Adozioni gay, gli psicologi contro la ministra Roccella: "Genitori tutti uguali, il danno è nello stigma"
di Viola Giannoli , di Viola Giannoli"Adozioni gay? Meglio una mamma e un papà, lo dicono gli psicologi". "Falso, la ricerca scientifica e l'evidenza clinica dicono altro da anni", rispondono proprio loro: gli psicologi. La tesi, e la sua smentita, arrivano rispettivamente dalla ministra Eugenia Roccella e da sette Ordini professionali regionali che si sono uniti per chiedere alla responsabile per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità di "rivalutare la sua posizione" sulla base di studi internazionali.
Era il 27 gennaio scorso quando Roccella rispondeva così su La7 a una domanda sulle adozioni gay: "Non c'è facilità ad adottare per tante coppie, io vorrei partire dal migliore int…
"Adozioni gay? Meglio una mamma e un papà, lo dicono gli psicologi". "Falso, la ricerca scientifica e l'evidenza clinica dicono altro da anni", rispondono proprio loro: gli psicologi. La tesi, e la sua smentita, arrivano rispettivamente dalla ministra Eugenia Roccella e da sette Ordini professionali regionali che si sono uniti per chiedere alla responsabile per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità di "rivalutare la sua posizione" sulla base di studi internazionali.
Era il 27 gennaio scorso quando Roccella rispondeva così su La7 a una domanda sulle adozioni gay: "Non c'è facilità ad adottare per tante coppie, io vorrei partire dal migliore interesse del bambino che è quello di avere due figure diverse. Credo che un bambino abbia diritto ad avere una mamma e un papà, tutti gli psicologi lo dicono". L'ultimo no, in ordine di tempo, alla stepchild adoption.
Ora però sono proprio gli psicologi a sconfessarla. In una lettera inviata alla ministra e a Repubblica, gli Ordini professionali di Lazio, Campania, Sicilia, Marche, Abruzzo, Veneto ed Emilia Romagna - i primi sette a muoversi (rappresentano oltre il 60 per cento degli iscritti), cui seguiranno poi altri - scrivono: "La letteratura scientifica, ormai consolidata, evidenzia che non vi sono differenze sostanziali fra le famiglie con genitori eterosessuali e quelle con genitori omosessuali rispetto alla crescita dei figli".
Gli psicologi concordano quindi nel ritenere che i genitori dello stesso sesso "siano in grado di essere genitori in modo efficace, che i figli di queste coppie abbiano le stesse linee di sviluppo dei figli di coppie eterosessuali". Altrettanto "accertato" è, semmai, "l'effetto nocivo dell'esposizione al pregiudizio, non tanto e non solo sull'omosessualità in sé, quanto sulla capacità delle coppie omossessuali di esprimere adeguate capacità genitoriali. Laddove i figli di coppie omosessuali sono stigmatizzati, dove è presente un pregiudizio sulle capacità genitoriali, dove vi è l'idea diffusa che questo tipo di configurazione familiare abbia carattere problematico o patologico, i figli soffrono per lo stigma e possono riceverne un danno".
A sostenerlo non sono solo gli Ordini regionali degli psicologi, ma "le più autorevoli istituzioni di psicologi a livello mondiale, quali l'American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (AACAP), l'American Psychoanalytic Association (APsaA), l'American Psychological Association (APA)". In Italia anche l'Aip, l'associazione italiana di psicologia che riunisce i docenti universitari, ha ricordato già nel 2011 che "ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell'ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso".
"La famiglia funzionale - dicono i professionisti della salute mentale e del benessere psicologico - è quella che sa offrire cura, sicurezza, protezione, sostegno, apertura alle diverse dimensioni dell'esistenza umana". "Nel 2023 - ricordano - esistono tanti modi diversi di essere famiglia: quella tradizionale, biologica, quella adottiva, quella ricostituita, quella monogenitoriale e anche quella omogenitoriale. E meritano, tutte, la stessa attenzione, la stessa cura e le stesse tutele da parte di noi professionisti e da parte dello Stato".