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L'inchiesta che inguaia alcuni leghisti veneti: viaggi e soggiorni a 5 stelle per sostenere l'occupazione della Crimea

In foto a sinistra Stefano Valdegamberi, a destra Roberto Ciambetti 
Al centro degli articoli pubblicati dalla rivista internazionale Occrp, sulla base dell'analisi di oltre mille email, Stefano Valdegamberi, Paolo Tosato e Roberto Ciambetti. Dall'indagine, che imbarazza la Lega di Zaia e il Consiglio regionale Veneto, emerge l'opera dei politici italiani che potrebbe avere preparato il terreno all'invasione russa in Ucraina
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Lo schema è molto simile a quello scoperto con il Qatargate, ma in questo caso i soggetti sono differenti: al posto degli Emirati Arabi c'è la Russia e invece dei deputati europei socialisti ci sono alcuni esponenti leghisti del Veneto. C'è anche un altro ingrediente sostanzialmente diverso rispetto all'inchiesta condotta dalla polizia belga sui lobbisti del Parlamento Europeo: le tangenti non sono state ancora dimostrate ma le conseguenze sono molto più gravi, perché l'opera fluidificatrice portata avanti dai politici italiani potrebbe avere in qualche modo preparato il terreno all'invasione russa in Ucraina.

L'inchiesta

L'inchiesta giornalistica è stata realizzata da Eesti Ekspress (settimanale in lingua estone) con Occrp (team giornalistico investigativo che lavora su criminalità organizzata e corruzione), IrpiMedia (il gruppo italiano di giornalismo d'inchiesta) e iStories (sito web russo specializz…

Lo schema è molto simile a quello scoperto con il Qatargate, ma in questo caso i soggetti sono differenti: al posto degli Emirati Arabi c'è la Russia e invece dei deputati europei socialisti ci sono alcuni esponenti leghisti del Veneto. C'è anche un altro ingrediente sostanzialmente diverso rispetto all'inchiesta condotta dalla polizia belga sui lobbisti del Parlamento Europeo: le tangenti non sono state ancora dimostrate ma le conseguenze sono molto più gravi, perché l'opera fluidificatrice portata avanti dai politici italiani potrebbe avere in qualche modo preparato il terreno all'invasione russa in Ucraina.

L'inchiesta

L'inchiesta giornalistica è stata realizzata da Eesti Ekspress (settimanale in lingua estone) con Occrp (team giornalistico investigativo che lavora su criminalità organizzata e corruzione), IrpiMedia (il gruppo italiano di giornalismo d'inchiesta) e iStories (sito web russo specializzato in giornalismo investigativo). Ebbene, il pool è venuto in possesso di oltre un migliaio di email riservate che sarebbero circolate dal 2007 in avanti e che vedono nel consigliere regionale veneto della Lega Stefano Valdegamberi uno snodo cruciale. C'era un gruppo, secondo quanto ricostruito dal pool giornalistico investigativo che ha analizzato le email, gestito dal parlamentare russo Sargis Mirzakhanian, responsabile della "International Agency for Current Policy" negli anni successivi all'annessione della Crimea. L'obiettivo era legittimare l'occupazione russa e promuovere politiche pro-Mosca all'interno dei paesi dell'Unione Europea. Le email conterrebbero le prove di come i lobbisti russi intendessero pagare i politici, ci sarebbero addirittura onorari e budget per piani di viaggio con soggiorni in resort a 5 stelle come il Mriya Resort and Spa, un hotel da 300 milioni di dollari sulle rive del Mar Nero. Tuttavia, è bene specificarlo di nuovo, nel malloppo raccolto dal pool investigativo non ci sono documenti finanziari o estratti conto bancari in grado di dimostrare che i pagamenti siano stati effettuati.

Valdegamberi: "Solo gossip"

"Quante cazzate", sbotta Stefano Valdegamberi, veronese della Lessinia, ex assessore regionale del primo mandato di Luca Zaia e ora semplice consigliere regionale tesserato Lega. "Si evince chiaramente che le attività promosse erano di natura commerciale. La Risoluzione l'ho scritta io un 25 aprile di quell'anno. Sono orgoglioso di quel che ho fatto, contestando la scellerata scelta dell'Italia sulle sanzioni, che ebbe effetti disastrosi sull'economia agricola veneta e nazionale. Conosco ditte fortemente danneggiate, qualcuna spinta sull'orlo del fallimento per le sanzioni. Il resto è gossip. Io non ho mai preso un soldo".

Gossip, dunque. Le email, trapelate grazie al lavoro di un gruppo di attivisti informatici ucraini, rivelano però legami particolarmente stretti tra Mirzakhanian e i politici in Italia e Cipro. Questi legami hanno aperto la strada all'approvazione di mozioni filo-russe in entrambi i paesi, con il parlamento cipriota e diversi consigli regionali italiani che chiedevano la fine delle sanzioni contro la Russia per la sua invasione della Crimea. Il tutto, sempre secondo gli elementi raccolti, dietro lauti pagamenti. Insomma, la Duma poteva contare su una rete di analisti politici, giornalisti, attivisti e accademici che hanno spinto per gli interessi del Cremlino all'estero. Mirzakhanyan stesso ha descritto senza mezzi termini questi pagamenti come il "prezzo del voto", in una e-mail che conteneva le linee guida del progetto per l'Italia e l'Austria.

Riecco Valdegamberi in uno schema in cui gli viene attribuito il percepimento di 3 mila euro.

