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Migranti, le Ong non sono "pull factor": da una settimana in mare ma nessun soccorso

L'assenza di barconi in zona Sar libica smentisce l'ipotesi che le navi umanitarie siano un fattore di attrazione. E a pesare non è solo il maltempo: nell'ultima settimana in Italia, partendo dalla Tunisia o dalla Cirenaica, sono sbarcate in Italia oltre 1.400 persone. E ad accoglierle c'è la Guardia
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Il null factor, lo chiamano ironizzando sull'accusa che da sempre brucia le loro spalle, quella di essere fattore di attrazione (il famigerato pull factor) per barconi e barchini messi in mare dai trafficanti. E invece, ad ennesima dimostrazione che il pull factor non esiste (come da anni certificano i numeri sugli sbarchi) c'è quanto sta avvenendo in questi giorni in zona Sar libica dove le due grandi navi umanitarie che continuano le missioni, la Geo Barents e la Ocean Viking, da una settimana non hanno né visto né soccorso neanche un'imbarcazione.

E non è certo solo per il meteo in questi giorni poco clemente. Basta infatti consultare il cruscotto del Viminale per verificare come, negli stessi giorni in cui le navi di Medici senza f…

Il null factor, lo chiamano ironizzando sull'accusa che da sempre brucia le loro spalle, quella di essere fattore di attrazione (il famigerato pull factor) per barconi e barchini messi in mare dai trafficanti. E invece, ad ennesima dimostrazione che il pull factor non esiste (come da anni certificano i numeri sugli sbarchi) c'è quanto sta avvenendo in questi giorni in zona Sar libica dove le due grandi navi umanitarie che continuano le missioni, la Geo Barents e la Ocean Viking, da una settimana non hanno né visto né soccorso neanche un'imbarcazione.

E non è certo solo per il meteo in questi giorni poco clemente. Basta infatti consultare il cruscotto del Viminale per verificare come, negli stessi giorni in cui le navi di Medici senza frontiere e Sos Mediterranée sono tornate in zona di ricerca e soccorso, in Italia sono sbarcate 1.420 persone, un numero consistente in linea con l'aumento degli arrivi, raddoppiati rispetto allo scorso anno.

Due grossi barconi, uno con 300, l'altro con 500 persone, partiti entrambi dalla Cirenaica, sono stati soccorsi domenica dalle motovedette della guardia costiera italiana a sud est della Sicilia. E decine di altri sbarchi negli stessi giorni sono tornati ad affollare l'hotspot. Dunque, le traversate del Mediterraneo, sia dalla lunga e pericolosa rotta dalla Cirenaica, sia da quella più corta dalla Tunisia, sono continuate nonostante il maltempo, ma nessuna partenza dalla Tripolitania e dalle spiagge lungo la costa al confine tra Libia e Tunisia dove incrociano le Ong. E da dove, nelle ultime settimane, i trafficanti aveva ripreso a far partire centinaia di persone su gommoni fatiscenti, metà dei quali intercettati e riportati indietro dalla guardia costiera libica.

Non è perciò la presenza delle Ong a poca distanza dalle coste della Tripolitania, come sostiene il ministro dell'Interno Piantedosi, a provocare l'aumento delle partenze dei barconi che, come dimostrano i numeri degli arrivi di quest'ultima settimana in cui le Ong non hanno operato alcun soccorso, comunque continuano a partire. Anzi, il flusso dalla Tripolitania sembra essere rallentato.

Diranno le prossime settimane se è una caso o se è da mettere in relazione con la recente visita a Tripoli della premier, Giorgia Meloni, che, accompagnata dai ministri Matteo Piantedosi e Antonio Tajani, è andata a promettere investimenti e ad annunciare una rafforzata collaborazione con la guardia costiera libica, a cominciare dalla fornitura di cinque nuove unità navali per riportare indietro i migranti. La prima, in pompa magna, è stata consegnata dal cantiere di Adria qualche giorno fa.

La Geo Barents rimane comunque in zona, in questi giorni più a ridosso delle coste tunisine per ripararsi dal maltempo. La Ocean Vilking, dopo quattro giorni di inutile pattugliamento, sta risalendo invece verso nord.