuni sono deceduti, mentre altri sono stati salvati dai sanitari ma hanno riportato lesioni permanenti, con un costo sociale di molti milioni di euro.
La mappa delle criticità
Il caso del Lazio e di Roma fa però capire un'altra cosa: abbiamo delle criticità sul territorio e, anche per questo, l'Asaps ha creato una mappa con la geolocalizzazione di tutti i sinistri con pedoni, utile per verificare i luoghi più critici e dove si possano anche ipotizzare miglioramenti alla viabilità, un utile contributo ad utenti e amministratori.
Precisa, da questa analisi, anche il calcolo sull’età dei deceduti: tre avevano meno di 18 anni, le più piccole vittime avevano infatti 4, 10 anni e 16 anni, quasi tutti investiti sulle strisce in compagnia di parenti. Ma è tra gli ultra65enni che è avvenuta ancora una volta una vera strage, con 22 decessi in un mese, il più anziano 88enne ad Olbia, morto anch’egli sulle strisce pedonali. In pratica chi esce di casa ed ha più di 65 anni e va a piedi ha un rischio altissimo di essere investito rispetto ai più giovani, con oltre il 40% dei casi individuati. Ben 7 i casi di pedoni investiti e uccisi mentre andavano a gettare l'immondizia vicino casa, soprattutto nelle ore serali e notturne. Si conferma perciò un altissimo rischio per i pedoni che hanno superato i 65 anni, dotati di minori riflessi, lentezza nei movimenti e soprattutto percezione del pericolo in modo limitato, rispetto ad una persona più giovane.
Nel mese in esame la maggior parte degli investitori era alla guida di autovetture (42), in 4 casi si è trattato di autocarri, in 3 casi alla guida di autobus e in 2 casi il veicolo era un motociclo.
Perché tanti morti?
Le cause sono sempre le stesse: pochi controlli su strada, enormi problemi alle infrastrutture, ma anche il fattore della minore visibilità a causa delle giornate più corte. Non si sa se anche la paventata riduzione della pubblica illuminazione a causa della crisi per le bollette elettriche a carico delle amministrazioni comunali abbia inciso su un così alto numero, ma certamente potrà emergere dai rilievi degli organi di polizia stradale se la strada fosse stata poco illuminata al momento del sinistro. Vedremo.
Cosa fare?
"Sarebbe auspicabile - dice Biserni - sapere cosa si intende fare per difendere i pedoni, cosa si aspetta ad introdurre una sanzione sulla patente per chi continua ad utilizzare il cellulare mentre guida, distogliendo lo sguardo anche per pochi secondi. Poi l’allarme sulla “pirateria stradale” con 7 corpi che sono stati lasciati morire sulle strade italiane con la fuga dell’investitore, cosa si aspetta? Pene severe e basta sconti a chi fugge, visto che la riforma Cartabia ha eliminato la procedibilità d’ufficio nei casi di fuga dopo aver provocato lesioni gravi o gravissime”.