Un estratto dell'inchiesta giornalistica dove a Valdegamberi vengono attribuiti 3000 euro 

"Probabilmente quei 3 mila euro sono i soldi che l'organizzazione del Forum di Nazarov ha speso per i viaggi e l'ospitalità della delegazione. Ma nessun compenso è stato dato. Non vedo cosa ci sia di strano. Se uno Stato ti invita a un convegno come relatore, il minimo che ti propone è il rimborso delle spese vive. Funziona a Roma come a Bruxelles, così anche da loro. Ma non sono compensi". Quali siano poi le skills di una persona che prima di entrare in politica aveva ricoperto solo il ruolo di segretario del consorzio di bonifica Zerpano Adige Guà, questo è tutto da chiarire.

Legittimata l'annessione della Crimea

Della partita faceva parte anche il senatore veronese (di Negrar) Paolo Tosato, anch'egli della Lega e anch'egli incaricato di proporre una risoluzione. Così fece ma l'istanza non venne recepita. Uno dei primi grandi risultati ottenuti dal gruppo di Mirzakhanian è stato invece con il consiglio regionale del Veneto. Proprio grazie a Valdegamberi il 18 maggio 2016 la delibera viene adottata in consiglio a maggioranza. Sebbene una legislatura regionale non abbia alcun potere significativo sulla politica statale, numerosi media di propaganda russi riferirono esultanti della prima regione dell'Unione Europea a dare legittimità all'annessione della Crimea. Nei mesi successivi, grazie alla spinta della Lega, Liguria e Lombardia hanno seguito l'esempio del Veneto e hanno approvato le proprie risoluzioni, riconoscendo la Crimea come parte della Russia.

Un estratto dell'inchiesta 

Stefano Valdegamberi, centrista di lungo corso convertito alla causa zaiana, del "putinismo" sembra davvero aver fatto una bandiera. Nel 2016 eccolo relatore al Forum economico di Yalta, nel 2017 pure, nel 2018 insieme al presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti partecipa al primo Forum Internazionale tra Parlamentari e, sempre quello stesso anno, la coppia di politici leghisti sarà anche tra gli osservatori alle elezioni-farsa. Nel 2019 Valdegamberi torna a Mosca, stavolta su invito del presidente della Duma per parlare di "Fake News e il loro impatto sulle politiche degli Stati". E' stato anche osservatore elettorale alle elezioni parlamentari russe del 2021. "Sono rimasto colpito dalla trasparenza di tutto", dice ai media durante il voto.

I legami economici con la Russia, e non solo

Alcune email mostrano come Valdegamberi avesse cercato di far fruttare le sue connessioni con il Cremlino. Dopo il forum di Yalta del 2016, è volato in Crimea alla ricerca di relazioni d'affari e ha portato con sé altri politici italiani: tre dal Veneto (Roberto Ciambetti e Luciano Sandonà della Lega ma anche Marina Buffoni consigliera comunale di FdI a Padova), più uno ciascuno da Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. Al viaggio si è unita una delegazione di investitori italiani.

"Per Stefano Valdegamberi il risultato del viaggio non è stato puramente di pubbliche relazioni, ma l'organizzazione di contatti promettenti per iniziative imprenditoriali, che pagano le sue campagne elettorali e sostengono la sua attività politica", ha scritto uno dei soci europei di Mirzakhanian, in una email a lui spedita nell'ottobre 2016, subito dopo la visita della delegazione.

La strategia ha dato i suoi frutti: il presidente del Consiglio di Stato della cosiddetta "Repubblica di Crimea" ha firmato un accordo di cooperazione con il presidente del consiglio regionale del Veneto Ciambetti, promettendo di costruire legami economici.

E Valdegamberi non sarebbe tornato a casa a mani vuote. Avrebbe ricevuto infatti un appartamento nel Villaggio Italiano, secondo quanto riportato dai media ucraini, che lo hanno mostrato in posa con un certificato di proprietà immobiliare. "Magari fosse vero", replica lui. "Era solo uno spot per una società di costruzione che voleva vendere appartamenti vicino al mare".

La manifestazione pro-Putin

Ma nonostante le critiche e gli imbarazzi del suo partito in Veneto, la folgorazione pro Putin continua. Proprio oggi, sabato 4 febbraio, il consigliere regionale leghista è in piazza Bra a Verona, davanti all'Arena, per una manifestazione dal titolo "Il popolo non vuole la vostra guerra". Con lui ci sarà Eliseo Bertolasi (giornalista e reporter), uno degli "osservatori elettorali" del referendum-farsa di Putin nei territori ucraini conquistati dai russi. Bertolasi scrive per l'Antidiplomatico, rivista online critica verso l'imperialismo occidentale e anche per Sputnik Italia, testata controllata da Mosca. Con lui ci sarà anche Lorenzo Berti da Pistoia, ex Casapound, che nel 2021 aveva definito "il 25 aprile lutto nazionale" e "la giornata più squallida dell'anno". Ma non è finita, perché tra gli organizzatori c'è anche la giornalista Gloria Callarelli, candidata alle elezioni europee del 2019 con Forza Nuova, integralista cattolica tutta dio-patria-famiglia tradizionale. "Stop all'opera di persuasione di massa per convincerci a mandare armi, per portarci ad una deflagrazione mondiale mentre gli amici di Crosetto fanno affari d'oro", scrive il leghista che imbarazza la Lega di Luca Zaia.