Blitz degli ultrà serbi a Roma: botte e alleanze senza confini, le trasferte che ora fanno paura
di Matteo Pinci , di Matteo PinciRoma - L’agguato romano rischia di innescare una reazione a catena. Diventando il detonatore di una guerra ultrà su scala europea. Un attacco lontanissimo, per modalità, dalla filosofia che regola gli scontri del tifo organizzato, e che non potrà non produrre conseguenze. Già a marzo, quando i romanisti potrebbero “vendicarsi” in occasione di una gara di basket.
In Europa le tifoserie finiscono spesso per legarsi, creando sodalizi storici a livello internazionale. Li chiamano gemellaggi, nascono tra singoli e si estendono ai gruppi: due capi che condividono idee — la stragrande maggioranza ha simpatie di estrema destra, ma anche la passione per le arti di combattimento, i petardi — e finiscono per entrare in contatto. Ci si invita in occasione di una partita, una birra insieme diventa il collante per unire due curve. E far nascere legami di appoggio reciproco. Le vedi, le une delle curve delle altre, con le proprie bandiere, i…
Roma - L’agguato romano rischia di innescare una reazione a catena. Diventando il detonatore di una guerra ultrà su scala europea. Un attacco lontanissimo, per modalità, dalla filosofia che regola gli scontri del tifo organizzato, e che non potrà non produrre conseguenze. Già a marzo, quando i romanisti potrebbero “vendicarsi” in occasione di una gara di basket.
In Europa le tifoserie finiscono spesso per legarsi, creando sodalizi storici a livello internazionale. Li chiamano gemellaggi, nascono tra singoli e si estendono ai gruppi: due capi che condividono idee — la stragrande maggioranza ha simpatie di estrema destra, ma anche la passione per le arti di combattimento, i petardi — e finiscono per entrare in contatto. Ci si invita in occasione di una partita, una birra insieme diventa il collante per unire due curve. E far nascere legami di appoggio reciproco. Le vedi, le une delle curve delle altre, con le proprie bandiere, in ogni occasione che prometta incidenti, quindi buona per esibire la “mentalità ultrà”: le finali, i derby, le sfide contro le tifoserie rivali.
Ma l’attacco a tradimento di sabato ha spinto molti gruppi a prenderne le distanze. Quel modo di agire «può pericolosamente spostare gli equilibri», ha scritto la curva nord interista. Non è l’unica: tanti in Europa pensano che quel ratto vada punito. E le coppe europee possono creare occasioni irripetibili: la Roma giocherà a Salisburgo, il Napoli a Francoforte. Occasioni di incontro — e quindi scontro — con altri mondi. Ma bisognerà ripercorrere i fili delle alleanze, spesso mutevoli, a volte occasionali, per cogliere i rischi.
Gli ultrà della Stella Rossa Belgrado che hanno attaccato gli ultrà della Roma sono da cinque anni gemellati a quelli del Napoli, gli avversari dei romanisti negli scontri che a gennaio hanno paralizzato per una domenica l’autostrada A1. E il gruppo romanista dei Fedayn, assaltato e derubato dei propri vessilli dai serbi, è legato a doppio filo con i croati della Dinamo Zagabria: erano al loro fianco mentre distruggevano auto della polizia a Tirana prima della finale di maggio col Feyenoord.
Serbi e croati, gli alleati in questi scontri: non per caso. «La migliore scena internazionale, a livello di cultura ultrà, attualmente si trova nei Balcani», ci spiega il capo di una curva europea. «In Serbia il calcio è come una religione, il movimento cresce soprattutto nell’area mitteleuropea, comprese Polonia e Russia».
Tutte le curve in Italia hanno amici in quell’area, dove alcol e botte sono il tema di fondo di molte domeniche. Amici, anzi “fratelli”, perché la terminologia è importante, pronti a comparire quando l’atmosfera si scalda. Unioni ostentate con post social, chat Telegram e azioni concrete: la marcia dei Wisla Sharks di Cracovia col saluto romano prima di un derby di Roma era un messaggio chiarissimo. Gli Ultras Lazio sono legati anche ad altre tifoserie di destra, Real Madrid, West Ham e Levsky Sofia. I Vikings della Juventus hanno un patto d’acciaio con gli ultrà del Legia Varsavia e gli olandesi dell’Ado den Haag. La curva del Milan è legata a quelle di Partizan Belgrado e Cska Sofia, fino al 2010 amici dei romanisti. Oggi, la frammentata curva della Roma ha rapporti con gli ultrà del Panathinaikos, in nome dei quali nel 2006 attaccò gruppi di greci dell’Olympiacos. Che fanno fronte comune proprio con la Stella Rossa. L’attenzione internazionale è al 10 marzo, quando il basket mette di fronte in Eurolega Panathinaikos e Stella Rossa: il pretesto per una resa dei conti.