Pordenone, discoteca rifiuta ingresso a donna nera: "Qui solo adulti e nativi"
di Luana di Francisco , di Luana di FranciscoSul profilo Fb è scritto a chiare lettere: al Piper club di Fontanafredda (Pordenone) "l'entrata è riservata a persone di oltre 40 anni e Nativi della zona". Tradotto, secondo la coppia che ha segnalato il caso dopo che alla donna, nera, era stato inibito l'accesso sulla porta del locale, una discriminazione di natura razziale. Se di questo si tratti e se il circolo sarà quindi costretto a sospendere le feste e riscrivere il proprio regolamento, saranno gli organi inquirenti a stabilirlo. Gli accertamenti, assicura il questore di Pordenone, Luca Carocci, sono in pieno svolgimento. Intanto, però, la vicenda ha già imboccato la strada del Senato. È stata l'onorevole Tatiana Rojc, eletta con il Pd in Friuli Venezia Giulia, ad annunciarlo. "Depositerò un'interrogazione ai ministri della Giustizia e dell'Interno, affinché sia fatta chiarezza", anticipa.
Era stato il Messaggero Veneto a raccogli…
Sul profilo Fb è scritto a chiare lettere: al Piper club di Fontanafredda (Pordenone) "l'entrata è riservata a persone di oltre 40 anni e Nativi della zona". Tradotto, secondo la coppia che ha segnalato il caso dopo che alla donna, nera, era stato inibito l'accesso sulla porta del locale, una discriminazione di natura razziale. Se di questo si tratti e se il circolo sarà quindi costretto a sospendere le feste e riscrivere il proprio regolamento, saranno gli organi inquirenti a stabilirlo. Gli accertamenti, assicura il questore di Pordenone, Luca Carocci, sono in pieno svolgimento. Intanto, però, la vicenda ha già imboccato la strada del Senato. È stata l'onorevole Tatiana Rojc, eletta con il Pd in Friuli Venezia Giulia, ad annunciarlo. "Depositerò un'interrogazione ai ministri della Giustizia e dell'Interno, affinché sia fatta chiarezza", anticipa.
Era stato il Messaggero Veneto a raccogliere lo sfogo di un friulano che, ritenendo "incredibilmente vergognoso" quanto accadutogli la sera del 14 gennaio scorso, aveva poi deciso di raccontarlo alla stampa. "Ero in compagnia di una cittadina italoamericana, sposata, che vive in Italia da 36 anni - aveva riferito - , e avevamo deciso di concludere la serata in un noto locale della zona, dove si ascolta e si balla musica anni 70 e 80". Il punto è che al Piper club si entra soltanto con la tessera di socio. E che, per ottenerla, bisogna essere appunto "Nativi" (con tanto di "n" maiuscola). Prima di loro a sentirsi mandare via era stato già un altro potenziale cliente: anche lui di colore. Copione ripetuto qualche minuto dopo nei confronti della sua amica.
La discriminazione razziale
La segnalazione è ora al vaglio della Polizia di Stato. "Nulla impedisce di costituire un club privato e di riservarne l'ingresso alle sole persone munite di tessera - afferma il questore Carocci - , ma è chiaro che questo non deve tradursi in un atteggiamento di discriminazione razziale. Né nei confronti di persone di colore - aggiunge - e neppure verso chi è nato in altre parti d'Italia, dalla Campania all'Umbria. Se dovessimo rilevare che funziona veramente così, ossia che i criteri di accesso contravvengono ai principi della Costituzione e della legge Mancino, allora ci troveremmo di fronte a un'infrazione grave e ci muoveremmo di conseguenza, adottando gli opportuni provvedimenti".
I gestori: "Ritrovo di vecchi amici"
Tutt'altro, a sentire gli organizzatori, il senso dello sbarramento. "Qui - hanno detto al Gazzettino - vengono persone native della zona e di altre località limitrofe, che si frequentavano quando erano giovani nelle discoteche che oggi non ci sono più e che vogliono ritrovarsi da adulti. Noi cerchiamo di ricreare quell'atmosfera. Per questo limitiamo l'accesso ai nativi. Non certo per questioni di razza".
Ma è la senatrice Rojc a ricordare, evocando a propria volta la Costituzione, come "tutti i cittadini abbiano pari dignità e siano uguali davanti alla legge" e a invocare quindi indagini da parte delle autorità preposte.